
Brasile, l’inflazione attesa scende al 5,30%: prima pausa dopo 16 settimane di rialzi
Il bollettino Focus segna un’inversione di tendenza, ma la Colombia avverte che il ritorno al 3% slitta al 2028; intanto i servizi USA mostrano una modesta espansione.
La mediana delle proiezioni raccolte dalla banca centrale brasiliana ha registrato un calo dell’inflazione ufficiale (IPCA) per il 2026, passando dal 5,33% al 5,30%. È la prima riduzione dopo sedici settimane consecutive di aumenti, un segnale che gli analisti di San Paolo interpretano come un possibile punto di svolta, sebbene il dato resti ben al di sopra del tetto del 4,5% fissato dal Consiglio monetario nazionale. La stima per il 2027, invece, continua a salire, toccando il 4,18% nella settima revisione al rialzo consecutiva, mentre il cambio e le attese sul PIL sono rimasti sostanzialmente invariati.
La dinamica riflette un contesto in cui la Selic, il tasso di riferimento, è attesa in calo al 14% entro fine anno dall’attuale 14,25%, ma le pressioni sui prezzi restano diffuse. A Bogotà, il gerente della banca centrale colombiana, Leonardo Villar, ha dichiarato davanti al Congresso che l’inflazione non tornerà all’obiettivo del 3% prima del 2028, e che nel 2026 l’indice dei prezzi al consumo potrebbe ancora superare il 6%, spinto dai costi alimentari, dalle tariffe dei servizi pubblici e dal possibile rafforzamento del fenomeno El Niño. Le decisioni di politica monetaria, ha spiegato, produrranno effetti più visibili solo nel 2027.
Sullo sfondo, i dati provenienti dagli Stati Uniti offrono un quadro di moderata espansione del settore dei servizi: l’indice composito S&P Global è salito a 51,9 punti a giugno, mentre l’ISM si è attestato a 54, in lieve calo rispetto a maggio. Le pressioni inflazionistiche restano elevate, con il sottoindice dei prezzi ISM a 67,7, alimentate da tariffe e costi dei carburanti. Secondo gli economisti di New York, la crescita rimane storicamente debole e pesa sull’occupazione, ma la fiducia delle imprese è migliorata nella prospettiva di un allentamento delle tensioni sui prezzi.
Per i mercati latinoamericani, il combinato disposto di un’inflazione interna ancora lontana dagli obiettivi e di una Federal Reserve che mantiene un tono cauto rende incerto il percorso di allentamento monetario. La prossima riunione del Copom brasiliano, in programma il 4 e 5 agosto, sarà il primo banco di prova per verificare se la pausa nelle attese di inflazione si tradurrà in un taglio dei tassi. Nel frattempo, gli occhi restano puntati sul bollettino Focus della prossima settimana e sugli sviluppi climatici in Colombia, che potrebbero ritardare ulteriormente il ritorno alla stabilità dei prezzi.
| Stampa russa e CSI | +0.40 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.10 | neutral |
La Russia proietta un futuro di tassi in calo per il Brasile, enfatizzando la ripresa economica.
Utilizza una previsione di Bloomberg come fatto certo, dando per scontato un percorso di allentamento senza menzionare i rischi di inflazione persistente.
Omette il contesto che l'inflazione brasiliana è ancora ben sopra il target e che la Colombia segnala difficoltà simili.
L'America Latina registra un lieve miglioramento delle aspettative ma sottolinea la persistenza dell'inflazione e l'avvertimento colombiano.
Presenta dati contrastanti (calo vs. sopra target) per creare un quadro di cautela, bilanciando il sollievo con l'allarme.
Omette la previsione ottimistica di tagli dei tassi a lungo termine che appare nel blocco russo.
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