
Bellingham rifiuta il premio: «Non lo meritavo», ma entra nella storia inglese
Dopo lo 0-0 con il Ghana, il centrocampista contesta il titolo di miglior giocatore e diventa il più giovane a 50 presenze con i Tre Leoni.
Lo 0-0 tra Inghilterra e Ghana, maturato al Boston Stadium nella seconda giornata del Gruppo L, ha consegnato alla cronaca un paradosso: Jude Bellingham è stato eletto miglior giocatore dell’incontro e, a microfoni ancora aperti, ha dichiarato di non meritarlo. «Per essere onesto, non lo meritavo. Probabilmente sarebbe dovuto andare a uno dei loro ragazzi, che hanno difeso così bene», ha detto il centrocampista del Real Madrid, aggiungendo di aver faticato a entrare nel ritmo della partita. Nella stessa serata, però, Bellingham ha inciso il proprio nome negli annali del calcio britannico: con 22 anni e 359 giorni è diventato il più giovane a raggiungere le 50 presenze con la maglia dell’Inghilterra, strappando il primato a Wayne Rooney (23 anni e 159 giorni).
La partita ha messo a nudo i limiti offensivi della squadra di Thomas Tuchel, incapace di scardinare il blocco basso e compatto disegnato dal Ghana. Gli africani, schierati con un 5-4-1 in fase di non possesso, hanno concesso spazi ridottissimi tra le linee, costringendo l’Inghilterra a un possesso sterile. Il dato più eloquente è arrivato nel primo tempo: per la prima volta in questo Mondiale, nessuna delle due squadre ha centrato lo specchio della porta. L’occasione più nitida è caduta sui piedi di Harry Kane nei minuti finali, ma il capitano ha alzato sopra la traversa un tap-in dopo che un colpo di testa di Nico O’Reilly aveva colpito il palo. Il Ghana, da parte sua, ha reclamato invano un calcio di rigore per un contatto tra Prince Adu ed Ezri Konsa, ignorato dall’arbitro.
Bellingham ha letto l’opaca prestazione inglese attraverso una lente generazionale: «Come sempre, è la febbre della seconda partita con l’Inghilterra. Vinci la prima, fai bene e pareggi la seconda». Il riferimento è a un copione che si ripete: per il quarto torneo maggiore consecutivo, i Tre Leoni impattano il secondo incontro della fase a gironi. Declan Rice ha invitato alla calma («tante grandi nazionali hanno pareggiato la prima, non serve essere negativi»), ma tra gli osservatori inglesi si è riaccesa la discussione sulla difficoltà della squadra a trovare soluzioni contro avversari che rinunciano al gioco propositivo. L’assistente tecnico Anthony Barry ha ammesso che la linea difensiva ghanese era «profonda, profonda, profonda – probabilmente più di quanto ci aspettassimo».
Con quattro punti ciascuno, Inghilterra e Ghana guidano il Gruppo L a pari merito. La squadra di Tuchel affronterà Panama nell’ultima giornata, mentre il Ghana se la vedrà con la Croazia. La qualificazione agli ottavi resta in bilico per entrambe, ma il punto strappato a Boston ha rafforzato le speranze africane e ha lasciato l’Inghilterra con la necessità di vincere per blindare il primo posto. Bellingham, intanto, si è preso un record e un premio che non voleva, in una notte in cui il campo ha parlato più delle parole.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Jude Bellingham ha sorpreso tutti ammettendo di non meritare il premio di miglior giocatore dopo lo 0-0 dell'Inghilterra contro il Ghana. Nonostante l'autocritica, il centrocampista è comunque entrato nella storia del calcio inglese con un record. Un episodio che ha messo in luce la sua onestà e un riconoscimento inatteso.
L'Inghilterra è rimasta frustrata dopo essere stata bloccata su uno 0-0 da un Ghana resiliente. Jude Bellingham ha ammesso di non meritare il premio di miglior giocatore, sostenendo che sarebbe dovuto andare a un difensore ghanese. Il risultato ha messo a nudo i limiti offensivi inglesi e ha evidenziato la disciplina difensiva del Ghana.
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