
Austria e Algeria avanti, Iran fuori: la partita del sospetto rievoca lo scandalo di Gijón
Il 3-3 finale tra Austria e Algeria vale la qualificazione per entrambe ed elimina l'Iran, tra accuse di biscotto, un finale da Hitchcock e il rovesciamento di un’antica ingiustizia.
Negli ultimi centottanta secondi dell’incontro all’Arrowhead Stadium di Kansas City, il destino dell’Iran è stato sospeso e poi spezzato. Al minuto 93, il capitano algerino Riyad Mahrez porta i suoi sul 3-2 con un diagonale chirurgico: in quel momento l’Austria è fuori dai Mondiali e l’Iran, terzo nel girone G, accarezza la qualificazione. Ma il subentrato Sasa Kalajdzic, con l’ultimo colpo della partita, scarica in rete il 3-3 che riconsegna il biglietto per gli ottavi agli austriaci e garantisce all’Algeria il posto tra le migliori terze, condannando la squadra di Ghalenoei.
Il pomeriggio del Missouri era nato sotto la stella del calcolo: Austria e Algeria sapevano che un pareggio le avrebbe promosse entrambe dal gruppo J, rispettivamente come seconda e come una delle migliori terze. Dopo un’ora di gioco il tabellone recita 2-2 – doppio vantaggio austriaco con Arnautovic e Sabitzer, doppia rimonta nordafricana con il guizzo di Belghali e il primo gol mondiale di Mahrez – e il ritmo si spegne nella gestione. L’Algeria inanella una serie di 110 passaggi senza che l’Austria pressi realmente, mentre il pubblico fischia per la mancanza di agonismo. La strategia sembra accontentare tutti, finché l’epilogo non ribalta ogni copione.
In Iran le reazioni sono rabbiose. Commentatori della tv di Stato invocano il “biscotto”, evocando il fantasma della “vergogna di Gijón” del 1982, quando Germania Ovest e Austria confezionarono un 1-0 su cui si infranse proprio l’Algeria. Oggi, con un rovesciamento storico, è l’Algeria a trovarsi tra i beneficiati, mentre l’Iran si sente defraudato. Analisti di Teheran applicano la teoria dei giochi e il concetto di equilibrio di Nash per argomentare che entrambe le squadre, una volta raggiunto il risultato utile, non avevano alcun interesse a rischiare. Eppure, proprio la follia del recupero – la rete di Mahrez che riapre la ferita austriaca e il pareggio impossibile di Kalajdzic – rende difficile parlare di combine.
Le voci dei protagonisti respingono l’idea di un accordo. Il ct austriaco Ralf Rangnick, che allena da quarant’anni, dichiara: «In una partita finita 3-3 nessuno può pensare a un’intesa: credere che al 93’ qualcuno abbia deciso di segnare un altro gol è da pazzi. Se Hitchcock avesse scritto una storia così, avrei detto che era completamente fuori di testa». Anche il tecnico algerino Vladimir Petkovic, che dal 2014 al 2021 ha guidato la Svizzera e ora ritroverà da avversario, esprime soddisfazione: «Sono felicissimo che alla fine abbia vinto il calcio». Intanto sui social iraniani si alternano delusione e sarcasmo, mentre un portavoce del ministero degli Esteri celebra i giocatori con toni epici.
Il Mondiale 2026 prosegue per Austria e Algeria in un tabellone a 48 squadre che mescola storia e incroci inediti. L’Austria affronterà la Spagna campione d’Europa, l’Algeria se la vedrà con la Svizzera di Petkovic. Per l’Iran, l’eliminazione arrivata fuori dal campo segna la fine di un torneo in cui il destino era già stato compromesso da errori interni, e lascia al calcio un’altra lezione sui limiti della fredda strategia quando il pallone decide di scrivere la sua sceneggiatura.
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