
Ronaldo rompe gli indugi: «Sarà il mio ultimo Mondiale, ma il ritiro lo decido io»
Alla vigilia dell’ottavo di finale con la Spagna, il capitano portoghese conferma che il 2026 chiuderà la sua avventura iridata, ma rivendica il controllo totale sui tempi dell’addio alla nazionale.
A poche ore dalla sfida di Dallas contro la Spagna, Cristiano Ronaldo ha scelto la platea gremita dell’AT&T Stadium per sciogliere la riserva che teneva in sospeso il mondo del calcio: «Sì, questo sarà il mio ultimo Mondiale. Andiamo e godiamocelo». L’annuncio, arrivato dopo giorni di mezze frasi e sorrisi enigmatici, trasforma l’ottavo di finale in un potenziale spartiacque emotivo per il Portogallo e per uno dei giocatori più iconici della storia. Ronaldo, 41 anni, ha però subito aggiunto una preghiera: «Spero che domani non sia la mia ultima partita in un Mondiale, così potrete continuare a uccidermi ancora un po’», ha detto rivolto ai giornalisti con l’abituale miscela di ironia e sfida.
La conferenza stampa è stata un lungo corpo a corpo verbale con la critica, che il fuoriclasse di Madeira ha affrontato a viso aperto. «Sono ventitré anni che provate a uccidermi, ma avrete capito che non ne vale la pena, è una perdita di tempo», ha scandito, prima di puntualizzare che la decisione di lasciare la nazionale non spetta a nessun altro: «Smetterò quando lo deciderò io, non quando lo volete voi. Che giochi o no, avrò sempre un ruolo importante». Parole che, lette da osservatori europei, confermano la volontà di restare un punto di riferimento anche oltre il torneo nordamericano, pur chiudendo il capitolo iridato.
Sul piano dei numeri, Ronaldo ha rivendicato un rendimento tutt’altro che marginale: tre gol in quattro partite – due all’Uzbekistan nella fase a gironi e il primo centro in carriera in un match a eliminazione diretta, su rigore contro la Croazia – che lo hanno reso il primo calciatore a segnare in sei edizioni consecutive della Coppa del Mondo. «Non sono più il giocatore di una volta, ma non sto facendo così male», ha osservato, ricordando che altri attaccanti hanno segnato di più «perché stanno molto bene, ma io non sono messo male». Con 146 reti in 232 presenze, il capitano lusitano resta il miglior marcatore nella storia del calcio internazionale maschile.
L’aspetto più sorprendente è stato il tono quasi sentimentale con cui ha descritto questa edizione del torneo. «Sarà il Mondiale che ricorderò di più, per l’aspetto emozionale è stato il migliore», ha confessato, citando l’unità del gruppo e il ricordo di Diogo Jota, il compagno scomparso in un incidente stradale, onorato con un braccialetto commemorativo. Ha poi raccontato un aneddoto su un’assistente di volo argentina che, a suo dire, lo avrebbe guardato con diffidenza, per stemperare la tensione e ribadire il legame con l’Argentina della compagna Georgina Rodríguez. «Non mi manca nulla nella vita, Dio è stato generoso con me. Non sarò più Cristiano se vinco il Mondiale, né meno se lo perdo», ha tagliato corto.
Adesso l’attenzione si sposta sul campo. La Spagna, che Ronaldo ha definito «favorita» per il blasone e i titoli già vinti, rappresenta un ostacolo formidabile. Il portoghese ha ricordato la tripletta del 2018, quando le due squadre pareggiarono 3-3 nella fase a gironi, e ha pronosticato una sfida decisa dai dettagli: «Ho la sensazione che vinceremo». In caso di successo, il Portogallo volerebbe ai quarti e il sipario sull’ultimo Mondiale di CR7 si alzerebbe ancora una volta, rinviando un addio che, comunque vada, il diretto interessato ha già messo in chiaro di voler gestire in prima persona.
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Ronaldo conferma che questo è il suo ultimo Mondiale, sottolineando i suoi record e la volontà di godersi ogni momento. La sua carriera è celebrata senza polemiche.
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