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Attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche in Crimea: blackout a Sebastopol e crisi dei carburanti

I droni di Kiev colpiscono la principale sottostazione elettrica della città, mentre la penisola affronta razionamenti di benzina e interruzioni programmate della corrente.

Nella notte tra martedì e mercoledì, una serie di attacchi con droni ucraini ha messo fuori uso la principale sottostazione elettrica di Sebastopoli, la città più popolosa della Crimea occupata dalla Russia, lasciando temporaneamente senza corrente l’intera area urbana e provocando blackout a catena in altre località della penisola, tra cui Sinferopoli, Alušta e Jalta. Il governatore insediato da Mosca, Mikhail Razvozhayev, ha invitato la popolazione a limitare i consumi energetici e a non sovraccaricare la rete al momento del ripristino, annunciando che i danni potrebbero richiedere fino alla serata di mercoledì per essere riparati. Contestualmente, le autorità della Crimea hanno disposto la sospensione totale della vendita di carburante ai privati, riservandolo ai soli servizi essenziali, mentre a Sebastopoli sono state introdotte misure di emergenza come la chiusura anticipata di trasporti pubblici e locali commerciali.

Secondo fonti dell’amministrazione militare ucraina, l’operazione rientra in una campagna sistematica volta a colpire la logistica energetica russa e a isolare la penisola, annessa unilateralmente da Mosca nel 2014, prendendo di mira depositi di carburante, raffinerie e linee di rifornimento. Il comandante delle forze dei sistemi senza pilota di Kiev, Robert Brovdi, ha confermato che i droni hanno centrato la sottostazione principale di Sebastopoli e altri obiettivi militari e infrastrutturali. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha denunciato gli attacchi come prova della «natura nazista» dell’Ucraina, mentre il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e distrutto oltre trecento droni nella notte. Le autorità filorusse locali hanno parlato di «colpi proditori» mirati a seminare il panico tra la popolazione civile.

La crisi energetica in Crimea si inserisce in un’escalation di attacchi reciproci a lungo raggio che, secondo analisti di Bruxelles, sta assumendo una dimensione sempre più rilevante per la sicurezza energetica europea. I ripetuti raid ucraini contro raffinerie e depositi nel sud della Russia hanno già fatto salire i prezzi dei carburanti sul mercato interno russo e generato carenze che si estendono a decine di regioni, dalla Siberia al Caucaso. Per l’Italia e l’Unione Europea, il protrarsi di questa strategia potrebbe tradursi in nuove tensioni sui mercati petroliferi globali, con possibili ripercussioni sui costi dell’energia in un contesto già segnato dall’instabilità mediorientale. Sul piano umanitario, la penisola vive giornate di caldo intenso con temperature vicine ai 30 gradi, mentre i residenti sono esortati a risparmiare la batteria dei telefoni e a prestare assistenza ai vicini più vulnerabili.

Il quadro diplomatico resta sostanzialmente congelato. I colloqui promossi dagli Stati Uniti per un cessate il fuoco non registrano progressi, anche perché l’attenzione di Washington è assorbita dagli sviluppi in Medio Oriente dopo i raid su obiettivi iraniani di fine febbraio. Una recente lettera aperta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin, con la proposta di negoziati diretti, è stata respinta dal Cremlino come «scortese» e subordinata a un accordo di pace preventivo. Al momento non sono in agenda nuovi round negoziali, mentre sul terreno le operazioni militari e gli attacchi alle infrastrutture continuano a intensificarsi, lasciando presagire un prolungamento del conflitto e un aggravamento delle condizioni di vita nelle aree contese.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Le forze ucraine hanno colpito una sottostazione elettrica a Sebastopoli, lasciando senza corrente la principale città della Crimea occupata dai russi. L'attacco rientra in una campagna più ampia contro le infrastrutture energetiche per danneggiare i proventi petroliferi russi e spingere Mosca al tavolo negoziale.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
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Blackout diffusi hanno colpito Kherson e la Crimea dopo che droni ucraini hanno preso di mira infrastrutture energetiche e un impianto di gas. La Russia ha denunciato gli attacchi come prova della natura nazista dell'Ucraina, mentre un civile è stato ucciso a Belgorod. La crisi dei carburanti in Crimea si aggrava.

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mercoledì 24 giugno 2026

Attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche in Crimea: blackout a Sebastopol e crisi dei carburanti

I droni di Kiev colpiscono la principale sottostazione elettrica della città, mentre la penisola affronta razionamenti di benzina e interruzioni programmate della corrente.

Nella notte tra martedì e mercoledì, una serie di attacchi con droni ucraini ha messo fuori uso la principale sottostazione elettrica di Sebastopoli, la città più popolosa della Crimea occupata dalla Russia, lasciando temporaneamente senza corrente l’intera area urbana e provocando blackout a catena in altre località della penisola, tra cui Sinferopoli, Alušta e Jalta. Il governatore insediato da Mosca, Mikhail Razvozhayev, ha invitato la popolazione a limitare i consumi energetici e a non sovraccaricare la rete al momento del ripristino, annunciando che i danni potrebbero richiedere fino alla serata di mercoledì per essere riparati. Contestualmente, le autorità della Crimea hanno disposto la sospensione totale della vendita di carburante ai privati, riservandolo ai soli servizi essenziali, mentre a Sebastopoli sono state introdotte misure di emergenza come la chiusura anticipata di trasporti pubblici e locali commerciali.

Secondo fonti dell’amministrazione militare ucraina, l’operazione rientra in una campagna sistematica volta a colpire la logistica energetica russa e a isolare la penisola, annessa unilateralmente da Mosca nel 2014, prendendo di mira depositi di carburante, raffinerie e linee di rifornimento. Il comandante delle forze dei sistemi senza pilota di Kiev, Robert Brovdi, ha confermato che i droni hanno centrato la sottostazione principale di Sebastopoli e altri obiettivi militari e infrastrutturali. Dal canto suo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha denunciato gli attacchi come prova della «natura nazista» dell’Ucraina, mentre il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e distrutto oltre trecento droni nella notte. Le autorità filorusse locali hanno parlato di «colpi proditori» mirati a seminare il panico tra la popolazione civile.

La crisi energetica in Crimea si inserisce in un’escalation di attacchi reciproci a lungo raggio che, secondo analisti di Bruxelles, sta assumendo una dimensione sempre più rilevante per la sicurezza energetica europea. I ripetuti raid ucraini contro raffinerie e depositi nel sud della Russia hanno già fatto salire i prezzi dei carburanti sul mercato interno russo e generato carenze che si estendono a decine di regioni, dalla Siberia al Caucaso. Per l’Italia e l’Unione Europea, il protrarsi di questa strategia potrebbe tradursi in nuove tensioni sui mercati petroliferi globali, con possibili ripercussioni sui costi dell’energia in un contesto già segnato dall’instabilità mediorientale. Sul piano umanitario, la penisola vive giornate di caldo intenso con temperature vicine ai 30 gradi, mentre i residenti sono esortati a risparmiare la batteria dei telefoni e a prestare assistenza ai vicini più vulnerabili.

Il quadro diplomatico resta sostanzialmente congelato. I colloqui promossi dagli Stati Uniti per un cessate il fuoco non registrano progressi, anche perché l’attenzione di Washington è assorbita dagli sviluppi in Medio Oriente dopo i raid su obiettivi iraniani di fine febbraio. Una recente lettera aperta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin, con la proposta di negoziati diretti, è stata respinta dal Cremlino come «scortese» e subordinata a un accordo di pace preventivo. Al momento non sono in agenda nuovi round negoziali, mentre sul terreno le operazioni militari e gli attacchi alle infrastrutture continuano a intensificarsi, lasciando presagire un prolungamento del conflitto e un aggravamento delle condizioni di vita nelle aree contese.

Divergenza delle fonti

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PragmatismoUrgenza

Le forze ucraine hanno colpito una sottostazione elettrica a Sebastopoli, lasciando senza corrente la principale città della Crimea occupata dai russi. L'attacco rientra in una campagna più ampia contro le infrastrutture energetiche per danneggiare i proventi petroliferi russi e spingere Mosca al tavolo negoziale.

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Blackout diffusi hanno colpito Kherson e la Crimea dopo che droni ucraini hanno preso di mira infrastrutture energetiche e un impianto di gas. La Russia ha denunciato gli attacchi come prova della natura nazista dell'Ucraina, mentre un civile è stato ucciso a Belgorod. La crisi dei carburanti in Crimea si aggrava.

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