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Iran, nuovo cyberattacco paralizza i servizi carte di tre grandi banche

A dieci giorni dal primo incidente, le infrastrutture condivise di Bank Melli, Saderat e Tejarat sono state colpite da una seconda ondata: ATM, POS e app mobile sospesi per precauzione.

La società statale iraniana Informatics Services Corporation (ISC) ha annunciato martedì la sospensione temporanea di tutti i servizi basati su carta delle banche Melli, Saderat e Tejarat, in risposta a un nuovo attacco informatico che ha colpito le infrastrutture condivise dei tre istituti. La decisione, descritta come misura preventiva per impedire accessi non autorizzati e proteggere i dati dei clienti, arriva a soli dieci giorni dal primo incidente del 14 giugno, quando un attacco alla stessa rete di comunicazione aveva già mandato in tilt per diversi giorni i servizi di quattro banche, inclusa la Export Development Bank. Secondo i media statali, il nuovo blocco ha interessato sportelli automatici, terminali di pagamento nei negozi e applicazioni mobile, generando code e disagi in un paese dove l’uso del contante è in calo e le transazioni digitali sono la norma.

La struttura dell’attacco rivela una vulnerabilità sistemica. ISC non è solo il fornitore tecnologico delle banche colpite, ma gestisce anche gli switch nazionali Shetab e Shaparak, che instradano la quasi totalità dei pagamenti elettronici interni. Questa concentrazione fa sì che un singolo punto di compromissione possa propagarsi a cascata su più istituti. Un membro della commissione economica del parlamento, Meysam Zahurian, ha dichiarato dopo un incontro con i vertici bancari che l’attacco ha raggiunto il «nucleo dei servizi» e che nemmeno la sostituzione dell’hardware ha risolto del tutto il problema; per il ripristino completo, ha stimato, serviranno circa due settimane. Zahurian ha inoltre criticato il doppio ruolo della Banca centrale, azionista di ISC e al tempo stesso regolatore del sistema, e ha ricordato che parte dell’infrastruttura bancaria iraniana poggia su mainframe IBM, apparecchiature difficili da manutenere a causa delle sanzioni internazionali, che limitano l’accesso a ricambi e supporto ufficiale.

L’impatto si è esteso oltre i tre istituti direttamente colpiti. L’aumento improvviso del traffico verso altre banche, dove i clienti cercavano canali alternativi, ha provocato rallentamenti e disservizi temporanei, sebbene in serata la situazione sia tornata progressivamente alla normalità per gli istituti non attaccati. Sul fronte sociale, il ministro delle Comunicazioni ha assicurato che i servizi di telefonia fissa e mobile non saranno sospesi per il mancato pagamento delle bollette finché la rete bancaria non sarà pienamente operativa. Nessuna rivendicazione o attribuzione ufficiale è ancora emersa; in passato Teheran ha accusato Israele per episodi simili, ma lo Stato ebraico non ha mai commentato. I dati dei correntisti, secondo le autorità, non sarebbero stati compromessi, ma finora non è stato reso pubblico alcun rapporto tecnico indipendente a sostegno di questa affermazione.

L’episodio iraniano si inserisce in un quadro globale di crescente pressione informatica sui sistemi finanziari. Secondo i dati della banca centrale messicana, nei primi cinque mesi del 2026 gli incidenti di sicurezza notificati da banche e istituti di pagamento elettronici hanno già superato il totale di ciascuno degli ultimi quattro anni, con un’impennata di attacchi ransomware e violazioni tramite fornitori terzi. Anche in Europa i regolatori stanno inasprendo gli obblighi di notifica e le prove di resilienza operativa. Per l’Iran, il prossimo banco di prova sarà la capacità di ripristinare integralmente i servizi entro le due settimane stimate e, sul piano geopolitico, l’eventuale attribuzione pubblica della responsabilità, che potrebbe inasprire le tensioni regionali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

56%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
Stampa iraniana e affini/ Regime
VittimismoPragmatismo

Un attacco informatico ha colpito diverse banche iraniane, costringendo alla sospensione temporanea dei servizi basati su carta per proteggere i dati dei clienti. I team tecnici stanno lavorando per risolvere il problema e il governo ha assicurato che le utenze telefoniche non verranno interrotte per mancato pagamento durante il disservizio. La situazione è sotto controllo e i servizi saranno presto ripristinati.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

La rete bancaria iraniana è stata nuovamente colpita da attacchi informatici, con almeno otto grandi banche in grave difficoltà, dopo un episodio analogo la scorsa settimana. Gli incidenti ripetuti mettono a nudo l'incapacità del regime di proteggere le infrastrutture critiche, sollevando seri dubbi sulla sicurezza informatica del paese e sulla protezione dei dati finanziari dei cittadini.

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martedì 23 giugno 2026

Iran, nuovo cyberattacco paralizza i servizi carte di tre grandi banche

A dieci giorni dal primo incidente, le infrastrutture condivise di Bank Melli, Saderat e Tejarat sono state colpite da una seconda ondata: ATM, POS e app mobile sospesi per precauzione.

La società statale iraniana Informatics Services Corporation (ISC) ha annunciato martedì la sospensione temporanea di tutti i servizi basati su carta delle banche Melli, Saderat e Tejarat, in risposta a un nuovo attacco informatico che ha colpito le infrastrutture condivise dei tre istituti. La decisione, descritta come misura preventiva per impedire accessi non autorizzati e proteggere i dati dei clienti, arriva a soli dieci giorni dal primo incidente del 14 giugno, quando un attacco alla stessa rete di comunicazione aveva già mandato in tilt per diversi giorni i servizi di quattro banche, inclusa la Export Development Bank. Secondo i media statali, il nuovo blocco ha interessato sportelli automatici, terminali di pagamento nei negozi e applicazioni mobile, generando code e disagi in un paese dove l’uso del contante è in calo e le transazioni digitali sono la norma.

La struttura dell’attacco rivela una vulnerabilità sistemica. ISC non è solo il fornitore tecnologico delle banche colpite, ma gestisce anche gli switch nazionali Shetab e Shaparak, che instradano la quasi totalità dei pagamenti elettronici interni. Questa concentrazione fa sì che un singolo punto di compromissione possa propagarsi a cascata su più istituti. Un membro della commissione economica del parlamento, Meysam Zahurian, ha dichiarato dopo un incontro con i vertici bancari che l’attacco ha raggiunto il «nucleo dei servizi» e che nemmeno la sostituzione dell’hardware ha risolto del tutto il problema; per il ripristino completo, ha stimato, serviranno circa due settimane. Zahurian ha inoltre criticato il doppio ruolo della Banca centrale, azionista di ISC e al tempo stesso regolatore del sistema, e ha ricordato che parte dell’infrastruttura bancaria iraniana poggia su mainframe IBM, apparecchiature difficili da manutenere a causa delle sanzioni internazionali, che limitano l’accesso a ricambi e supporto ufficiale.

L’impatto si è esteso oltre i tre istituti direttamente colpiti. L’aumento improvviso del traffico verso altre banche, dove i clienti cercavano canali alternativi, ha provocato rallentamenti e disservizi temporanei, sebbene in serata la situazione sia tornata progressivamente alla normalità per gli istituti non attaccati. Sul fronte sociale, il ministro delle Comunicazioni ha assicurato che i servizi di telefonia fissa e mobile non saranno sospesi per il mancato pagamento delle bollette finché la rete bancaria non sarà pienamente operativa. Nessuna rivendicazione o attribuzione ufficiale è ancora emersa; in passato Teheran ha accusato Israele per episodi simili, ma lo Stato ebraico non ha mai commentato. I dati dei correntisti, secondo le autorità, non sarebbero stati compromessi, ma finora non è stato reso pubblico alcun rapporto tecnico indipendente a sostegno di questa affermazione.

L’episodio iraniano si inserisce in un quadro globale di crescente pressione informatica sui sistemi finanziari. Secondo i dati della banca centrale messicana, nei primi cinque mesi del 2026 gli incidenti di sicurezza notificati da banche e istituti di pagamento elettronici hanno già superato il totale di ciascuno degli ultimi quattro anni, con un’impennata di attacchi ransomware e violazioni tramite fornitori terzi. Anche in Europa i regolatori stanno inasprendo gli obblighi di notifica e le prove di resilienza operativa. Per l’Iran, il prossimo banco di prova sarà la capacità di ripristinare integralmente i servizi entro le due settimane stimate e, sul piano geopolitico, l’eventuale attribuzione pubblica della responsabilità, che potrebbe inasprire le tensioni regionali.

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Stampa iraniana e affiniStampa atlantica / anglosfera
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VittimismoPragmatismo

Un attacco informatico ha colpito diverse banche iraniane, costringendo alla sospensione temporanea dei servizi basati su carta per proteggere i dati dei clienti. I team tecnici stanno lavorando per risolvere il problema e il governo ha assicurato che le utenze telefoniche non verranno interrotte per mancato pagamento durante il disservizio. La situazione è sotto controllo e i servizi saranno presto ripristinati.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
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La rete bancaria iraniana è stata nuovamente colpita da attacchi informatici, con almeno otto grandi banche in grave difficoltà, dopo un episodio analogo la scorsa settimana. Gli incidenti ripetuti mettono a nudo l'incapacità del regime di proteggere le infrastrutture critiche, sollevando seri dubbi sulla sicurezza informatica del paese e sulla protezione dei dati finanziari dei cittadini.

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