
Arrestato l'ex capo dell'aviazione civile russa per una maxi-frode a Domodedovo
Alexander Neradko, ex direttore della Rosaviatsia, è in custodia cautelare con l'accusa di aver sottratto 800 milioni di rubli durante i lavori per la nuova pista dell'aeroporto moscovita.
L'ex direttore dell'Agenzia federale russa per il trasporto aereo (Rosaviatsia), Alexander Neradko, è stato arrestato il 3 luglio a Mosca con l'accusa di frode su larga scala commessa in gruppo organizzato. Il tribunale distrettuale di Khoroshevsky ne ha disposto la custodia cautelare per due mesi. Poche ore dopo, la stessa misura – per un mese e sette giorni – è stata applicata al suo ex vice Konstantin Makhov, fermato nei giorni precedenti. Entrambi rischiano fino a dieci anni di reclusione in base all'articolo 159, parte 4, del codice penale russo.
Secondo fonti investigative citate dai media moscoviti, il procedimento è legato al cantiere della seconda pista dell'aeroporto di Domodedovo, avviato nel 2014 con un contratto statale da 12,85 miliardi di rubli e mai completato. L'ipotesi dell'accusa è che siano stati distratti circa 800 milioni di rubli. La pista, realizzata solo all'80% e dichiarata inagibile a causa di materiali scadenti, è stata posta sotto sequestro come corpo del reato. L'inchiesta è condotta dalla polizia dei trasporti del Distretto federale centrale con il supporto operativo dell'FSB.
Alcune testate, tra cui REN TV e Izvestia, hanno avanzato un secondo filone d'indagine, non ancora confermato ufficialmente: Neradko sarebbe sospettato di aver partecipato, tra il 2020 e il 2021, alla vendita all'estero di velivoli civili, parte dei quali sarebbe poi ricomparsa in Ucraina. Si tratta di un capitolo che richiama le perquisizioni disposte nel 2024 negli uffici della Rosaviatsia per l'esportazione irregolare di quasi sessanta tra aerei ed elicotteri.
Neradko ha guidato l'agenzia dal 2009 al settembre 2023, quando è stato rimosso dopo quattordici anni di gestione segnati da attriti con il ministero dei Trasporti, da un richiamo ufficiale del governo per inadempienze e dalle difficoltà del settore aereo russo colpito dalle sanzioni occidentali. Dopo l'uscita dall'ente, era diventato consigliere della società statale di leasing GTLK. Il suo ex vice Makhov, dimessosi nel 2017 dopo uno scandalo per un matrimonio di lusso in Francia, aveva in seguito assunto incarichi in aziende riconducibili all'imprenditore Arkady Rotenberg, figura vicina al Cremlino.
L'inchiesta si inserisce in una sequenza di procedimenti per frode che negli ultimi anni hanno toccato funzionari e manager dell'aviazione civile russa, tra cui l'ex vice di Neradko, Sergei Timoshenko, arrestato in precedenza per corruzione. Le autorità inquirenti non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche; la difesa di Neradko ha presentato ricorso contro la detenzione. Le indagini sono in corso.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'ex capo dell'aviazione civile è stato arrestato per una colossale frode da 800 milioni di rubli legata agli appalti statali per la nuova pista di Domodedovo. Le indagini ipotizzano anche la vendita illecita di aerei a paesi ostili, aggravando la posizione dell'imputato. L'operazione dimostra la determinazione dello Stato nel colpire la corruzione ai massimi livelli, con pene fino a dieci anni di reclusione.
L'arresto dell'ex capo dell'aviazione civile, uomo legato alla cerchia ristretta di Putin tramite Arkady Rotenberg, mostra che anche i cosiddetti intoccabili possono cadere. Dietro le accuse di frode a Domodedovo si intravedono lotte di potere interne al Cremlino e la pressione delle sanzioni occidentali che hanno messo in ginocchio il settore aereo russo. La vicenda viene letta come un sintomo del logoramento del sistema, più che come una reale svolta legalitaria.
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