
Mumbai sommersa dai monsoni: vittime, frane e una metropoli in ginocchio
Piogge torrenziali senza precedenti hanno isolato la capitale finanziaria indiana, causando almeno undici morti e paralizzando strade, ferrovie e aeroporti.
Almeno undici persone hanno perso la vita in Maharashtra, nel cuore dell’India occidentale, a causa delle piogge monsoniche che da giorni flagellano Mumbai e il suo entroterra. Il bilancio, provvisorio, è stato confermato dalle autorità locali e include tre membri di una stessa famiglia sepolti da una frana a Pune, sei vittime – cinque delle quali bambini – nel crollo di un edificio a Mankhurd, e due decessi per la caduta di alberi in città. Le ricerche tra le macerie non sono ancora concluse, e fonti della protezione civile non escludono un aggravamento del numero delle vittime.
L’intensità delle precipitazioni ha colto di sorpresa una megalopoli da oltre venti milioni di abitanti, già provata da ondate di calore estremo nelle settimane precedenti. Secondo il Dipartimento meteorologico indiano, nella sola giornata di domenica la stazione di Colaba ha registrato 265,6 millimetri di pioggia, il valore più alto per il mese di luglio degli ultimi cinquant’anni. Le raffiche di vento, che hanno raggiunto i 70-90 chilometri orari, hanno abbattuto centinaia di alberi – 291 solo nella giornata di lunedì, secondo la municipalità – e danneggiato infrastrutture, mentre interi quartieri sono finiti sott’acqua.
L’evento ha messo a nudo la fragilità dei collegamenti strategici della regione. L’autostrada Mumbai-Pune, arteria vitale per il traffico merci e passeggeri, è stata chiusa in entrambe le direzioni a causa di una frana che ha investito il cosiddetto “Missing Link”, il tronco di 13,3 chilometri inaugurato appena due mesi fa con un investimento di quasi 6700 crore di rupie. La vecchia statale Mumbai-Goa è rimasta bloccata per oltre dodici ore da uno smottamento nei pressi di Chiplun, mentre il traffico ferroviario ha subito cancellazioni e deviazioni su vasta scala, con convogli a lunga percorrenza fermi per ore e il celebre servizio di consegna dei “dabbawala” sospeso. L’aeroporto internazionale Chhatrapati Shivaji Maharaj ha visto cancellati diciassette voli e oltre duecento ritardi, con dirottamenti verso altri scali.
Le autorità hanno diramato un’allerta rossa per Mumbai e i distretti limitrofi, disponendo la chiusura di tutte le scuole e invitando la popolazione a non uscire di casa se non per ragioni di assoluta necessità. Il governo del Maharashtra ha dichiarato mezza giornata di lavoro per gli uffici pubblici non essenziali e ha sollecitato le aziende private a ricorrere al lavoro da remoto. Squadre del National Disaster Response Force sono state dispiegate nelle aree più vulnerabili, mentre le operazioni di drenaggio e rimozione dei detriti procedono a rilento a causa del persistere delle piogge. La situazione, secondo i meteorologi, potrebbe aggravarsi nelle prossime ore con il rischio di nubifragi localizzati fino a 300 millimetri, in particolare nel distretto di Nashik. Il bilancio definitivo delle vittime e dei danni resta incerto, e le indagini sulle cause dei cedimenti strutturali sono in corso.
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