
Alla corte del presidente Lee, mentre la Corea del Sud racconta draghi e fantasmi al mondo
La cerimonia delle credenziali a Seul ha coinciso con un’ondata di annunci e uscite su Netflix che mostrano come la penisola asiatica, ma anche il Kuwait, stiano ridisegnando la geografia sentimentale dello streaming.
Nella luce ovattata della Blue House, mercoledì scorso, otto nuovi ambasciatori hanno presentato le lettere credenziali al presidente sudcoreano Lee Jae Myung. Tra loro c’era Nora Ladi Daduut, prima donna a guidare la missione nigeriana a Seul, che pochi giorni dopo avrebbe incontrato il presidente della Korea-Africa Foundation per discutere di collaborazione tecnologica e scambi educativi. Mentre i protocolli diplomatici scandivano gesti misurati e inchini, sugli schermi di tutto il mondo – e della stessa Nigeria – andava in onda un’altra forma di incontro: quella tra una giovane ereditiera che vede i fantasmi e un procuratore terrorizzato dagli spiriti, protagonisti di “Spooky in Love”, la serie coreana che Netflix ha appena lanciato in contemporanea globale.
La serie, intitolata in spagnolo “Muertos de amor”, è l’adattamento in dodici episodi del film “Spellbound” del 2011, e riporta sullo schermo Park Eun-bin e Yang Se-jong in una commedia romantica venata di horror e mistero. L’innesco narrativo è un contatto accidentale che trasferisce al razionale procuratore la capacità medianica della protagonista, costringendoli a collaborare su casi irrisolti. Accanto a loro, Ong Seong-wu debutta nel ruolo del villain, un giovane ceo d’albergo dalla doppia faccia, dichiarando di aver voluto “rompere l’immagine di ragazzo retto e composto” che lo accompagnava dai tempi dei Wanna One. Per il pubblico latinoamericano, che ha già trasformato il titolo in un piccolo fenomeno social, la serie conferma la presa dei K-drama su fasce di spettatori sempre più trasversali.
La stessa settimana, l’emittente tvN ha annunciato due nuovi progetti che allargano ulteriormente lo spettro dei generi. “Foreign Embassy in Korea” vedrà Lee Jun Ho nei panni di un drago millenario, divinità delle acque, che dirige un’ambasciata segreta incaricata di gestire le creature non umane che vivono tra gli uomini; al suo fianco, Hong Hwa Yeon interpreterà un’ex arciera medaglia d’oro ai Giochi Asiatici diventata diplomatica per caso. Su Disney+, invece, Nam Joo Hyuk tornerà dopo il servizio militare con “Code”, thriller criminale che ruota attorno a un’app in grado di esaudire ogni desiderio, trascinando un avvocato ambizioso in un vortice di scelte morali estreme. In entrambi i casi, la penisola coreana sembra voler esplorare i confini tra umano e sovrumano, tra etica e desiderio, con una produzione seriale che non teme ibridazioni.
Eppure, a rendere il panorama dello streaming davvero globale, non sono solo i draghi e i fantasmi di Seul. Il 23 luglio Netflix ha aggiunto al suo catalogo anche “Te quiero desde siempre” (titolo originale “Ahbak Min Zaman”), commedia romantica kuwaitiana diretta da Elie El Semaan. La trama rilegge il classico della friend zone: Haya, convinta che Jawad resterà per sempre solo un amico, si risveglia quando lui annuncia il matrimonio con un’altra, e decide di sabotare la relazione documentando le proprie follie in vlog personali. Prodotto da Eagle Films e interpretato da Nour Al Ghandour e Ali Kakuli, il film porta sullo schermo un immaginario sentimentale arabo lontano dagli stereotipi, e si inserisce in una strategia della piattaforma che punta a valorizzare storie locali con ambizioni universali.
Mentre “Te quiero desde siempre” iniziava la sua corsa, un’altra storia d’amore si preparava a lasciare il servizio: in Argentina, “No me olvides” – il titolo con cui è conosciuta in Sudamerica la commedia del 2002 con Reese Witherspoon e Patrick Dempsey – sarebbe scomparsa dal catalogo il 29 luglio, ricordando a tutti la natura effimera delle biblioteche digitali. Così, nella stessa settimana in cui un’ambasciatrice nigeriana stringeva accordi per portare innovazione coreana in Africa, un drago innamorato e una giovane kuwaitiana armata di videocamera raccontavano, ciascuno a modo proprio, che le storie non hanno bisogno di passaporti per viaggiare.
| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.60 | aligned |
| Stampa africana subsahariana | +0.20 | neutral |
Netflix porta sugli schermi latinoamericani storie d'amore che parlano a tutti, superando barriere culturali e linguistiche.
Si generalizza l'appeal delle commedie romantiche, presentandole come esperienze emotive condivisibili da qualsiasi pubblico, senza contestualizzare le specificità culturali o diplomatiche.
Viene omesso il contesto diplomatico della notizia, ovvero la presentazione delle credenziali dell'ambasciatrice nigeriana, che nel titolo originale lega insieme i diversi contenuti.
I nuovi drama coreani conquistano il Sud-est asiatico grazie al carisma dei loro protagonisti e a trame avvincenti.
Si enfatizza il ruolo degli attori famosi e le loro scelte di carriera, creando aspettativa e identificazione nel pubblico, mentre si trascura la dimensione globale della notizia.
Vengono omessi sia la commedia romantica kuwaitiana sia l'evento diplomatico, riducendo la notizia a un aggiornamento sull'intrattenimento coreano.
L'ambasciatrice nigeriana assume formalmente il suo incarico in Corea del Sud, in una cerimonia che rafforza i legami bilaterali.
Si descrive l'evento diplomatico come una procedura standard, senza enfasi o drammatizzazione, normalizzando così la presenza nigeriana nella penisola coreana.
Viene omesso qualsiasi riferimento ai contenuti Netflix che nel titolo originale accompagnano la notizia, isolando l'aspetto diplomatico dal contesto culturale globale.
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