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L’affitto si rinnova per legge: da Teheran a Madrid, lo Stato ridisegna il mercato della casa

Mentre l’Iran impone il rinnovo automatico dei contratti con un tetto del 25%, in Europa e nelle Americhe si moltiplicano gli interventi pubblici per contenere la crisi abitativa.

Il governo iraniano ha disposto il rinnovo automatico per un anno di tutti i contratti di locazione residenziale in scadenza entro la fine del 2025, con un aumento massimo del 25% su canone e deposito. La decisione, assunta congiuntamente dai capi dei tre poteri dello Stato, vieta ai tribunali di emettere ordini di sfratto per la sola scadenza del contratto, salvo quattro eccezioni: demolizione o ristrutturazione con permesso, vendita definitiva dell’immobile, necessità abitativa del proprietario accertata da un giudice e inadempienze gravi dell’inquilino. Secondo fonti governative di Teheran, la misura risponde alle pressioni economiche aggravate da quello che le autorità definiscono il «terzo conflitto imposto» e dalla coincidenza con la stagione dei traslochi, con l’obiettivo dichiarato di proteggere le fasce più vulnerabili.

L’intervento iraniano si inserisce in un quadro globale di irrigidimento delle regole sugli affitti. In Spagna, un regio decreto legge vieta fino al 31 dicembre 2026 alle imprese beneficiarie di aiuti pubblici di licenziare adducendo l’aumento dei costi energetici, pena la restituzione integrale dei sussidi. La norma, spiegano analisti di Bruxelles, vincola il sostegno statale alla tenuta dell’occupazione, replicando un modello già sperimentato durante la pandemia. In India, il Model Tenancy Act del 2021 – finora adottato integralmente solo nello Stato dell’Assam – fissa un deposito cauzionale massimo di due mensilità e obbliga il locatore a dichiarare in anticipo ogni onere accessorio, mentre la legge successoria continua a regolare la trasmissione degli immobili in base all’appartenenza religiosa. In Russia, il governo starebbe valutando un differenziamento dei tassi sui mutui agevolati per famiglie in base al numero di figli e alla metratura, con simulazioni che per un appartamento di 60 mq a Mytišči mostrano un possibile raddoppio della rata mensile per chi ha un solo figlio.

La tensione sul costo dell’abitare non risparmia le economie avanzate. Un’indagine dell’istituto Allensbach condotta in Germania rivela che la ricerca di un parcheggio irrita gli inquilini più dell’entità del canone, ma il 52% degli intervistati si dichiara comunque gravato dalle spese per la casa, percentuale che sale al 67% nelle sette maggiori città. Negli Stati Uniti, con un tasso medio sui mutui vicino al 6,5% e un’inflazione al 4,2%, un reddito annuo di 75.000 dollari consente oggi di acquistare un’abitazione tra i 215.000 e i 270.000 dollari, a patto di rispettare la regola del 28/36 che limita la rata al 28% del reddito lordo. In Argentina, dove un monolocale in affitto a Buenos Aires può superare i 900.000 pesos mensili tra canone, spese condominiali e utenze, la regola del 30% del reddito – nata negli Stati Uniti dopo la Grande Depressione – è ormai inapplicabile per la maggior parte dei giovani lavoratori.

Sul fronte dell’offerta, iniziano a emergere soluzioni industrializzate. In Argentina stanno arrivando dalla Cina moduli abitativi prefabbricati in acciaio zincato, completi di cucina e bagno, con prezzi dichiarati inferiori del 60% rispetto all’edilizia tradizionale, ma che richiedono costi aggiuntivi per fondazioni, allacci e trasporto, e restano in gran parte esclusi dai mutui bancari. La domanda, secondo operatori di Mendoza e Córdoba, cresce soprattutto in Patagonia, dove i settori petrolifero e turistico cercano alloggi rapidi e trasportabili. Il dossier resta aperto: in Iran l’efficacia del tetto del 25% dipenderà dalla capacità di controllo delle autorità locali, mentre in Spagna il divieto di licenziamento legato all’energia sarà monitorato fino alla scadenza del 2026, e in India l’estensione del Model Tenancy Act agli altri Stati federati rimane oggetto di negoziato.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

61%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa latinoamericana
Stampa iraniana e affini/ Regime
PaternalismoPragmatismo

Il governo iraniano ha approvato il rinnovo automatico dei contratti d'affitto con un tetto del 25% agli aumenti, per proteggere gli inquilini dalla pressione del costo della vita. I tribunali non potranno emettere ordini di sfratto solo per scadenza del contratto, salvo eccezioni limitate. La misura, valida fino a fine 1405, dimostra un intervento diretto dello Stato nel mercato degli affitti.

Stampa latinoamericana
AllarmeIndignazione

In Argentina, il governo ha lanciato un ultimatum: le aziende che ricevono aiuti pubblici non possono licenziare adducendo l'aumento dei costi energetici fino al 2026. Intanto, vivere da soli costa oltre 2 milioni di pesos al mese, con l'affitto che divora gran parte del budget. Le misure rivelano un tentativo disperato di arginare le conseguenze sociali del caro-vita.

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lunedì 22 giugno 2026

L’affitto si rinnova per legge: da Teheran a Madrid, lo Stato ridisegna il mercato della casa

Mentre l’Iran impone il rinnovo automatico dei contratti con un tetto del 25%, in Europa e nelle Americhe si moltiplicano gli interventi pubblici per contenere la crisi abitativa.

Il governo iraniano ha disposto il rinnovo automatico per un anno di tutti i contratti di locazione residenziale in scadenza entro la fine del 2025, con un aumento massimo del 25% su canone e deposito. La decisione, assunta congiuntamente dai capi dei tre poteri dello Stato, vieta ai tribunali di emettere ordini di sfratto per la sola scadenza del contratto, salvo quattro eccezioni: demolizione o ristrutturazione con permesso, vendita definitiva dell’immobile, necessità abitativa del proprietario accertata da un giudice e inadempienze gravi dell’inquilino. Secondo fonti governative di Teheran, la misura risponde alle pressioni economiche aggravate da quello che le autorità definiscono il «terzo conflitto imposto» e dalla coincidenza con la stagione dei traslochi, con l’obiettivo dichiarato di proteggere le fasce più vulnerabili.

L’intervento iraniano si inserisce in un quadro globale di irrigidimento delle regole sugli affitti. In Spagna, un regio decreto legge vieta fino al 31 dicembre 2026 alle imprese beneficiarie di aiuti pubblici di licenziare adducendo l’aumento dei costi energetici, pena la restituzione integrale dei sussidi. La norma, spiegano analisti di Bruxelles, vincola il sostegno statale alla tenuta dell’occupazione, replicando un modello già sperimentato durante la pandemia. In India, il Model Tenancy Act del 2021 – finora adottato integralmente solo nello Stato dell’Assam – fissa un deposito cauzionale massimo di due mensilità e obbliga il locatore a dichiarare in anticipo ogni onere accessorio, mentre la legge successoria continua a regolare la trasmissione degli immobili in base all’appartenenza religiosa. In Russia, il governo starebbe valutando un differenziamento dei tassi sui mutui agevolati per famiglie in base al numero di figli e alla metratura, con simulazioni che per un appartamento di 60 mq a Mytišči mostrano un possibile raddoppio della rata mensile per chi ha un solo figlio.

La tensione sul costo dell’abitare non risparmia le economie avanzate. Un’indagine dell’istituto Allensbach condotta in Germania rivela che la ricerca di un parcheggio irrita gli inquilini più dell’entità del canone, ma il 52% degli intervistati si dichiara comunque gravato dalle spese per la casa, percentuale che sale al 67% nelle sette maggiori città. Negli Stati Uniti, con un tasso medio sui mutui vicino al 6,5% e un’inflazione al 4,2%, un reddito annuo di 75.000 dollari consente oggi di acquistare un’abitazione tra i 215.000 e i 270.000 dollari, a patto di rispettare la regola del 28/36 che limita la rata al 28% del reddito lordo. In Argentina, dove un monolocale in affitto a Buenos Aires può superare i 900.000 pesos mensili tra canone, spese condominiali e utenze, la regola del 30% del reddito – nata negli Stati Uniti dopo la Grande Depressione – è ormai inapplicabile per la maggior parte dei giovani lavoratori.

Sul fronte dell’offerta, iniziano a emergere soluzioni industrializzate. In Argentina stanno arrivando dalla Cina moduli abitativi prefabbricati in acciaio zincato, completi di cucina e bagno, con prezzi dichiarati inferiori del 60% rispetto all’edilizia tradizionale, ma che richiedono costi aggiuntivi per fondazioni, allacci e trasporto, e restano in gran parte esclusi dai mutui bancari. La domanda, secondo operatori di Mendoza e Córdoba, cresce soprattutto in Patagonia, dove i settori petrolifero e turistico cercano alloggi rapidi e trasportabili. Il dossier resta aperto: in Iran l’efficacia del tetto del 25% dipenderà dalla capacità di controllo delle autorità locali, mentre in Spagna il divieto di licenziamento legato all’energia sarà monitorato fino alla scadenza del 2026, e in India l’estensione del Model Tenancy Act agli altri Stati federati rimane oggetto di negoziato.

Divergenza delle fonti

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61%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole50%
Neutrale17%
Critico33%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affiniStampa latinoamericana
Stampa iraniana e affini/ Regime
PaternalismoPragmatismo

Il governo iraniano ha approvato il rinnovo automatico dei contratti d'affitto con un tetto del 25% agli aumenti, per proteggere gli inquilini dalla pressione del costo della vita. I tribunali non potranno emettere ordini di sfratto solo per scadenza del contratto, salvo eccezioni limitate. La misura, valida fino a fine 1405, dimostra un intervento diretto dello Stato nel mercato degli affitti.

Stampa latinoamericana
AllarmeIndignazione

In Argentina, il governo ha lanciato un ultimatum: le aziende che ricevono aiuti pubblici non possono licenziare adducendo l'aumento dei costi energetici fino al 2026. Intanto, vivere da soli costa oltre 2 milioni di pesos al mese, con l'affitto che divora gran parte del budget. Le misure rivelano un tentativo disperato di arginare le conseguenze sociali del caro-vita.

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