
Zelensky cerca il dialogo con Putin al G7, ma Mosca non risponde
Mentre i leader del G7 tentano di convincere Trump a sostenere Kiev, il presidente ucraino propone un incontro trilaterale che cade nel silenzio del Cremlino.
Nel cuore del vertice G7 di Évian-les-Bains, sulle rive del lago Lemano, si è consumato un paradosso diplomatico: da un lato, i capi di Stato e di governo delle maggiori democrazie industrializzate hanno lavorato per rinsaldare il fronte occidentale attorno all’Ucraina, cercando di persuadere Donald Trump che Kiev può prevalere; dall’altro, il presidente Volodymyr Zelensky ha teso pubblicamente la mano a Vladimir Putin, rivelando di aver proposto un incontro diretto proprio nei giorni del summit, senza ricevere alcuna risposta. Un’iniziativa che, secondo fonti ucraine, era stata trasmessa a Mosca attraverso canali diplomatici e di intelligence prima dell’apertura dei lavori, ma che il Cremlino ha ignorato, limitandosi a far sapere tramite il portavoce Fëdor Ušakov che l’unica sede possibile per un colloquio restava la capitale russa.
L’architettura del vertice francese, ospitato da Emmanuel Macron, era stata pensata per ricompattare il sostegno a Kiev in un momento di incertezza legato alle oscillazioni della Casa Bianca. Secondo analisti di Bruxelles, i leader del G7 – Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Canada e Giappone – avevano inizialmente escluso Zelensky dal programma, per poi organizzare una sessione di due ore con lui. L’obiettivo, rivelato da fonti vicine all’Eliseo, era mostrare a Trump che l’Ucraina sta vincendo sul campo e che l’Europa contribuisce in modo sostanziale allo sforzo bellico, sia sul piano militare sia su quello finanziario. Macron intendeva sottolineare il peso degli aiuti europei, un messaggio rivolto tanto a Washington quanto a un’opinione pubblica interna affaticata dalla guerra.
Zelensky, dal canto suo, ha scelto la via del gesto distensivo. Durante una visita al monastero delle Grotte di Kiev, danneggiato dai bombardamenti russi, ha dichiarato di aver proposto a Putin un incontro a margine del G7, alla presenza di Trump e Macron, definendolo «un’ottima opportunità per parlare tutti insieme». La proposta, ha precisato, era stata avanzata prima dell’inizio del summit e condivisa con Washington e Parigi. Da Mosca, però, è arrivato solo un muro di silenzio. Fonti ucraine citate da media russi indipendenti riferiscono che l’unico segnale indiretto è stato un invito a recarsi a Mosca, seguito da un nuovo attacco missilistico russo, interpretato a Kiev come una risposta inequivocabile. Il Cremlino, da parte sua, ha ribadito che Putin non vede al momento le condizioni per un negoziato diretto.
La freddezza russa non sorprende gli osservatori europei. Da Bruxelles si legge la mossa di Zelensky come un tentativo di smascherare l’intransigenza di Mosca davanti a Trump, proprio mentre il presidente americano chiedeva a entrambe le parti passi verso la pace. L’Italia, presente al tavolo con la premier Meloni, ha sostenuto la linea del doppio binario: sostegno militare a Kiev e disponibilità al dialogo, ma solo a condizioni chiare. Il silenzio del Cremlino, tuttavia, conferma che la strada per un cessate il fuoco passa ancora attraverso la deterrenza e la tenuta del fronte occidentale. Con Trump che alterna pressioni su Zelensky a critiche verso Mosca, il G7 ha ribadito l’unità transatlantica, ma la finestra per un’iniziativa diplomatica diretta sembra per ora serrata. La palla, dopo Évian, resta nel campo di Putin.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Zelensky ha proposto un incontro con Putin al vertice G7, ma Mosca non ha risposto. Nel frattempo, i leader del G7 intendono convincere Trump che l'Ucraina sta vincendo, per cambiare la sua posizione sul conflitto. Il silenzio del Cremlino è interpretato come un rifiuto di un dialogo orchestrato dall'Occidente.
L'Ucraina ha proposto un incontro tra Zelensky e Putin a margine del vertice G7, con la presenza dei leader G7, ma Mosca non ha dato una risposta chiara. Un assistente del presidente russo ha invece suggerito a Zelensky di recarsi a Mosca. La proposta è stata trasmessa attraverso canali diplomatici e di intelligence, ma non è arrivata alcuna risposta.
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