
Yamal frena: «Non pronto per 90 minuti», ma incorona Messi re della storia
Dopo il pareggio con Capo Verde, la stella spagnola ammette di essere in fase di adattamento e loda il capitano argentino, mentre la Spagna si prepara alla sfida decisiva contro l’Arabia Saudita.
L’esordio della Spagna al Mondiale 2026 si è chiuso con uno 0-0 contro Capo Verde che ha scatenato un’ondata di critiche sulla stampa iberica. Lamine Yamal, rientrato dopo 54 giorni di stop per una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra, ha giocato solo 25 minuti da subentrato. Davanti alle telecamere della tv pubblica spagnola, il diciottenne del Barcellona ha spento le attese di un recupero immediato: «Sono in un processo di adattamento, è troppo presto e inutile giocare una partita intera. Posso offrire i minuti che il mister riterrà opportuni». Una confessione che ridimensiona le ipotesi di un suo impiego da titolare contro l’Arabia Saudita, ma che non incrina la determinazione del gruppo.
Lo stesso Yamal ha minimizzato il clamore attorno al pareggio, definendolo «un rumore enorme per un punto» e ricordando che «vincere 6-0 la prima partita non vale nulla». La Roja, ha aggiunto, «deve vincere domenica perché è tra le favorite». Parole che, secondo i media sudamericani, rivelano la mentalità di una generazione cresciuta nell’élite del calcio europeo, capace di assorbire la pressione senza smarrire l’obiettivo. Il tecnico Luis de la Fuente, dal ritiro di Chattanooga, ha ritrovato Mikel Merino ma ha perso Víctor Muñoz per un aggravamento muscolare, mentre Nico Williams, anche lui reduce da un infortunio, sembra più avanti nel recupero.
La conferenza stampa è diventata però un palcoscenico per un omaggio senza riserve a Lionel Messi. Dopo la tripletta dell’argentino all’esordio contro l’Algeria, Yamal ha dichiarato: «Ogni partita dimostra che è il miglior giocatore della storia. Se qualcuno ha dubbi, è perché li cerca deliberatamente». Ha poi tracciato un confine tra ammirazione estetica e giudizio storico: «Il mio idolo è Neymar per lo stile di gioco, ma Messi è il più grande di tutti i tempi». I media argentini hanno rilanciato con enfasi la presa di posizione, leggendovi un passaggio di testimone generazionale, mentre in Europa si è colto il gesto di un talento che non teme i paragoni.
Sull’eventuale incrocio con l’Albiceleste, Yamal non ha nascosto l’ambizione: «Possiamo incontrarci agli ottavi o in finale. Per vincere il Mondiale devi battere i migliori, e noi siamo la Spagna, vogliamo giocare contro i migliori». Un’affermazione che, nell’ottica degli analisti brasiliani, conferma la personalità di un ragazzo già abituato a settimane in cui tre avversari lo marcano a uomo, liberando spazi per i compagni.
Il quadro del Gruppo H rende improrogabile una vittoria. Con l’Uruguay fermato sull’1-1 dall’Arabia Saudita, tutte e quattro le squadre hanno un punto. La sfida di domenica ad Atlanta (le 13 ora argentina) diventa così il primo vero crocevia: un successo spagnolo rimetterebbe in carreggiata la Roja prima del confronto diretto con l’Uruguay del 26 giugno, mentre un altro passo falso complicherebbe il cammino verso la fase a eliminazione diretta, dove l’ombra dell’Argentina di Messi potrebbe materializzarsi molto prima del previsto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il giovane talento spagnolo ammette di non essere ancora pronto per 90 minuti, ma minimizza l'impatto del pareggio all'esordio e non teme un eventuale incrocio con l'Argentina. La priorità è la gestione del recupero fisico, mentre le polemiche sul debutto vengono liquidate come esagerate.
La stella spagnola aggiorna sulle sue condizioni: non è ancora in grado di giocare una partita intera, dopo essere entrato dalla panchina nel deludente pareggio contro Capo Verde. L'ammissione arriva mentre si avvicina la sfida con l'Arabia Saudita, e il giocatore si dice disponibile solo per 45 minuti.
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