
Eala, lacrime e storia a Wimbledon: Swiatek battuta, ora l’italiana Paolini
La ventunenne filippina supera la campionessa in carica in due set e diventa la prima del suo Paese a raggiungere gli ottavi di uno Slam; ora sfida Jasmine Paolini.
Sul Centre Court di Wimbledon, Alexandra Eala è crollata in ginocchio, le lacrime a rigarle il viso, dopo aver messo a segno un rovescio vincente che ha spento le residue speranze di Iga Swiatek: 7-6(9), 6-2 il finale. La campionessa in carica, sei titoli dello Slam in bacheca, è stata eliminata al terzo turno da una ventunenne che fino a lunedì non aveva mai vinto un incontro nel tabellone principale di un Major. Un risultato che riscrive la storia del tennis filippino, perché Eala è la prima giocatrice dell’arcipelago a spingersi fino agli ottavi in un Grande Slam nell’era Open.
Il primo set, durato 84 minuti, ha scavato il solco. Eala, mancina dal gioco insidioso, ha sventato due set point nel tie-break con la calma di una veterana, mentre Swiatek accumulava errori (alla fine saranno 44 gratuiti) e smarriva le geometrie che l’avevano portata a dominare l’erba londinese dodici mesi prima. Eala ha poi preso il largo nel secondo parziale, salendo 4-0 e spegnendo ogni tentativo di rimonta. «Non so come descriverlo — ha detto a fine match —. Iga è una giocatrice fenomenale e una persona splendida, ma per chi è cresciuto nelle Filippine, allenandosi ogni giorno dopo scuola con il fratello e il nonno, con i calzini arricciati e le scarpette luminose... per quella bambina, questo è tutto».
La parabola di Eala è già un romanzo di formazione. Nata in un Paese di 112 milioni di anime senza una tradizione tennistica, si è trasferita a tredici anni alla Rafa Nadal Academy di Manacor, dove ha condiviso i campi con lo stesso Nadal e, ironia della sorte, con la Swiatek. L’anno scorso, da numero 140 del mondo, aveva già sconfitto la polacca al Miami Open, firmando una semifinale che l’aveva rivelata al grande pubblico. Oggi, con il successo su un palcoscenico ben più sonoro, ha dedicato la vittoria «ai miei connazionali, alla mia famiglia e a tutte le bambine con i sogni grandi». Il suo messaggio è però lontano dalla retorica: «Non voglio che dicano “voglio essere la prossima Alex Eala”. Voglio che guardino a me e pensino “voglio essere la prima me stessa”».
L’uscita di scena di Swiatek, che non ha ancora vinto un titolo nel 2026 e che mancava un terzo turno Slam dal 2024, è solo il caso più eclatante di un sabato di scossoni. Poche ore prima, la kazaka Elena Rybakina, campionessa nel 2022 e numero 2 del ranking, era stata liquidata 6-1, 6-2 dalla belga Elise Mertens. Il tabellone femminile perde così due delle favorite, spalancando prospettive inedite. Lunedì Eala affronterà l’italiana Jasmine Paolini, finalista a Wimbledon nel 2024 e attualmente numero 13 del mondo. Un incrocio che accende la curiosità del pubblico italiano, pronto a seguire una sfida che mette di fronte la freschezza di una rivelazione e la solidità di una giocatrice ormai affermata. «Solo perché sono emozionata non vuol dire che sia soddisfatta — ha concluso Eala —. Avanti, prossimo turno».
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