Accedi
Edizione delle 20:00 CETlunedì 22 giugno 2026
307 testate · 17 lingue1323 briefing oggi
Geopolitica e Politicalunedì 22 giugno 2026

Washington sospende per 60 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano

La licenza generale del Tesoro USA autorizza produzione, vendita e importazione di greggio iraniano fino al 21 agosto, in cambio di impegni su Stretto di Hormuz e ispettori nucleari, mentre i negoziati in Svizzera delineano un accordo di pace definitivo.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso lunedì una licenza generale temporanea di 60 giorni che sospende le sanzioni su produzione, trasporto e vendita di petrolio greggio, prodotti petrolchimici e derivati di origine iraniana. Il provvedimento, valido fino al 21 agosto 2026, autorizza anche l’importazione di questi prodotti negli Stati Uniti quando necessaria per completare una transazione e consente pagamenti in dollari. La decisione ha avuto un impatto immediato sui mercati: il Brent del Mare del Nord è sceso a 77,6 dollari al barile, lontano dal picco di oltre 126 dollari toccato durante la fase più acuta del conflitto, mentre il traffico mercantile attraverso lo Stretto di Hormuz è ripreso a ritmi superiori a quelli precedenti l’intesa.

Secondo fonti dell’amministrazione statunitense, la licenza è la contropartita diretta di due impegni assunti da Teheran nel quadro del memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana: garantire il transito libero e aperto nello Stretto di Hormuz e consentire l’ingresso nel Paese degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Il vicepresidente JD Vance, al termine della prima sessione di colloqui a Bürgenstock, in Svizzera, ha definito l’apertura agli ispettori «un passo importante» verso l’arresto definitivo del programma nucleare iraniano. Da parte iraniana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha rivendicato la sospensione delle restrizioni alle esportazioni di petrolio e petrolchimici, lo sblocco di alcuni fondi congelati e l’avvio di un piano di ricostruzione per l’Iran, mentre il portavoce del ministero degli Esteri ha precisato che sul dossier nucleare si è svolto solo «un dibattito molto breve», senza entrare nei dettagli.

Per l’Europa e l’Italia la mossa ha una duplice rilevanza. Prima del ripristino delle sanzioni americane nel 2018, l’Italia figurava tra i principali acquirenti di greggio iraniano, insieme a Grecia, India, Corea del Sud e Giappone. La riapertura di quel canale, anche se temporanea, potrebbe contribuire a calmierare i costi energetici in un continente ancora esposto alla volatilità dei prezzi. Bruxelles, che ha sempre difeso la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz – via di transito per circa un quinto dei consumi mondiali di petrolio – osserva con attenzione l’evoluzione del negoziato, pur mantenendo una linea prudente sulla revoca delle sanzioni legate al nucleare. La licenza esclude esplicitamente transazioni con Corea del Nord, Cuba, Crimea e territori ucraini sotto controllo filorusso, confermando la selettività dell’allentamento.

Il contesto in cui si inserisce l’intesa è quello di una guerra iniziata il 28 febbraio con attacchi americani e israeliani contro l’Iran, seguita da un blocco iraniano dello Stretto di Hormuz e da un contro-blocco navale statunitense. Il cessate il fuoco precario di aprile è stato prolungato di altri 60 giorni proprio dal memorandum che ha aperto la strada alla licenza petrolifera. Mediatori del Qatar e del Pakistan hanno riferito di «progressi incoraggianti» e della creazione di un meccanismo per colloqui tecnici, ma restano nodi aperti: Israele contesta l’intesa e insiste sul mantenimento delle proprie truppe nel sud del Libano, mentre al Congresso americano voci repubblicane mettono in guardia dal ripetere quelli che definiscono errori dell’amministrazione Obama, quando l’allentamento delle sanzioni precedette l’accordo nucleare del 2015 da cui Donald Trump uscì nel 2018.

Le squadre tecniche dei due Paesi restano in Svizzera per proseguire i colloqui sui meccanismi attuativi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un accordo definitivo entro la finestra di 60 giorni, che scadrà il 21 agosto. Il dossier nucleare, la mappa delle sanzioni residue e la stabilizzazione del fronte libanese rappresentano i capitoli più delicati di un percorso che, per ora, poggia su impegni reciproci a termine.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

62%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa israeliana
Stampa arabo levante-Maghreb
PragmatismoDistacco

Washington ha rilasciato una licenza generale di 60 giorni che consente la produzione, la vendita e il trasporto del petrolio iraniano, inclusi i servizi bancari e assicurativi. La mossa arriva nel quadro di colloqui produttivi in Svizzera, dove l'Iran ha accettato di garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz e di concedere l'accesso agli ispettori dell'AIEA. Viene presentata come un passo di rafforzamento della fiducia verso un accordo di pace definitivo.

Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Gli Stati Uniti hanno temporaneamente revocato le sanzioni sul petrolio iraniano nell'ambito di un accordo provvisorio, ma la deroga solleva serie preoccupazioni per la sicurezza. Gli impegni dell'Iran sul transito a Hormuz e sulle ispezioni dell'AIEA restano non verificati, e la finestra di due mesi potrebbe essere utilizzata per dirottare fondi verso gruppi militanti. La mossa è vista con allarme come una concessione che rischia di incoraggiare Teheran e destabilizzare la regione.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Un giudice federale blocca le citazioni contro Walz: «Ritorsione illegittima»·Furti, rapine e reazioni collettive: cronache da quattro continenti·Merlín, il papero che è diventato il volto popolare del Mondiale 2026 e la sua inattesa udienza presidenziale·L'allarme dei Five Eyes: l'IA può abbattere governi e aziende in mesi, non anni·Il sequestro familiare dietro la scomparsa delle sorelle di Civitella Alfedena·Lagarde frena sui timori inflazionistici, ma la guerra colpisce i servizi e riaccende il dossier yuan·Ormuz, il traffico riprende dopo il nuovo annuncio di chiusura iraniano·Manchester United blinda il futuro: acquisito il terreno per lo stadio da 100.000 spettatori·Un giudice federale blocca le citazioni contro Walz: «Ritorsione illegittima»·Furti, rapine e reazioni collettive: cronache da quattro continenti·Merlín, il papero che è diventato il volto popolare del Mondiale 2026 e la sua inattesa udienza presidenziale·L'allarme dei Five Eyes: l'IA può abbattere governi e aziende in mesi, non anni·Il sequestro familiare dietro la scomparsa delle sorelle di Civitella Alfedena·Lagarde frena sui timori inflazionistici, ma la guerra colpisce i servizi e riaccende il dossier yuan·Ormuz, il traffico riprende dopo il nuovo annuncio di chiusura iraniano·Manchester United blinda il futuro: acquisito il terreno per lo stadio da 100.000 spettatori·
Agg. 17:061 lingua · 5 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
5 testate|1 lingua|3 min lettura
lunedì 22 giugno 2026

Washington sospende per 60 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano

La licenza generale del Tesoro USA autorizza produzione, vendita e importazione di greggio iraniano fino al 21 agosto, in cambio di impegni su Stretto di Hormuz e ispettori nucleari, mentre i negoziati in Svizzera delineano un accordo di pace definitivo.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso lunedì una licenza generale temporanea di 60 giorni che sospende le sanzioni su produzione, trasporto e vendita di petrolio greggio, prodotti petrolchimici e derivati di origine iraniana. Il provvedimento, valido fino al 21 agosto 2026, autorizza anche l’importazione di questi prodotti negli Stati Uniti quando necessaria per completare una transazione e consente pagamenti in dollari. La decisione ha avuto un impatto immediato sui mercati: il Brent del Mare del Nord è sceso a 77,6 dollari al barile, lontano dal picco di oltre 126 dollari toccato durante la fase più acuta del conflitto, mentre il traffico mercantile attraverso lo Stretto di Hormuz è ripreso a ritmi superiori a quelli precedenti l’intesa.

Secondo fonti dell’amministrazione statunitense, la licenza è la contropartita diretta di due impegni assunti da Teheran nel quadro del memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana: garantire il transito libero e aperto nello Stretto di Hormuz e consentire l’ingresso nel Paese degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Il vicepresidente JD Vance, al termine della prima sessione di colloqui a Bürgenstock, in Svizzera, ha definito l’apertura agli ispettori «un passo importante» verso l’arresto definitivo del programma nucleare iraniano. Da parte iraniana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha rivendicato la sospensione delle restrizioni alle esportazioni di petrolio e petrolchimici, lo sblocco di alcuni fondi congelati e l’avvio di un piano di ricostruzione per l’Iran, mentre il portavoce del ministero degli Esteri ha precisato che sul dossier nucleare si è svolto solo «un dibattito molto breve», senza entrare nei dettagli.

Per l’Europa e l’Italia la mossa ha una duplice rilevanza. Prima del ripristino delle sanzioni americane nel 2018, l’Italia figurava tra i principali acquirenti di greggio iraniano, insieme a Grecia, India, Corea del Sud e Giappone. La riapertura di quel canale, anche se temporanea, potrebbe contribuire a calmierare i costi energetici in un continente ancora esposto alla volatilità dei prezzi. Bruxelles, che ha sempre difeso la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz – via di transito per circa un quinto dei consumi mondiali di petrolio – osserva con attenzione l’evoluzione del negoziato, pur mantenendo una linea prudente sulla revoca delle sanzioni legate al nucleare. La licenza esclude esplicitamente transazioni con Corea del Nord, Cuba, Crimea e territori ucraini sotto controllo filorusso, confermando la selettività dell’allentamento.

Il contesto in cui si inserisce l’intesa è quello di una guerra iniziata il 28 febbraio con attacchi americani e israeliani contro l’Iran, seguita da un blocco iraniano dello Stretto di Hormuz e da un contro-blocco navale statunitense. Il cessate il fuoco precario di aprile è stato prolungato di altri 60 giorni proprio dal memorandum che ha aperto la strada alla licenza petrolifera. Mediatori del Qatar e del Pakistan hanno riferito di «progressi incoraggianti» e della creazione di un meccanismo per colloqui tecnici, ma restano nodi aperti: Israele contesta l’intesa e insiste sul mantenimento delle proprie truppe nel sud del Libano, mentre al Congresso americano voci repubblicane mettono in guardia dal ripetere quelli che definiscono errori dell’amministrazione Obama, quando l’allentamento delle sanzioni precedette l’accordo nucleare del 2015 da cui Donald Trump uscì nel 2018.

Le squadre tecniche dei due Paesi restano in Svizzera per proseguire i colloqui sui meccanismi attuativi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un accordo definitivo entro la finestra di 60 giorni, che scadrà il 21 agosto. Il dossier nucleare, la mappa delle sanzioni residue e la stabilizzazione del fronte libanese rappresentano i capitoli più delicati di un percorso che, per ora, poggia su impegni reciproci a termine.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 5 testate · 1 lingua

62%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole50%
Neutrale25%
Critico25%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa israeliana
Stampa arabo levante-Maghreb
PragmatismoDistacco

Washington ha rilasciato una licenza generale di 60 giorni che consente la produzione, la vendita e il trasporto del petrolio iraniano, inclusi i servizi bancari e assicurativi. La mossa arriva nel quadro di colloqui produttivi in Svizzera, dove l'Iran ha accettato di garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz e di concedere l'accesso agli ispettori dell'AIEA. Viene presentata come un passo di rafforzamento della fiducia verso un accordo di pace definitivo.

Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Gli Stati Uniti hanno temporaneamente revocato le sanzioni sul petrolio iraniano nell'ambito di un accordo provvisorio, ma la deroga solleva serie preoccupazioni per la sicurezza. Gli impegni dell'Iran sul transito a Hormuz e sulle ispezioni dell'AIEA restano non verificati, e la finestra di due mesi potrebbe essere utilizzata per dirottare fondi verso gruppi militanti. La mossa è vista con allarme come una concessione che rischia di incoraggiare Teheran e destabilizzare la regione.

Questa notizia è apparsa su

5 testate · 1 lingua

Articoli correlati

Sport

Messi, 18 gol mondiali: l’Argentina vola agli ottavi, Klose superato

9 lingue · 56 testate

Crimini & Disastri

Due bambini morti in auto in Francia, l’Europa soffoca per il caldo record

11 lingue · 37 testate

Geopolitica e Politica

Washington sospende per 60 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano

9 lingue · 36 testate

Leggi di più