
Vance: Iran accetta ispettori AIEA, si lavora al disarmo di Hezbollah
Il vicepresidente USA annuncia progressi nei colloqui in Svizzera, con meccanismi per lo Stretto di Hormuz, il Libano e i fondi congelati, mentre Teheran resta al tavolo.
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato, al termine della fase politica dei colloqui in Svizzera, che l’Iran ha acconsentito a invitare nuovamente gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e che i negoziati tecnici proseguiranno nei prossimi giorni. Washington, ha aggiunto, sta mettendo a punto un meccanismo per il disarmo di Hezbollah in Libano e un quadro di controllo per gli asset finanziari iraniani congelati all’estero. La riapertura alle ispezioni nucleari, definita da Vance «un passo molto importante», potrebbe concretizzarsi già questa settimana, mentre le squadre tecniche restano al lavoro nonostante le tensioni verbali emerse sui social media.
Secondo la prospettiva statunitense, i colloqui hanno gettato «una base molto solida» per un accordo finale, ma molto resta da fare. L’amministrazione Trump insiste su un cessate il fuoco regionale che tuteli al tempo stesso la sicurezza di Israele e la sovranità del Libano, e chiede a Teheran di «tenere a freno» Hezbollah. Fonti vicine ai negoziati riferiscono che il meccanismo per il Libano prevede canali di comunicazione rapida per prevenire escalation, fermo restando il diritto all’autodifesa, e che Israele – a detta di Vance – non avrebbe mire territoriali nel sud del Paese. I media vicini all’establishment iraniano, come il quotidiano Hamshahri, hanno riportato le affermazioni americane con cautela, utilizzando formule che ne sottolineano il carattere di «rivendicazione». La delegazione iraniana, tuttavia, non ha abbandonato il tavolo e i colloqui sono proseguiti fino a notte fonda, segnalando una disponibilità al confronto tecnico che gli analisti mediorientali interpretano come un’apertura pragmatica.
Le implicazioni toccano direttamente la sicurezza energetica europea e italiana. Il mantenimento della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz – per il quale si discute un meccanismo di sminamento e coordinamento in caso di incidenti – è cruciale per la stabilità dei flussi petroliferi verso il Mediterraneo. Sul fronte dei fondi congelati, la proposta illustrata da Vance, elaborata con l’ex inviato Jared Kushner e mediatori qatarioti, prevede che eventuali somme liberate siano utilizzate esclusivamente per l’acquisto di prodotti agricoli statunitensi (soia, mais, grano) destinati alla popolazione iraniana, con un controllo incrociato di Washington e Doha per impedire dirottamenti verso gruppi armati. Voci della società civile iraniana, raccolte da media della diaspora, esprimono un profondo scetticismo: temono che, come in passato, le risorse finiscano per alimentare i proxy regionali anziché alleviare la crisi economica interna, e ricordano che il governo di Teheran non rappresenta le istanze della popolazione.
I colloqui tecnici continueranno sotto supervisione politica nelle prossime settimane, all’interno della finestra negoziale di sessanta giorni avviata dall’amministrazione Trump. L’obiettivo dichiarato è un accordo complessivo che abbracci il nucleare, la sicurezza regionale e la gestione degli asset. Il prossimo passaggio concreto sarà l’avvio delle missioni ispettive dell’AIEA e la definizione del formato dei negoziati tecnici, mentre Israele e le monarchie del Golfo – costantemente consultate, secondo Vance – premono per garanzie verificabili sul disarmo di Hezbollah e sulla trasparenza del programma atomico iraniano.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La squadra tecnica iraniana prosegue il lavoro sul memorandum d'intesa, nonostante le minacce di abbandonare il tavolo. Gli Stati Uniti rivendicano progressi e l'accettazione di ispettori AIEA, ma pongono come condizione che i fondi iraniani sbloccati vengano spesi in soia e mais americani. La narrazione sottolinea l'impegno negoziale dell'Iran dipingendo le richieste statunitensi come un'indebita ingerenza.
Gli Stati Uniti stanno mettendo a punto un meccanismo per disarmare Hezbollah e puntano a un cessate il fuoco regionale, insistendo sul fatto che l'Iran deve tenere a freno il gruppo. I colloqui tecnici con Teheran proseguono, ma l'attenzione principale è rivolta alla sicurezza del Libano e di Israele. Il resoconto presenta questi passi come misure pragmatiche per la stabilità.
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