Accedi
Edizione delle 06:00 CETdomenica 28 giugno 2026
307 testate · 17 lingue323 briefing oggi
Geopolitica e Politicavenerdì 26 giugno 2026

Vance al Nixon Library: «Watergate oggi durerebbe 12 ore». La riscrittura della storia che allarma storici e alleati

Il vicepresidente USA minimizza lo scandalo che costrinse Nixon alle dimissioni, traccia un parallelo con Trump e accusa il «deep state», suscitando reazioni da Washington a Nuova Delhi.

Parlando giovedì alla Biblioteca presidenziale Richard Nixon in California, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha ridefinito la portata dello scandalo Watergate, affermando che «se accadesse domani, sarebbe una notizia da dodici ore» e definendo «folle» l’idea che abbia potuto porre fine a una presidenza. Vance ha inoltre tracciato un parallelo esplicito tra la caduta di Nixon e le inchieste che hanno coinvolto Donald Trump, attribuendo entrambe all’azione di un «deep state» – termine con cui l’amministrazione e i suoi sostenitori indicano apparati burocratici e di intelligence ostili. Il vicepresidente, che ha presentato il proprio libro davanti a un pubblico favorevole, ha rivendicato una «rinascita» dell’eredità nixoniana e ha elencato affinità personali con il 37° presidente: giovane senatore, vicepresidente, autore di bestseller, «odiato dai media».

La rilettura offerta da Vance ha immediatamente suscitato reazioni critiche tra storici e analisti statunitensi. Figure vicine all’amministrazione Obama, come l’ex consigliere David Axelrod, hanno definito le dichiarazioni «sbalorditive», ricordando che il Watergate non fu un semplice furto con scasso, ma un sistema di abusi che coinvolse l’FBI, la CIA, l’IRS e portò alla condanna di alti funzionari, incluso il procuratore generale. Lo storico Garrett Graff, autore di un’opera di riferimento sullo scandalo, ha parlato di una comprensione «scioccantemente antistorica» e «immatura» dei fatti. Negli ambienti conservatori, invece, l’operazione è proseguita con il capo del protocollo Monica Crowley e l’avvocato per le grazie Ed Martin, i quali hanno bollato il Watergate come una «bufala del deep state», in un allineamento che secondo osservatori di Washington mira a normalizzare condotte presidenziali un tempo considerate intollerabili.

La vicenda assume contorni particolarmente delicati per l’Italia e l’Europa non solo per la messa in discussione di un pilastro della democrazia americana, ma anche per le implicazioni indirette sui rapporti transatlantici. Fonti diplomatiche europee osservano che la riscrittura della storia statunitense da parte di esponenti di vertice dell’esecutivo rischia di incrinare la fiducia nella tenuta delle istituzioni di controllo, in un momento in cui l’amministrazione Trump sollecita gli alleati a condividere oneri di sicurezza. Parallelamente, analisti di Nuova Delhi hanno colto l’occasione per riportare alla luce l’ostilità di Nixon verso l’India: i nastri della Casa Bianca registrano insulti razzisti e sessisti contro Indira Gandhi e il popolo indiano, mentre la politica di sostegno al Pakistan durante la crisi del Bangladesh del 1971 avvelenò a lungo le relazioni bilaterali. Il fatto che Vance, sposato con un’avvocata di origine indiana, abbia elogiato proprio Nixon ha suscitato interrogativi nella stampa indiana, che vi legge una contraddizione stridente.

Al di là delle polemiche, l’intervento di Vance si inserisce in un più ampio tentativo di ridefinire la memoria pubblica del Watergate, già avviato da settori dell’amministrazione Trump. Secondo analisti di Bruxelles, la tesi del «deep state» come chiave di lettura della storia americana recente serve a delegittimare le inchieste giudiziarie e parlamentari che hanno toccato l’attuale presidente, presentandole come persecuzioni politiche anziché come esercizio fisiologico dei contrappesi costituzionali. Al momento non sono previsti passi formali del Congresso su queste dichiarazioni, ma il dibattito storiografico e politico è destinato ad accompagnare la corsa di Vance verso le primarie repubblicane del 2028, mentre il Partito democratico valuta se utilizzare la controversia per mobilitare l’elettorato moderato in vista delle elezioni di midterm.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

0%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa indiana e sudasiatica
Stampa europea continentale
ScetticismoIronia

Il vicepresidente, parlando alla biblioteca Nixon, ha suggerito tra il serio e il faceto che lo scandalo Watergate oggi sarebbe una notizia da 12 ore. Ha messo in dubbio che un evento del genere potesse far cadere una presidenza, esprimendo ammirazione per l'eredità di Nixon.

Stampa indiana e sudasiatica
IndignazioneIroniaPaternalismo

Vance, pur essendo sposato con una donna indiana, sta cercando di riabilitare un ex presidente noto per il suo disprezzo verso l'India e per gli insulti volgari alle donne indiane. L'ironia è palese: elogia un uomo che avrebbe disprezzato la sua stessa famiglia.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Tra una corona e un pallone: il Pride di Città del Messico rinegozia lo spazio pubblico·Dall'Australia all'Europa, l'odio si organizza e le istituzioni reagiscono·Croazia agli ottavi: Vlasic stende il Ghana, ora l’ombra del Portogallo di Ronaldo· Mondiale 2026, il tabellone dei sedicesimi: sorprese e sfide stellari nella prima fase a eliminazione diretta·Serena Williams riaccende Wimbledon, Djokovic all’assalto del venticinquesimo Slam·Argentina chiude a punteggio pieno: Messi inventa un altro record mondiale·Il vapore del limone e la saggezza della cucina: quando la casa diventa laboratorio·Rimonta Congo DR: Uzbekistan battuto 3-1, Corea del Sud fuori, storico accesso ai sedicesimi·Tra una corona e un pallone: il Pride di Città del Messico rinegozia lo spazio pubblico·Dall'Australia all'Europa, l'odio si organizza e le istituzioni reagiscono·Croazia agli ottavi: Vlasic stende il Ghana, ora l’ombra del Portogallo di Ronaldo· Mondiale 2026, il tabellone dei sedicesimi: sorprese e sfide stellari nella prima fase a eliminazione diretta·Serena Williams riaccende Wimbledon, Djokovic all’assalto del venticinquesimo Slam·Argentina chiude a punteggio pieno: Messi inventa un altro record mondiale·Il vapore del limone e la saggezza della cucina: quando la casa diventa laboratorio·Rimonta Congo DR: Uzbekistan battuto 3-1, Corea del Sud fuori, storico accesso ai sedicesimi·
Agg. 19:391 lingua · 3 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
3 testate|1 lingua|3 min lettura
venerdì 26 giugno 2026

Vance al Nixon Library: «Watergate oggi durerebbe 12 ore». La riscrittura della storia che allarma storici e alleati

Il vicepresidente USA minimizza lo scandalo che costrinse Nixon alle dimissioni, traccia un parallelo con Trump e accusa il «deep state», suscitando reazioni da Washington a Nuova Delhi.

Parlando giovedì alla Biblioteca presidenziale Richard Nixon in California, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha ridefinito la portata dello scandalo Watergate, affermando che «se accadesse domani, sarebbe una notizia da dodici ore» e definendo «folle» l’idea che abbia potuto porre fine a una presidenza. Vance ha inoltre tracciato un parallelo esplicito tra la caduta di Nixon e le inchieste che hanno coinvolto Donald Trump, attribuendo entrambe all’azione di un «deep state» – termine con cui l’amministrazione e i suoi sostenitori indicano apparati burocratici e di intelligence ostili. Il vicepresidente, che ha presentato il proprio libro davanti a un pubblico favorevole, ha rivendicato una «rinascita» dell’eredità nixoniana e ha elencato affinità personali con il 37° presidente: giovane senatore, vicepresidente, autore di bestseller, «odiato dai media».

La rilettura offerta da Vance ha immediatamente suscitato reazioni critiche tra storici e analisti statunitensi. Figure vicine all’amministrazione Obama, come l’ex consigliere David Axelrod, hanno definito le dichiarazioni «sbalorditive», ricordando che il Watergate non fu un semplice furto con scasso, ma un sistema di abusi che coinvolse l’FBI, la CIA, l’IRS e portò alla condanna di alti funzionari, incluso il procuratore generale. Lo storico Garrett Graff, autore di un’opera di riferimento sullo scandalo, ha parlato di una comprensione «scioccantemente antistorica» e «immatura» dei fatti. Negli ambienti conservatori, invece, l’operazione è proseguita con il capo del protocollo Monica Crowley e l’avvocato per le grazie Ed Martin, i quali hanno bollato il Watergate come una «bufala del deep state», in un allineamento che secondo osservatori di Washington mira a normalizzare condotte presidenziali un tempo considerate intollerabili.

La vicenda assume contorni particolarmente delicati per l’Italia e l’Europa non solo per la messa in discussione di un pilastro della democrazia americana, ma anche per le implicazioni indirette sui rapporti transatlantici. Fonti diplomatiche europee osservano che la riscrittura della storia statunitense da parte di esponenti di vertice dell’esecutivo rischia di incrinare la fiducia nella tenuta delle istituzioni di controllo, in un momento in cui l’amministrazione Trump sollecita gli alleati a condividere oneri di sicurezza. Parallelamente, analisti di Nuova Delhi hanno colto l’occasione per riportare alla luce l’ostilità di Nixon verso l’India: i nastri della Casa Bianca registrano insulti razzisti e sessisti contro Indira Gandhi e il popolo indiano, mentre la politica di sostegno al Pakistan durante la crisi del Bangladesh del 1971 avvelenò a lungo le relazioni bilaterali. Il fatto che Vance, sposato con un’avvocata di origine indiana, abbia elogiato proprio Nixon ha suscitato interrogativi nella stampa indiana, che vi legge una contraddizione stridente.

Al di là delle polemiche, l’intervento di Vance si inserisce in un più ampio tentativo di ridefinire la memoria pubblica del Watergate, già avviato da settori dell’amministrazione Trump. Secondo analisti di Bruxelles, la tesi del «deep state» come chiave di lettura della storia americana recente serve a delegittimare le inchieste giudiziarie e parlamentari che hanno toccato l’attuale presidente, presentandole come persecuzioni politiche anziché come esercizio fisiologico dei contrappesi costituzionali. Al momento non sono previsti passi formali del Congresso su queste dichiarazioni, ma il dibattito storiografico e politico è destinato ad accompagnare la corsa di Vance verso le primarie repubblicane del 2028, mentre il Partito democratico valuta se utilizzare la controversia per mobilitare l’elettorato moderato in vista delle elezioni di midterm.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 3 testate · 1 lingua

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Critico100%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa indiana e sudasiatica
Stampa europea continentale
ScetticismoIronia

Il vicepresidente, parlando alla biblioteca Nixon, ha suggerito tra il serio e il faceto che lo scandalo Watergate oggi sarebbe una notizia da 12 ore. Ha messo in dubbio che un evento del genere potesse far cadere una presidenza, esprimendo ammirazione per l'eredità di Nixon.

Stampa indiana e sudasiatica
IndignazioneIroniaPaternalismo

Vance, pur essendo sposato con una donna indiana, sta cercando di riabilitare un ex presidente noto per il suo disprezzo verso l'India e per gli insulti volgari alle donne indiane. L'ironia è palese: elogia un uomo che avrebbe disprezzato la sua stessa famiglia.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 1 lingua

Allarga lo sguardo

Da Economy & Markets

Inflazione italiana al 3,2%, la BCE alza i tassi mentre il dollaro vola sui massimi

3 lingue · 6 testate

Da Technology

Allerta sismica Android in Venezuela: vite salvate, ma l’Europa interroga Google sulla privacy

4 lingue · 6 testate

Da Science & Health

Colera in Africa centrale: 24 morti, allerta Ebola e rischi per i viaggiatori

4 lingue · 7 testate

Leggi di più