
Usyk si spoglia di tutte le cinture: il re dei massimi prepara l’ultimo ballo
L’ucraino rinuncia ai titoli WBA, WBC e IBF ma non al pugilato, annunciando un “last dance” che apre scenari inediti per la categoria regina.
Con un video pubblicato su Instagram in un venerdì di sole, Oleksandr Usyk ha scelto la via più radicale per voltare pagina: la rinuncia simultanea a tutte e tre le cinture di campione del mondo dei pesi massimi in suo possesso. Il trentanovenne di Sinferopoli, imbattuto in venticinque incontri da professionista, ha spiegato di voler rendere i titoli WBA, WBC e IBF «liberi, così che i ragazzi in fila possano boxare per essi», precisando però di non abbandonare lo sport. «Amici, lascio le cinture, ma non lascio il pugilato, perché ho ancora il mio ultimo ballo», ha dichiarato, alimentando l’ipotesi di un combattimento d’addio che la sua squadra vorrebbe allestire negli Stati Uniti, teatro mai calcato dall’ucraino in carriera.
La decisione arriva a poche settimane dalla controversa vittoria contro il kickboxer olandese Rico Verhoeven, ottenuta per knock-out tecnico all’undicesima ripresa davanti alle Piramidi di Giza. In quell’occasione, il campione ucraino era in svantaggio sui cartellini dei giudici e ha dovuto ricorrere a uno stop giudicato da molti osservatori europei come prematuro per ribaltare l’esito contro un avversario al secondo match di boxe. Lo stesso Verhoeven, nei commenti al post di Usyk, ha invocato una rivincita, proponendo di trasformarla nel «più grande evento crossover di quest’epoca». Il combattimento egiziano era stato segnato anche da un dramma personale: durante le riprese, la famiglia di Usyk si trovava sotto i bombardamenti russi in Ucraina, con la figlia costretta in un rifugio, circostanza che il pugile aveva poi dedicato ai connazionali e ai militari ucraini.
La mossa di Usyk ha colto di sorpresa le istituzioni pugilistiche. Il presidente del WBC, Mauricio Sulaiman, ha confessato il proprio disappunto nell’apprendere la notizia da un video social, arrivando a ipotizzare che potesse trattarsi di un contenuto generato dall’intelligenza artificiale. La scadenza del 30 giugno imposta dal WBC per programmare l’unificazione con il campione ad interim Agit Kabayel è così superata dagli eventi: secondo l’ottica tedesca, il trentatreenne di Leverkusen potrebbe ora essere proclamato campione a pieno titolo, diventando il primo massimo tedesco a fregiarsi di una corona mondiale dai tempi di Max Schmeling. Kabayel ha reso omaggio a Usyk definendolo «una vera leggenda dentro e fuori dal ring».
La parabola di Usyk resta unica: campione olimpico, mondiale ed europeo tra i dilettanti, poi dominatore indiscusso dei cruiser e dei massimi, con doppie vittorie su Tyson Fury, Anthony Joshua e Daniel Dubois. L’ultima sconfitta risale al 2009, tra i dilettanti, contro il russo Egor Mechoncev: un episodio che, ha raccontato lo stesso Usyk alla BBC, lo spinse a cambiare vita, sposarsi e diventare padre, trasformando la disciplina in un’ossessione per il dettaglio. Oggi, mentre le cinture tornano vacanti e i nomi di possibili avversari per il “last dance” si rincorrono – da Derek Chisora a Deontay Wilder –, il direttore sportivo Sergey Lapin ha confermato che il pugile tratterrà solo la cintura di Ring Magazine. L’unica certezza è che la scena dei massimi si appresta a una ridistribuzione completa del potere, con l’Europa che osserva da vicino l’ascesa di Kabayel e gli Stati Uniti che attendono il sipario finale di un fuoriclasse.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il re indiscusso dei pesi massimi si spoglia di tutte le cinture, preparando il suo ultimo ballo sul ring. Un gesto che scuote il mondo della boxe e chiude un'era con un misto di celebrazione e malinconia.
La decisione di Usyk di lasciare vacanti tutti i titoli solleva interrogativi sulle reali motivazioni e sugli scenari futuri della divisione. Un'analisi pacata esplora le possibili conseguenze per i prossimi sfidanti e per l'eredità del campione.
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