
Un martedì di manovre orbitali: la NASA tenta il salvataggio di Swift e ripara il braccio robotico della ISS
Mentre un robot privato cerca di agganciare il telescopio in caduta per portarlo a un’orbita sicura, due astronauti escono nello spazio per sostituire un giunto del Canadarm2.
Martedì 30 giugno 2026 si concentrano due operazioni distinte ma ugualmente delicate per l’agenzia spaziale statunitense. Da un atollo del Pacifico, un razzo Pegasus XL lanciato da un aereo Stargazer porterà in orbita il veicolo robotico Link, costruito dalla startup Katalyst Space Technologies, con l’obiettivo di raggiungere e sollevare l’osservatorio spaziale Swift. Contemporaneamente, dal segmento americano della Stazione Spaziale Internazionale, gli astronauti Chris Williams e Jessica Meir usciranno per una passeggiata spaziale di circa sei ore e mezza, durante la quale sostituiranno un giunto del polso del braccio robotico Canadarm2, che dal 27 maggio mostrava un assorbimento anomalo di corrente e movimenti irregolari.
Swift, lanciato nel 2004 per studiare i lampi di raggi gamma – le esplosioni più energetiche dell’universo – era stato progettato per una missione di soli due anni. L’intensificarsi dell’attività solare ha però dilatato l’atmosfera terrestre, aumentando la resistenza aerodinamica e accelerando il decadimento orbitale: l’altitudine è scesa dai 585 km iniziali a circa 360 km, con il punto di non ritorno per un eventuale recupero stimato a 300 km, quota che sarebbe stata raggiunta entro ottobre. Link, un veicolo di 1,6 tonnellate con tre bracci dotati di pinze simili a dita, dovrà prima localizzare il telescopio, agganciarlo in modo autonomo e poi, nell’arco di due mesi, portarlo a 600 km. L’operazione, dal costo di 30 milioni di dollari, non ha garanzie di successo: Swift non era stato concepito per essere riparato o spostato, e gli ingegneri non dispongono di immagini dettagliate della parte posteriore a cui Link dovrà ancorarsi.
La comunità scientifica americana considera il telescopio insostituibile nel breve periodo, poiché non esiste un budget per una replica. La direttrice della divisione astrofisica della NASA, Shawn Domagal-Goldman, ha parlato di una missione che accumula «molte prime volte una sull’altra». Dal punto di vista industriale, Katalyst vede nell’intervento l’avvio di un nuovo modello di servizi orbitali – rifornimento, riparazione, riposizionamento – applicabile anche a satelliti mai predisposti per la manutenzione. Pechino aveva già compiuto un’operazione analoga quattro anni fa, portando un satellite su un’orbita cimitero; per gli Stati Uniti si tratta del primo robot spaziale inviato con questo scopo. Sul fronte della ISS, il guasto al Canadarm2, un braccio di 17 metri operativo dal 2001, non richiede l’invio di nuovi pezzi: il giunto di ricambio è già stoccato a bordo. L’attività extraveicolare sarà la 280ª dedicata all’assemblaggio e alla manutenzione della stazione, e segue di pochi giorni una passeggiata spaziale russa durante la quale due cosmonauti hanno installato un telescopio solare.
Se la timeline sarà rispettata, Link impiegherà circa un mese per raggiungere Swift e altri due per completare il trasferimento orbitale; il telescopio potrebbe tornare operativo entro settembre. La passeggiata spaziale inizierà alle 15:35 ora di Mosca (le 14:35 in Italia) e sarà trasmessa in diretta. Entrambe le missioni rappresentano un banco di prova per la capacità di intervenire su asset spaziali in condizioni non ottimali, con implicazioni che vanno dalla longevità dei grandi osservatori scientifici alla manutenzione ordinaria delle infrastrutture orbitali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La NASA si prepara a una missione di salvataggio audace per impedire che il telescopio Swift, ormai invecchiato, precipiti sulla Terra. L'operazione, dal costo di 30 milioni di dollari, prevede l'invio di un robot sviluppato da una startup per spingere l'osservatorio su un'orbita più alta. Un intervento che unisce innovazione e pragmatismo per prolungare la vita del telescopio.
La NASA avvia un'operazione per fermare un telescopio in caduta. Se l'intervento fallisce, il velivolo rischia di schiantarsi sulla Terra. L'agenzia spaziale cerca di scongiurare un pericoloso rientro incontrollato.
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