
Trump spinge Infantino per l’ONU, la Casa Bianca non conferma ma elogia il presidente FIFA
La portavoce Leavitt evita di confermare i colloqui, ma sottolinea la stima del presidente per il dirigente svizzero e il successo del Mondiale 2026, mentre fonti vicine a Trump parlano di una candidatura per il dopo Guterres.
La Casa Bianca ha evitato giovedì di confermare l’esistenza di colloqui tra il presidente Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino in merito a una possibile candidatura di quest’ultimo alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite. La portavoce Karoline Leavitt, in conferenza stampa, ha dichiarato di non essere a conoscenza di conversazioni specifiche sull’argomento, pur riconoscendo che i due «parlano con frequenza» e che Trump nutre «grande rispetto» per Infantino. La presa di posizione arriva dopo che il New York Post aveva rivelato, citando fonti vicine all’amministrazione, che il presidente statunitense starebbe promuovendo attivamente il dirigente svizzero per la successione ad António Guterres, il cui mandato scade a fine dicembre.
Secondo le stesse fonti, Trump considera Infantino, 56 anni, una figura di prestigio internazionale dotata di una «capacità speciale di unire le persone», qualità che il presidente avrebbe apprezzato durante l’organizzazione del Mondiale 2026 ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada. La vicinanza tra i due si è consolidata in quell’occasione: Infantino ha consegnato a Trump il primo Premio della Pace della FIFA e, su sollecitazione del presidente, la federazione ha rivisto la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun. Secondo il Tages-Anzeiger, Trump sarebbe arrivato a suggerire di organizzare nuovamente il Mondiale negli Stati Uniti tra quattro anni, a riprova del valore politico attribuito all’evento. La Casa Bianca, da parte sua, ha preferito insistere sul «successo rotondo» della manifestazione, che a suo dire ha dimostrato come gli Stati Uniti siano «il miglior paese del mondo».
L’eventuale candidatura di Infantino dovrebbe comunque superare un percorso istituzionale complesso. Il segretario generale viene eletto dall’Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, dove Washington detiene il diritto di veto insieme agli altri quattro membri permanenti. Analisti europei osservano che la mossa si inserisce in un quadro di rapporti tesi tra l’amministrazione Trump e il sistema multilaterale: durante i suoi mandati, gli Stati Uniti sono usciti dall’Accordo di Parigi sul clima, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, e hanno ridotto drasticamente i contributi finanziari all’organizzazione. In quest’ottica, la promozione di un profilo esterno come Infantino – abituato a gestire 211 federazioni nazionali – viene letta a Bruxelles come il tentativo di imprimere una svolta manageriale a un’istituzione che Trump ha più volte definito inefficiente.
Sullo sfondo, la partita ONU si intreccia con le dinamiche interne statunitensi. Il Tages-Anzeiger riporta che l’entusiasmo per il Mondiale non ha attenuato le critiche dell’elettorato verso l’aumento del costo della vita e la gestione della crisi iraniana, con i sondaggi che indicano un calo di consensi per il presidente in vista delle elezioni di metà mandato. In questo scenario, la spinta per Infantino potrebbe servire a consolidare l’immagine di un leader capace di imporre scelte di rottura anche in politica estera. Al momento, né la FIFA né lo stesso Infantino hanno manifestato un interesse ufficiale per l’incarico. La selezione del nuovo segretario generale entrerà nel vivo nei prossimi mesi, quando il Consiglio di Sicurezza avvierà le consultazioni informali; tra i possibili candidati figura anche l’argentino Rafael Grossi, attuale direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
Non confermiamo né smentiamo; riportiamo ciò che dice la Casa Bianca e il New York Post. Il rispetto di Trump per Infantino è l'unico dato certo.
Citando direttamente le dichiarazioni ufficiali e la fonte del report, si costruisce una parvenza di obiettività che evita di prendere posizione sulla fondatezza della notizia.
Viene omesso qualsiasi accenno alle critiche di Trump verso l'ONU o ai possibili conflitti di interesse, elementi che metterebbero in dubbio la neutralità della proposta.
Trump è euforico per i Mondiali e vuole Infantino all'ONU? Che idea bizzarra. Non prendiamola sul serio.
L'uso di un tono sarcastico e di descrizioni come 'euforizzato' sminuisce la proposta senza bisogno di argomentazioni sostanziali, facendo leva sul ridicolo.
Viene omesso il fatto che la Casa Bianca abbia espresso rispetto per Infantino, elemento che renderebbe la proposta meno assurda e più degna di considerazione.
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