
Trump blocca la legge sulla casa e paralizza il Congresso per imporre la riforma elettorale
Il presidente usa un provvedimento bipartisan come leva per forzare il voto sul SAVE America Act, mentre i conservatori della Camera congelano i lavori e il Senato va in pausa.
La Casa Bianca ha annullato a sorpresa la cerimonia di firma del più ampio pacchetto bipartisan sull’edilizia abitativa degli ultimi decenni, subordinando la promulgazione all’approvazione del SAVE America Act, il disegno di legge che impone prova di cittadinanza per registrarsi al voto e documento d’identità con foto alle urne. La decisione, comunicata dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth Social poche ore prima dell’evento, ha colto di sorpresa anche i vertici repubblicani del Congresso, che avevano già allestito il palco nella Statuary Hall del Campidoglio. Il provvedimento sull’edilizia, approvato con 85 voti al Senato e 358 alla Camera, era considerato dalla leadership repubblicana un raro successo legislativo da esibire in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, in risposta alle preoccupazioni degli elettori per il costo della vita.
Secondo fonti della Casa Bianca, Trump considera il SAVE America Act una priorità assoluta e un’emergenza nazionale, e intende usare ogni leva disponibile per costringere il Senato a superare l’ostruzionismo democratico. I conservatori della Camera, guidati dalla deputata della Florida Anna Paulina Luna, hanno immediatamente sostenuto la mossa presidenziale congelando di fatto i lavori dell’aula: si rifiutano di votare qualsiasi provvedimento finché il Senato non approvi la riforma elettorale. La leader repubblicana ha dichiarato che il blocco durerà «tutto il tempo necessario», paralizzando l’agenda legislativa della maggioranza. Al Senato, tuttavia, il leader John Thune e altri esponenti repubblicani come Lisa Murkowski e Thom Tillis hanno ribadito che il SAVE America Act non raggiunge i 60 voti necessari per superare la soglia del filibuster, e hanno definito la strategia presidenziale controproducente per il partito.
La frattura interna ai repubblicani si è allargata durante un pranzo di lavoro al Senato, dove Trump ha avuto un duro scambio con il senatore della Louisiana Bill Cassidy a proposito della guerra in Iran. Cassidy, che aveva votato il giorno prima con i democratici una risoluzione non vincolante per limitare i poteri bellici del presidente, ha contestato a Trump la mancanza di trasparenza sugli obiettivi del conflitto, ormai al quarto mese. L’episodio, ricostruito da fonti parlamentari, ha messo in luce tensioni che vanno oltre la politica interna: il conflitto in Iran, con le sue ripercussioni sui mercati energetici globali, è seguito con apprensione dalle cancellerie europee, che temono un nuovo shock sui prezzi del petrolio e del gas in un momento di fragilità economica.
Sul piano procedurale, il presidente ha dieci giorni di tempo per firmare il disegno di legge sull’edilizia prima che questo diventi automaticamente legge senza la sua firma, a condizione che il Congresso resti in sessione. Lo speaker della Camera Mike Johnson ha incontrato Trump nel pomeriggio di giovedì per cercare una via d’uscita, proponendo di inserire una versione ridotta del SAVE America Act in un terzo pacchetto di bilancio riconciliazione, ma l’ipotesi è stata respinta dai conservatori più intransigenti. Con il Senato in pausa per due settimane e nessuna obiezione sollevata dai senatori favorevoli alla riforma elettorale, lo stallo appare destinato a prolungarsi, lasciando in sospeso non solo la legge sulla casa ma l’intero calendario legislativo della maggioranza repubblicana.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 4 lingue
Trump tiene in ostaggio una legge bipartisan sulla casa per imporre la sua controversa riforma elettorale, gettando nel caos l'agenda legislativa e umiliando i suoi stessi alleati. La Casa Bianca precipita nella disfunzione mentre il presidente antepone la sua ossessione per le restrizioni al voto ai bisogni delle famiglie lavoratrici. L'ennesima crisi autoinflitta rivela un partito repubblicano ostaggio dei capricci presidenziali.
Trump scatena una lotta di potere ricattando il suo stesso partito: rifiuta di firmare una legge sulla casa dal vasto sostegno per estorcere consenso alla sua riforma elettorale. Lo scontro con i senatori repubblicani rivela tensioni profonde e la disponibilità del presidente a sabotare successi bipartisan per calcoli personali. L'episodio segnala un'escalation nella strategia presidenziale di usare ogni leva legislativa per imporre la propria agenda.
Articoli correlati
Terremoti in Venezuela: 188 morti, migliaia di dispersi e una mobilitazione globale
10 lingue · 83 testate
Geopolitica e PoliticaL'Onu sospende l'evacuazione dallo Stretto di Hormuz dopo l'attacco a una nave cargo
7 lingue · 25 testate
Giustizia e DirittoWeinstein, l’accusa di stupro decade: la testimone non vuole un quarto processo
7 lingue · 13 testate