
Sul Ben Nevis un cane ingerisce cannabis, scatta il soccorso in alta quota
Tokyo, un labrador di cinque anni, è stata tratta in salvo da volontari dopo aver perso conoscenza durante un'escursione sulla vetta più alta della Gran Bretagna.
Una escursionista e il suo cane sono stati protagonisti di un salvataggio insolito sulle pendici del Ben Nevis, la montagna più alta del Regno Unito. Tokyo, un labrador retriever nero di cinque anni, ha iniziato a barcollare e a perdere conoscenza mentre si trovava con la sua proprietaria, Christina Bluhme, a circa un'ora dalla cima. Secondo le autorità locali scozzesi, il malore è stato provocato dall'ingestione accidentale di cannabis, probabilmente abbandonata lungo il sentiero.
La dinamica dell'evento è stata ricostruita dalla squadra di soccorso alpino volontario di Lochaber, che stava rientrando da un altro intervento. I soccorritori hanno adagiato l'animale di venticinque chilogrammi su una barella e lo hanno trasportato a valle in circa un'ora, sotto una pioggia battente e con temperature prossime ai cinque gradi. La proprietaria, addestratrice cinofila da venticinque anni, ha raccontato di non aver mai sospettato un'intossicazione da sostanze, temendo inizialmente un problema spinale. Solo presso la clinica veterinaria di Fort William, dopo una consulenza con un centro antiveleni, i sintomi – perdita di coscienza intermittente e un odore caratteristico – sono stati ricondotti al consumo di cannabis.
Il caso si inserisce in un quadro di crescente allarme per l'esposizione degli animali domestici a sostanze psicoattive. Dati diffusi da fonti veterinarie nordamericane indicano che negli Stati Uniti, dove la marijuana è legale in molti Stati, le segnalazioni di possibile ingestione da parte di animali sono quasi triplicate negli ultimi cinque anni, entrando per la prima volta nel 2023 nella lista delle dieci tossine più comuni stilata dall'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals. Anche nel Regno Unito i casi sono in aumento, sebbene con numeri più contenuti.
Nella stessa settimana, altri episodi hanno richiamato l'attenzione sul rapporto tra animali e situazioni di pericolo. Nel Maryland, un incendio domestico divampato dopo che un cane ha accidentalmente azionato un tostapane ha causato la morte di tre animali e danni per circa duecentomila dollari, secondo i vigili del fuoco locali. Sul versante opposto del globo, in Nepal, la vicenda dello sherpa Hillary Dawa – sopravvissuto sei giorni in solitaria sull'Everest dopo essere stato abbandonato dal gruppo – ha riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro delle guide himalayane, con la famiglia che denuncia un ritardo nei soccorsi che non sarebbe stato tollerato per un alpinista straniero.
Tokyo si è completamente ripresa dopo una notte di terapia a base di carbone attivo. La fattura veterinaria, circa mille sterline, è stata definita dalla proprietaria «denaro ben speso». Resta aperta, per le autorità locali, la questione della presenza di sostanze illecite su un sentiero frequentato da migliaia di escursionisti, mentre il Lochaber Mountain Rescue Team ha confermato che l'animale è tornato in piena forma.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
Tokyo, un labrador, ha ingerito accidentalmente cannabis e ha rischiato di morire sul Ben Nevis, ma il salvataggio è riuscito.
Mettendo in primo piano il racconto terrorizzato della proprietaria sulla perdita di coscienza e immobilità del cane, la narrazione crea un senso di tragedia imminente, facendo apparire il salvataggio come una fuga dalla morte.
Il blocco latinoamericano omette l'espressione di gratitudine della proprietaria e l'inquadramento del salvataggio come successo, concentrandosi invece sull'esperienza di quasi-morte.
Siamo grati che Tokyo sia stata salvata sana e salva dopo una spaventosa esperienza, e lodiamo la pronta risposta della squadra di soccorso.
Mettendo in risalto la gratitudine della proprietaria e l'esito positivo, la storia inquadra l'incidente come una storia di salvataggio positivo, minimizzando la gravità delle condizioni del cane.
Il blocco atlantica omette la descrizione dettagliata della perdita di coscienza del cane e la paura della proprietaria di perderlo, concentrandosi invece sul salvataggio riuscito e sulla gratitudine.
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