
AI, tra promessa di crescita e rischi sistemici: il nodo della governance
L’Indonesia punta sull’intelligenza artificiale per guadagnare fino a un punto di PIL, mentre i regolatori globali avvertono che la stessa tecnologia accelera minacce informatiche e dipendenze strategiche.
L’intelligenza artificiale si presenta come un motore a doppia faccia per le economie emergenti. Da un lato, il governo indonesiano stima che digitalizzazione e AI possano aggiungere tra lo 0,8 e l’1 per cento alla crescita economica nazionale, grazie allo sviluppo di data center, all’aumento della produttività e alla digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese. Dall’altro, le stesse autorità di Giacarta, riunite al Risk and Governance Summit 2026, mettono in guardia: i rischi informatici e l’uso malevolo dell’AI sono ormai la prima preoccupazione per chi si occupa di governance, rischio e conformità, superando persino le incertezze geopolitiche e i cambiamenti climatici.
Il nodo non è solo locale. Un’analisi di Bain & Company, diffusa in Medio Oriente ma di portata globale, rivela che il 74 per cento dei dirigenti statunitensi teme interruzioni operative se perdesse il fornitore primario di AI, mentre il 58 per cento di chi ha tentato una migrazione l’ha trovata fallimentare o molto più difficile del previsto. La dipendenza da pochi grandi fornitori e da architetture rigide sta spingendo i governi a trattare l’infrastruttura AI come un asset strategico nazionale, alimentando una corsa alla sovranità tecnologica che ridisegna le catene del valore digitali.
Sul fronte della sicurezza, l’allarme si fa concreto. L’autorità di vigilanza bancaria canadese ha messo in guardia i grandi istituti finanziari del Paese sui modelli di frontiera come Claude Mythos di Anthropic, capaci di comprimere drasticamente i tempi per identificare e correggere vulnerabilità. Negli Stati Uniti, il Tesoro e la Federal Reserve hanno convocato riunioni d’urgenza con gli amministratori delegati delle banche. In Indonesia, i dati dell’agenzia nazionale per la cybersicurezza mostrano un volume ancora significativo di transazioni anomale nel settore finanziario, segnale che la minaccia è già operativa e richiede una risposta integrata tra pubblico e privato.
La via d’uscita, secondo i regolatori e i consulenti, passa per un principio di progettazione: la resilienza. Non si tratta di possedere ogni strato della pila tecnologica, ma di costruire architetture modulari che permettano di cambiare modello, spostare carichi di lavoro e adattarsi a regole in evoluzione. L’OJK, l’autorità indonesiana per i servizi finanziari, ha colto l’occasione del summit per rafforzare la collaborazione tra stakeholder e tradurre le migliori pratiche globali in misure concrete, con l’obiettivo di ancorare la trasformazione digitale a una governance solida e attrarre investimenti.
Il prossimo banco di prova sarà la capacità dei governi e delle imprese di tradurre questi avvertimenti in standard operativi. Mentre l’Indonesia punta a fare dell’AI un pilastro del piano “Indonesia Emas 2045”, l’Europa e l’Italia osservano con attenzione: la direttiva sulla resilienza operativa digitale (DORA) e il regolamento AI Act offrono già un’impalcatura, ma la vera sfida sarà evitare che la dipendenza da fornitori esterni trasformi la promessa dell’intelligenza artificiale in una vulnerabilità sistemica.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.40 | aligned |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.50 | critical |
Il governo australiano si prepara a fronteggiare i rischi dell'IA con un approccio misurato, senza cedere al panico.
Presenta la regolamentazione come una misura di buon senso, normalizzando la sorveglianza tecnologica come parte della governance ordinaria.
Non menziona i rischi specifici legati a modelli avanzati come Claude Mythos, né le pressioni geopolitiche che potrebbero limitare l'accesso alle capacità IA.
Il governo indonesiano vede nell'IA una leva per lo sviluppo, e la regolamentazione è presentata come un abilitatore, non un freno.
Utilizza il linguaggio della pianificazione strategica e degli obiettivi nazionali (Indonesia Emas 2045) per incorniciare i rischi come sfide gestibili.
Non menziona la possibilità di perdita di posti di lavoro né le tensioni geopolitiche che potrebbero interrompere l'accesso alle tecnologie IA.
L'autorità di regolamentazione canadese avverte le banche di un pericolo concreto e imminente, chiedendo azioni immediate.
Utilizza una comunicazione diretta e confidenziale (email) per creare un senso di urgenza e autorità, puntando su un modello specifico (Claude Mythos) per rendere la minaccia tangibile.
Non menziona i potenziali benefici economici dell'IA né le iniziative di altri paesi per promuovere la crescita tramite l'IA.
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