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Spielberg e i fratelli Duffer: il cinema torna a guardare le stelle, tra alieni e gangster

Mentre 'Disclosure Day' divide la critica con un thriller fantascientifico atipico, i creatori di Stranger Things annunciano un misterioso film per il 2028 e l’universo di Peaky Blinders si espande su Netflix.

La seconda metà di giugno segna il ritorno di Steven Spielberg sul grande schermo e, con lui, di una certa idea di fantascienza d’autore. A Curitiba, in Brasile, la Fundação Cultural ha scelto di celebrare l’evento con una doppia iniziativa: la proiezione in anteprima di “Dia D” – titolo originale “Disclosure Day” – nelle sale Cine Passeio e Cine Guarani, accompagnata da una retrospettiva dei classici del regista alla Cinemateca. Dopo quattro anni di assenza dalle sale, Spielberg torna dunque al genere che ha contribuito a definire, ma lo fa con una virata inattesa. Secondo la critica africana, il film non è un tradizionale racconto di invasione aliena alla “E.T.” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, bensì un thriller cospirativo che usa la rivelazione di vita extraterrestre come sfondo per una storia di whistleblower, un meteorologo e una potente organizzazione in fuga. Gli alieni ci sono, ma restano sullo sfondo: il cuore del film è la tensione umana, un MacGuffin che ricorda più “Il fuggitivo” che “Arrival”.

A dare volto e voce a questo climax emotivo è Courtney Grace, ex conduttrice di telegiornali, scelta da Spielberg per un ruolo che, come sottolineano i media statunitensi, le ha permesso di tornare alle sue radici giornalistiche. La sua interpretazione è stata decisiva per ancorare il finale a una dimensione intima e credibile, lontana dagli spettacolari effetti speciali che i trailer avevano lasciato presagire. Proprio il marketing, secondo analisti africani, ha reso un disservizio al film: il pubblico si è presentato in sala aspettandosi un’epopea aliena, trovandosi invece di fronte a un’opera più vicina al polar politico, dove l’extraterrestre è pretesto per interrogare le crepe della società contemporanea.

Mentre Spielberg rilegge il suo passato fantascientifico in chiave adulta, i fratelli Matt e Ross Duffer – reduci dal fenomeno globale “Stranger Things” su Netflix – hanno ufficializzato il loro salto sul grande schermo. Con un contratto esclusivo di quattro anni firmato con Paramount, i creatori della serie che ha ridefinito l’immaginario anni Ottanta scriveranno e dirigeranno un film dal titolo e dalla trama ancora segreti, ma con una data di uscita già fissata: 3 novembre 2028. La scelta non è casuale: cade nel weekend del Ringraziamento, uno degli slot più ambiti dall’industria hollywoodiana per lanciare blockbuster destinati a dominare il botteghino. Per i Duffer si tratta del primo lungometraggio dopo oltre un decennio, un ritorno al cinema che promette di trasferire sul grande schermo la loro capacità di mescolare nostalgia, horror e avventura.

L’asse tra piattaforme e sale si arricchisce di un ulteriore tassello con l’annuncio, rimbalzato dalla stampa argentina, dell’espansione dell’universo di “Peaky Blinders”. Netflix sta sviluppando un sequel ambientato dieci anni dopo la Seconda guerra mondiale, che proseguirà la saga dei gangster di Birmingham con nuovi personaggi e un cast di alto profilo. L’uscita è stimata per i primi mesi del 2027, a conferma di come lo streaming non si limiti più a raccogliere l’eredità di serie concluse, ma le trasformi in franchise transmediali.

Questi movimenti paralleli – il ritorno di Spielberg a una fantascienza più introspettiva, l’approdo dei Duffer al cinema-evento, la longevità seriale di Peaky Blinders – disegnano un panorama in cui i confini tra piccolo e grande schermo si fanno sempre più porosi. L’Europa e l’America Latina, con iniziative come la retrospettiva di Curitiba, svolgono un ruolo cruciale nel tenere viva la memoria cinematografica mentre il mercato globale si riorienta. Se il 2028 vedrà i fratelli Duffer sfidare il botteghino festivo con un progetto ancora avvolto nel mistero, il presente ci consegna uno Spielberg che, a settant’anni, sceglie la via del thriller per parlare di verità nascoste e della nostra ostinata ricerca di un contatto. Non più astronavi abbaglianti, ma il lento disvelarsi di un segreto che potrebbe già essere tra noi.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

51%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa africana subsahariana
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismodistacco

Hollywood espande i suoi universi narrativi: Spielberg torna con un film di fantascienza sulla rivelazione aliena, i fratelli Duffer preparano un misterioso progetto cinematografico per il 2028 e la saga di Peaky Blinders prosegue con uno spin-off. A Curitiba una retrospettiva accompagna l'uscita del nuovo lungometraggio.

Stampa africana subsahariana/ anglofona
scetticismodistacco

Il marketing dell'ultimo film di Spielberg ha creato aspettative fuorvianti, promettendo un incontro ravvicinato con gli alieni mentre si tratta in realtà di un thriller politico con elementi extraterrestri sullo sfondo. La promozione ha polarizzato il pubblico, offuscando la vera natura della pellicola.

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3 testate|1 lingua|4 min lettura
martedì 16 giugno 2026

Spielberg e i fratelli Duffer: il cinema torna a guardare le stelle, tra alieni e gangster

Mentre 'Disclosure Day' divide la critica con un thriller fantascientifico atipico, i creatori di Stranger Things annunciano un misterioso film per il 2028 e l’universo di Peaky Blinders si espande su Netflix.

La seconda metà di giugno segna il ritorno di Steven Spielberg sul grande schermo e, con lui, di una certa idea di fantascienza d’autore. A Curitiba, in Brasile, la Fundação Cultural ha scelto di celebrare l’evento con una doppia iniziativa: la proiezione in anteprima di “Dia D” – titolo originale “Disclosure Day” – nelle sale Cine Passeio e Cine Guarani, accompagnata da una retrospettiva dei classici del regista alla Cinemateca. Dopo quattro anni di assenza dalle sale, Spielberg torna dunque al genere che ha contribuito a definire, ma lo fa con una virata inattesa. Secondo la critica africana, il film non è un tradizionale racconto di invasione aliena alla “E.T.” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, bensì un thriller cospirativo che usa la rivelazione di vita extraterrestre come sfondo per una storia di whistleblower, un meteorologo e una potente organizzazione in fuga. Gli alieni ci sono, ma restano sullo sfondo: il cuore del film è la tensione umana, un MacGuffin che ricorda più “Il fuggitivo” che “Arrival”.

A dare volto e voce a questo climax emotivo è Courtney Grace, ex conduttrice di telegiornali, scelta da Spielberg per un ruolo che, come sottolineano i media statunitensi, le ha permesso di tornare alle sue radici giornalistiche. La sua interpretazione è stata decisiva per ancorare il finale a una dimensione intima e credibile, lontana dagli spettacolari effetti speciali che i trailer avevano lasciato presagire. Proprio il marketing, secondo analisti africani, ha reso un disservizio al film: il pubblico si è presentato in sala aspettandosi un’epopea aliena, trovandosi invece di fronte a un’opera più vicina al polar politico, dove l’extraterrestre è pretesto per interrogare le crepe della società contemporanea.

Mentre Spielberg rilegge il suo passato fantascientifico in chiave adulta, i fratelli Matt e Ross Duffer – reduci dal fenomeno globale “Stranger Things” su Netflix – hanno ufficializzato il loro salto sul grande schermo. Con un contratto esclusivo di quattro anni firmato con Paramount, i creatori della serie che ha ridefinito l’immaginario anni Ottanta scriveranno e dirigeranno un film dal titolo e dalla trama ancora segreti, ma con una data di uscita già fissata: 3 novembre 2028. La scelta non è casuale: cade nel weekend del Ringraziamento, uno degli slot più ambiti dall’industria hollywoodiana per lanciare blockbuster destinati a dominare il botteghino. Per i Duffer si tratta del primo lungometraggio dopo oltre un decennio, un ritorno al cinema che promette di trasferire sul grande schermo la loro capacità di mescolare nostalgia, horror e avventura.

L’asse tra piattaforme e sale si arricchisce di un ulteriore tassello con l’annuncio, rimbalzato dalla stampa argentina, dell’espansione dell’universo di “Peaky Blinders”. Netflix sta sviluppando un sequel ambientato dieci anni dopo la Seconda guerra mondiale, che proseguirà la saga dei gangster di Birmingham con nuovi personaggi e un cast di alto profilo. L’uscita è stimata per i primi mesi del 2027, a conferma di come lo streaming non si limiti più a raccogliere l’eredità di serie concluse, ma le trasformi in franchise transmediali.

Questi movimenti paralleli – il ritorno di Spielberg a una fantascienza più introspettiva, l’approdo dei Duffer al cinema-evento, la longevità seriale di Peaky Blinders – disegnano un panorama in cui i confini tra piccolo e grande schermo si fanno sempre più porosi. L’Europa e l’America Latina, con iniziative come la retrospettiva di Curitiba, svolgono un ruolo cruciale nel tenere viva la memoria cinematografica mentre il mercato globale si riorienta. Se il 2028 vedrà i fratelli Duffer sfidare il botteghino festivo con un progetto ancora avvolto nel mistero, il presente ci consegna uno Spielberg che, a settant’anni, sceglie la via del thriller per parlare di verità nascoste e della nostra ostinata ricerca di un contatto. Non più astronavi abbaglianti, ma il lento disvelarsi di un segreto che potrebbe già essere tra noi.

Divergenza delle fonti

Società · 3 testate · 1 lingua

51%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole17%
Neutrale66%
Critico17%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa africana subsahariana
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismodistacco

Hollywood espande i suoi universi narrativi: Spielberg torna con un film di fantascienza sulla rivelazione aliena, i fratelli Duffer preparano un misterioso progetto cinematografico per il 2028 e la saga di Peaky Blinders prosegue con uno spin-off. A Curitiba una retrospettiva accompagna l'uscita del nuovo lungometraggio.

Stampa africana subsahariana/ anglofona
scetticismodistacco

Il marketing dell'ultimo film di Spielberg ha creato aspettative fuorvianti, promettendo un incontro ravvicinato con gli alieni mentre si tratta in realtà di un thriller politico con elementi extraterrestri sullo sfondo. La promozione ha polarizzato il pubblico, offuscando la vera natura della pellicola.

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