
Oscar e Grammy si aprono al mondo: Del Toro governatore, il K-pop entra in gara
Le due maggiori istituzioni dello spettacolo ridisegnano le proprie strutture per il 2027, accogliendo la rivoluzione della musica asiatica e latina e nuovi volti nella governance.
La notizia più dirompente arriva dalla Recording Academy: i Grammy del 2027 introdurranno cinque nuove categorie, tra cui spiccano la «Miglior interpretazione di musica pop asiatica» e la «Miglior canzone latina». È il riconoscimento ufficiale di un mutamento epocale nei consumi musicali globali, dove il K-pop, il J-pop e il C-pop non sono più fenomeni di nicchia ma protagonisti assoluti dello streaming. Il film animato «KPop Demon Hunters», uscito su Netflix nel giugno 2025, ha fatto da detonatore: con 325 milioni di visualizzazioni in 91 giorni è diventato il contenuto più visto di sempre sulla piattaforma, e la sua canzone «Golden» ha infranto un tabù vincendo l’Oscar come miglior canzone originale – prima volta per un brano K-pop. Parallelamente, il trionfo di Bad Bunny con un album interamente in spagnolo agli ultimi Grammy ha spinto l’Academy a creare una categoria dedicata alla canzone latina, sancendo un’era in cui le musiche del mondo non hanno più bisogno di tradursi per imporsi.
Sul fronte del cinema, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha eletto Guillermo del Toro nella sua Junta de Gobernadores per il mandato 2026-27. Il regista messicano, già tre volte premio Oscar, siederà per la prima volta nell’organo che definisce la visione strategica e la stabilità finanziaria dell’istituzione, portando una prospettiva autoriale e latinoamericana ai vertici di Hollywood. Contestualmente, l’Academy ha annunciato il debutto nel 2027 della categoria per gli stunt, a lungo rivendicata da professionisti come David Leitch, regista e coordinatore di acrobazie della saga di John Wick. L’ingresso di Del Toro e la legittimazione degli stunt segnalano un’apertura verso mestieri e sensibilità finora marginali nel sistema dei premi.
La dimensione commerciale e culturale di questi fenomeni è esemplificata dal set LEGO dedicato a «KPop Demon Hunters», che riproduce le creature soprannaturali Derpy Tiger e Sussy Bird. Il marchio danese, da sempre abile nel trasformare successi cinematografici in esperienze di gioco globali, conferma come l’animazione asiatica e le narrazioni ibride siano oggi al centro di un ecosistema che fonde cinema, musica e merchandising. Secondo analisti asiatici, l’ingresso del pop coreano e giapponese nelle categorie Grammy rappresenta un punto di svolta atteso da anni, mentre in America Latina la nuova categoria dedicata alla canzone latina viene letta come il consolidamento di un’egemonia culturale che va ben oltre i confini linguistici.
Osservatori europei sottolineano come queste riforme ridisegnino la geografia del prestigio culturale, storicamente dominata dal mondo anglosassone. L’Italia, che pure vanta una tradizione di colonne sonore e di musica pop esportata, potrebbe trovare nuove strade in un sistema di premi meno rigido: l’estensione dell’eleggibilità per il Best New Artist fino a quattro candidature, ad esempio, favorisce artisti emergenti da mercati non anglofoni. Tuttavia, la sfida per i creatori europei resta quella di intercettare un pubblico globale senza perdere specificità, in un panorama dove le piattaforme di streaming premiano la crossmedialità e l’immediatezza linguistica delle produzioni asiatiche e latine.
Il 2027 si preannuncia come l’anno della consacrazione di un nuovo ordine simbolico. Le giurie di Oscar e Grammy non si limitano a inseguire i dati di ascolto, ma ridisegnano le proprie architetture per accogliere linguaggi e comunità che hanno già conquistato il pubblico mondiale. L’elezione di Del Toro, l’arrivo degli stuntmen, la categoria Asian Pop e la canzone latina sono tasselli di un mosaico che racconta la fine del monopolio culturale occidentale. Resta da vedere se questa inclusione saprà tradursi in un reale riequilibrio di potere, o se si limiterà a certificare un mercato che ha già vinto altrove.
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L'elezione di Guillermo del Toro nel Consiglio dei Governatori dell'Academy e la nuova categoria Grammy per il pop asiatico segnano un riconoscimento atteso da tempo per il talento globale. L'industria sta finalmente aprendo le porte agli artisti latinoamericani e asiatici, il cui peso culturale e commerciale non può più essere ignorato.
Il fenomeno K-pop ha raggiunto vette commerciali tali che un film animato Netflix su idol cacciatori di demoni è diventato il più visto di sempre, ispirando ora un set LEGO. È il mercato, non i comitati dei premi, il vero validatore dell'ascesa storica del pop asiatico.
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