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Sportgiovedì 18 giugno 2026

Messi, il padre malato e la fake news: la famiglia chiede rispetto

Jorge Messi è sotto osservazione medica e migliora, mentre Lionel guida l'Argentina al Mondiale tra lacrime e polemiche per un annuncio di morte infondato.

La notizia più attesa è arrivata nel primo pomeriggio di giovedì 18 giugno, quando la famiglia di Lionel Messi ha diffuso un comunicato ufficiale per fare chiarezza sulle condizioni di Jorge Horacio Messi, padre e storico rappresentante del fuoriclasse argentino. «Jorge attraversa una situazione di salute – si legge nel testo –, in questi momenti si trova sotto controllo medico, si sta riprendendo e sta evolvendo favorevolmente all’interno del quadro che presenta». Nessun dettaglio sulla diagnosi, ma un messaggio netto contro la «mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli» con cui una parte dei media, soprattutto argentini, ha trattato una vicenda «strettamente privata e familiare». La nota è stata diffusa in più lingue e rilanciata da testate di ogni continente, a conferma di quanto la dimensione umana del campione interessi un pubblico globale.

La reazione della famiglia si è resa necessaria dopo una mattinata in cui i social network e alcuni programmi televisivi di Buenos Aires avevano trasformato le preoccupazioni per la salute di Jorge Messi in una notizia falsa e crudele: la conduttrice Florencia Peña, su Luzu TV, aveva annunciato in diretta la morte del padre del capitano albiceleste, salvo poi correggersi pochi istanti dopo, quando la redazione le aveva sussurrato che si trattava di un rumor non verificato. L’episodio ha scatenato un’ondata di sdegno, non solo in Argentina ma anche in Europa e in Asia, dove i grandi quotidiani sportivi e generalisti hanno sottolineato la gravità di una speculazione che viola ogni elementare principio deontologico. Dalla Germania (Bild, Süddeutsche Zeitung) all’Italia (Open, Adnkronos), dall’Indonesia (CNN Indonesia, Antara) all’India (India Today, India TV), il coro è stato unanime: la salute di una persona e la serenità dei suoi cari non dovrebbero mai diventare oggetto di intrattenimento.

Le lacrime di Messi dopo il primo gol contro l’Algeria – una tripletta che gli ha permesso di eguagliare il record di Miroslav Klose con 16 reti mondiali – avevano già acceso i riflettori su un malessere che il giocatore stesso aveva definito «totalmente estraneo allo sport». «Ho passato giorni difficili e complicati», aveva confessato in zona mista, ringraziando compagni e staff per il sostegno. In molti avevano intuito che dietro quella commozione ci fosse il padre, figura centrale nella biografia del fuoriclasse: fu Jorge, ex operaio metalmeccanico di Rosario, a decidere di trasferirsi in Spagna per accompagnare il figlio adolescente alla cantera del Barcellona, e da allora ne ha gestito la carriera con un basso profilo ma con un’influenza decisiva su contratti, trasferimenti e diritti d’immagine. La sua assenza sugli spalti del Kansas City Stadium, dove invece erano presenti Antonela Roccuzzo e i figli, aveva confermato i timori.

Secondo quanto ricostruito dalla stampa argentina e rilanciato da agenzie internazionali come Reuters, Jorge Messi convive con una patologia grave da diversi mesi, con un peggioramento registrato proprio nella settimana precedente il debutto mondiale. Alcune fonti lo danno ricoverato a Buenos Aires, altre a Rosario; la famiglia non ha confermato né smentito, mantenendo un riserbo assoluto. La madre di Lionel, Celia Cuccittini, ha scambiato messaggi con una giornalista argentina subito dopo la partita, dicendosi «emozionata e felice» per la prestazione del figlio, ma senza alcun accenno alle condizioni del marito. Questo silenzio, che in un contesto normale sarebbe sacrosanto, è stato rotto solo dalla necessità di smentire la fake news, in un paradosso che dice molto sull’epoca in cui viviamo: per difendere la privacy, la famiglia è stata costretta a esporsi pubblicamente.

Mentre Lionel Messi è tornato ad allenarsi a Kansas City in vista della sfida contro l’Austria di lunedì 22 giugno, il caso solleva interrogativi che vanno oltre il campo. Le regole FIFA permettono a un giocatore di lasciare il ritiro per emergenze personali – un precedente fu Raheem Sterling ai Mondiali in Qatar – ma al momento non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso. La priorità, per il capitano, resta il torneo, con la consapevolezza che il suo rendimento continua a essere straordinario anche sotto il peso di un’angoscia privata. La vicenda, tuttavia, ripropone un tema delicato: il diritto all’informazione si ferma davanti alla soglia del dolore familiare, e la macchina mediatica che ruota attorno ai grandi eventi sportivi dovrebbe saper distinguere tra notizia e voyeurismo. La famiglia Messi ha tracciato un confine netto; spetta ora al sistema dell’informazione globale dimostrare di averlo compreso.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

57%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa arabo levante-Maghreb
Stampa latinoamericana/ mercato
allarmetrionfovittimismo

Le lacrime di Messi dopo il gol all'Algeria hanno svelato la profonda preoccupazione per la salute del padre Jorge, ricoverato in gravi condizioni. La famiglia mantiene il massimo riserbo, ma la stampa argentina sottolinea il ruolo fondamentale del padre nella carriera del campione e i sacrifici compiuti. L'emozione del capitano unisce il Paese in un misto di allarme e orgoglio.

Stampa arabo levante-Maghreb
scetticismoironiaschadenfreude

Le lacrime di Messi contro l'Algeria nascondono qualcosa di più di un semplice problema familiare, insinua la stampa araba. L'articolo solleva dubbi sulla versione ufficiale, suggerendo che dietro l'emozione possano esserci pressioni nascoste o dinamiche non rivelate. Il tono è scettico, con una punta di ironia verso la vulnerabilità mostrata proprio contro una squadra araba.

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giovedì 18 giugno 2026

Messi, il padre malato e la fake news: la famiglia chiede rispetto

Jorge Messi è sotto osservazione medica e migliora, mentre Lionel guida l'Argentina al Mondiale tra lacrime e polemiche per un annuncio di morte infondato.

La notizia più attesa è arrivata nel primo pomeriggio di giovedì 18 giugno, quando la famiglia di Lionel Messi ha diffuso un comunicato ufficiale per fare chiarezza sulle condizioni di Jorge Horacio Messi, padre e storico rappresentante del fuoriclasse argentino. «Jorge attraversa una situazione di salute – si legge nel testo –, in questi momenti si trova sotto controllo medico, si sta riprendendo e sta evolvendo favorevolmente all’interno del quadro che presenta». Nessun dettaglio sulla diagnosi, ma un messaggio netto contro la «mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli» con cui una parte dei media, soprattutto argentini, ha trattato una vicenda «strettamente privata e familiare». La nota è stata diffusa in più lingue e rilanciata da testate di ogni continente, a conferma di quanto la dimensione umana del campione interessi un pubblico globale.

La reazione della famiglia si è resa necessaria dopo una mattinata in cui i social network e alcuni programmi televisivi di Buenos Aires avevano trasformato le preoccupazioni per la salute di Jorge Messi in una notizia falsa e crudele: la conduttrice Florencia Peña, su Luzu TV, aveva annunciato in diretta la morte del padre del capitano albiceleste, salvo poi correggersi pochi istanti dopo, quando la redazione le aveva sussurrato che si trattava di un rumor non verificato. L’episodio ha scatenato un’ondata di sdegno, non solo in Argentina ma anche in Europa e in Asia, dove i grandi quotidiani sportivi e generalisti hanno sottolineato la gravità di una speculazione che viola ogni elementare principio deontologico. Dalla Germania (Bild, Süddeutsche Zeitung) all’Italia (Open, Adnkronos), dall’Indonesia (CNN Indonesia, Antara) all’India (India Today, India TV), il coro è stato unanime: la salute di una persona e la serenità dei suoi cari non dovrebbero mai diventare oggetto di intrattenimento.

Le lacrime di Messi dopo il primo gol contro l’Algeria – una tripletta che gli ha permesso di eguagliare il record di Miroslav Klose con 16 reti mondiali – avevano già acceso i riflettori su un malessere che il giocatore stesso aveva definito «totalmente estraneo allo sport». «Ho passato giorni difficili e complicati», aveva confessato in zona mista, ringraziando compagni e staff per il sostegno. In molti avevano intuito che dietro quella commozione ci fosse il padre, figura centrale nella biografia del fuoriclasse: fu Jorge, ex operaio metalmeccanico di Rosario, a decidere di trasferirsi in Spagna per accompagnare il figlio adolescente alla cantera del Barcellona, e da allora ne ha gestito la carriera con un basso profilo ma con un’influenza decisiva su contratti, trasferimenti e diritti d’immagine. La sua assenza sugli spalti del Kansas City Stadium, dove invece erano presenti Antonela Roccuzzo e i figli, aveva confermato i timori.

Secondo quanto ricostruito dalla stampa argentina e rilanciato da agenzie internazionali come Reuters, Jorge Messi convive con una patologia grave da diversi mesi, con un peggioramento registrato proprio nella settimana precedente il debutto mondiale. Alcune fonti lo danno ricoverato a Buenos Aires, altre a Rosario; la famiglia non ha confermato né smentito, mantenendo un riserbo assoluto. La madre di Lionel, Celia Cuccittini, ha scambiato messaggi con una giornalista argentina subito dopo la partita, dicendosi «emozionata e felice» per la prestazione del figlio, ma senza alcun accenno alle condizioni del marito. Questo silenzio, che in un contesto normale sarebbe sacrosanto, è stato rotto solo dalla necessità di smentire la fake news, in un paradosso che dice molto sull’epoca in cui viviamo: per difendere la privacy, la famiglia è stata costretta a esporsi pubblicamente.

Mentre Lionel Messi è tornato ad allenarsi a Kansas City in vista della sfida contro l’Austria di lunedì 22 giugno, il caso solleva interrogativi che vanno oltre il campo. Le regole FIFA permettono a un giocatore di lasciare il ritiro per emergenze personali – un precedente fu Raheem Sterling ai Mondiali in Qatar – ma al momento non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso. La priorità, per il capitano, resta il torneo, con la consapevolezza che il suo rendimento continua a essere straordinario anche sotto il peso di un’angoscia privata. La vicenda, tuttavia, ripropone un tema delicato: il diritto all’informazione si ferma davanti alla soglia del dolore familiare, e la macchina mediatica che ruota attorno ai grandi eventi sportivi dovrebbe saper distinguere tra notizia e voyeurismo. La famiglia Messi ha tracciato un confine netto; spetta ora al sistema dell’informazione globale dimostrare di averlo compreso.

Divergenza delle fonti

Sport · 6 testate · 5 lingue

57%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole56%
Neutrale33%
Critico11%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa arabo levante-Maghreb
Stampa latinoamericana/ mercato
allarmetrionfovittimismo

Le lacrime di Messi dopo il gol all'Algeria hanno svelato la profonda preoccupazione per la salute del padre Jorge, ricoverato in gravi condizioni. La famiglia mantiene il massimo riserbo, ma la stampa argentina sottolinea il ruolo fondamentale del padre nella carriera del campione e i sacrifici compiuti. L'emozione del capitano unisce il Paese in un misto di allarme e orgoglio.

Stampa arabo levante-Maghreb
scetticismoironiaschadenfreude

Le lacrime di Messi contro l'Algeria nascondono qualcosa di più di un semplice problema familiare, insinua la stampa araba. L'articolo solleva dubbi sulla versione ufficiale, suggerendo che dietro l'emozione possano esserci pressioni nascoste o dinamiche non rivelate. Il tono è scettico, con una punta di ironia verso la vulnerabilità mostrata proprio contro una squadra araba.

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