
Merino, l’eroe di riserva: la Spagna piega il Belgio all’88’ e vola in semifinale
Un gol del subentrato Mikel Merino, a due minuti dal suo ingresso, decide il quarto di finale di Los Angeles e lancia la Roja verso la Francia, mentre il Belgio piange l’infortunio di Courtois e la fine di un’epoca.
La Spagna ha impiegato ottantotto minuti di paziente dominio e un lampo del suo super-sub per spezzare la resistenza del Belgio e conquistare la seconda semifinale mondiale della sua storia. Al SoFi Stadium di Los Angeles, davanti a un parterre hollywoodiano che includeva Brad Pitt e Penélope Cruz, la Roja ha vinto 2-1 grazie a Mikel Merino, entrato all’86’ e andato a segno dopo appena centoventi secondi, ribadendo in rete la respinta incerta del portiere belga Senne Lammens su un tiro dalla distanza di Pau Cubarsí. Un copione già visto: lo stesso Merino, contro il Portogallo agli ottavi, aveva risolto la partita al 91’ dopo essere subentrato a cinque minuti dalla fine, diventando il primo calciatore nella storia dei Mondiali a firmare due gol-vittoria in sfide a eliminazione diretta partendo dalla panchina.
La partita aveva preso la piega attesa, con la Spagna a tessere la sua tela di passaggi e il Belgio arroccato in difesa, pronto a colpire in contropiede. Fabián Ruiz, preferito a sorpresa a Pedri, aveva sbloccato il risultato al 30’ raccogliendo una corta respinta di Thibaut Courtois su conclusione di Dani Olmo. La reazione belga era arrivata al 41’ con un colpo di testa di Charles De Ketelaere su cross di Timothy Castagne, che interrompeva la striscia record di imbattibilità del portiere spagnolo Unai Simón, ferma a 650 minuti tra l’edizione qatariota e quella attuale. Il Belgio, già orfano del capitano Youri Tielemans per un infortunio nel riscaldamento, aveva retto l’urto anche nella ripresa, ma al 71’ ha perso Courtois per un problema muscolare: il portiere del Real Madrid è uscito in lacrime, sostituito da Lammens, la cui papera ha deciso la contesa.
Secondo la stampa spagnola, la vittoria conferma la solidità di una squadra che, pur senza il brillante gioco offensivo dell’Europeo vinto due anni fa, ha allungato a trentasei partite la sua serie di imbattibilità, a un solo passo dal record assoluto dell’Italia di Mancini. L’analisi belga, invece, sottolinea la sfortuna e gli infortuni che hanno falcidiato la generazione d’oro: con l’eliminazione, si chiude probabilmente il ciclo mondiale di Courtois, De Bruyne e Lukaku, mai riusciti a vincere un trofeo nonostante anni al vertice del ranking FIFA. Courtois, a fine gara, ha rivelato di aver chiesto di restare in campo, ma il tecnico Rudi Garcia ha preferito non rischiare, una scelta che alimenterà il dibattito a Bruxelles.
La Spagna affronterà la Francia martedì a Dallas in una semifinale che molti, a partire dal ct Luis de la Fuente, definiscono una “finale anticipata”. I precedenti recenti sorridono alla Roja, che ha eliminato i Bleus nelle semifinali di Euro 2024 e Nations League 2025. Lamine Yamal, eletto miglior giocatore del match nonostante l’ennesima prova senza gol, ha lanciato la sfida: «Se la Francia deve temere qualcuno, quello siamo noi». Dall’altra parte, Mbappé e compagni, che hanno travolto il Marocco, attendono con il miglior attacco del torneo. La posta in gioco è il primo biglietto per la finale di New York.
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La Spagna cerca la rivincita dopo l'eliminazione del 1986, un'occasione per chiudere un cerchio storico.
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