
Djokovic sopravvive a cinque ore di battaglia, Sinner gestisce il caldo: a Wimbledon è semifinale tra giganti
Il serbo piega Auger-Aliassime al super tie-break del quinto set dopo 5 ore e 15 minuti, l'italiano liquida Struff in tre parziali e si prepara a un nuovo capitolo della rivalità con il numero uno del mondo.
Ci sono voluti cinque ore e quindici minuti di tennis estenuante, un infortunio al polpaccio sinistro nel primo set, una contestazione accesa con l’arbitro per la chiusura del tetto e tre tie-break, di cui l’ultimo dominato con l’esperienza di chi ha già vinto tutto. Novak Djokovic ha piegato il canadese Félix Auger-Aliassime 7-6(10), 3-6, 6-3, 6-7(4), 7-6(4) e si è regalato l’ottava semifinale consecutiva sui prati dell’All England Club, record assoluto nell’era Open. Il match, il più lungo mai disputato in un quarto di finale a Wimbledon, si è concluso alle 22.55, appena cinque minuti prima del coprifuoco imposto dal torneo. Djokovic, che a 39 anni cerca il venticinquesimo Slam per staccare Margaret Court, ha festeggiato con un balletto dedicato alla figlia e ha poi dichiarato: «Ho vinto con la racchetta e con tanto cuore, sono questi i momenti per cui continuo a giocare».
Sull’altro lato del tabellone, Jannik Sinner aveva archiviato la pratica con minore dispendio di energie, ma non senza difficoltà. Il numero uno del mondo e campione in carica ha superato il tedesco Jan-Lennard Struff – il più anziano debuttante ai quarti di uno Slam in era Open – con il punteggio di 7-5, 7-6(4), 6-3 in due ore e trentaquattro minuti. Il servizio (16 ace, 84% di prime palle) e la gestione dei punti importanti hanno fatto la differenza, soprattutto nel secondo set, quando Sinner ha annullato un set point sul 4-5 prima di imporsi al tie-break. Secondo i media italiani, la prestazione ha confermato la solidità mentale del giocatore altoatesino, capace di non ripetere il cedimento fisico accusato al Roland Garros, dove il caldo lo aveva tradito al secondo turno. «Abbiamo lavorato tanto dopo Parigi per capire cosa fosse andato storto – ha spiegato Sinner –. Oggi mi sono sentito molto a mio agio fisicamente».
La semifinale di venerdì 10 luglio ripropone così la sfida che dodici mesi fa vide l’italiano imporsi in tre set e poi conquistare il titolo. I precedenti recenti raccontano di un equilibrio sottile: Djokovic si è preso la rivincita in cinque set nella semifinale degli Australian Open di gennaio, portando il bilancio complessivo a sei vittorie per Sinner e cinque per il serbo. Nell’ottica degli analisti nordamericani, la resistenza mostrata da Auger-Aliassime – capace di annullare undici delle tredici palle break concesse e di servire 29 ace – segnala un salto di maturità per il numero quattro del ranking, mentre in Europa si sottolinea come la tenuta atletica di Djokovic, nonostante l’età e il problema muscolare, resti un fattore imponderabile.
Sul fronte femminile, la statunitense Coco Gauff ha raggiunto la sua prima semifinale a Wimbledon battendo in rimonta la connazionale Jessica Pegula, diventando la più giovane a entrare nelle ultime quattro di tutti gli Slam da Maria Sharapova nel 2007. Affronterà la ceca Karolína Muchová, che ha eliminato Naomi Osaka. Ma l’attenzione del pubblico italiano e internazionale è già tutta per l’incrocio tra il campione in carica e il veterano che non smette di riscrivere la storia: chi vincerà si candiderà a giocarsi il titolo contro l’altro finalista, che uscirà dal confronto tra Alexander Zverev e Taylor Fritz.
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L'Italia celebra il suo campione: Sinner è implacabile, la semifinale è la conferma della sua grandezza.
Enfatizza i momenti decisivi e la maturità mentale, trasformando una partita combattuta in una dimostrazione di superiorità.
Non menziona le difficoltà iniziali di Sinner né il basso ranking di Struff, che avrebbero potuto sminuire la vittoria.
Il tennis mondiale ha un nuovo favorito: Sinner difende il suo titolo con autorità.
Sottolinea la difesa del titolo e la durezza del match per legittimare l'avanzata.
Omette le difficoltà di Sinner con il caldo e il suo crollo al Roland Garros, che potrebbero mettere in dubbio la sua costanza.
Sinner ha superato una prova di calore e pressione, ma il ricordo del suo crollo al Roland Garros è ancora presente.
Contrappone il successo attuale al fallimento passato per creare una narrazione di superamento condizionato.
Omette la narrazione trionfale e la facilità della vittoria, concentrandosi invece sulle condizioni climatiche e sui precedenti fallimenti.
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