
Senegal travolge l'Iraq 5-0 e sogna i sedicesimi di finale
Con una goleada firmata da Diarra, Sarr, doppietta di Gueye e Ndiaye, i Leoni della Teranga chiudono il Gruppo I al terzo posto e attendono gli altri risultati per entrare tra le migliori otto terze.
La notte di Toronto ha restituito un Senegal feroce e concreto, capace di infliggere un 5-0 senza appello all'Iraq nell'ultima giornata del Gruppo I. Serviva una vittoria con ampio scarto per tenere accesa la fiammella della qualificazione ai sedicesimi di finale, e i Leoni della Teranga hanno risposto presente già al 4', quando Habib Diarra ha deviato in rete un colpo di testa di Abdoulaye Seck su calcio d'angolo. La partita ha preso una piega irreversibile al 13': il difensore iracheno Rebin Sulaka, ultimo uomo, ha trattenuto Sadio Mané lanciato a rete; l'arbitro inglese Anthony Taylor, richiamato dal VAR, ha estratto il rosso diretto – il cartellino più precoce di questo Mondiale, il quarto più rapido nella storia della competizione.
Con l'uomo in più, il Senegal ha faticato a sfondare nel primo tempo, ma nella ripresa ha scatenato la propria potenza offensiva. Ismaila Sarr ha raddoppiato al 56' sfruttando un errore in disimpegno di Zidane Iqbal, ex Manchester United, e appena 89 secondi dopo il suo ingresso in campo, Pape Gueye ha disegnato una parabola imprendibile dalla distanza. Lo stesso Gueye ha firmato la doppietta personale con una splendida mezza volata al 71', prima che Iliman Ndiaye chiudesse i conti con un destro potente all'82'. L'Iraq, già matematicamente eliminato, ha chiuso il suo secondo Mondiale a quarant'anni dall'esordio in Messico '86 con zero punti, un solo gol fatto e dodici subiti.
Secondo gli osservatori africani, la prestazione senegalese ha rappresentato un riscatto dopo le sconfitte contro Francia e Norvegia, e ha mostrato la profondità di una rosa che, pur priva dell'infortunato Édouard Mendy, può contare su giocatori di caratura internazionale. La stampa europea ha invece puntato l'attenzione sulle ripercussioni nella corsa ai migliori terzi: il +2 di differenza reti ha proiettato il Senegal al quinto posto provvisorio nella graduatoria delle otto ripescate, scalzando la Scozia, che ora rischia l'eliminazione già prima del weekend.
Ora per i senegalesi inizia un'attesa snervante: dovranno sperare che i risultati degli altri gironi, in particolare quelli dei gruppi H, G, L, K e J, non producano terze classificate con più di tre punti o con una differenza reti migliore. La formula allargata a 48 squadre regala speranze ma anche calcoli complessi. Il Senegal ha fatto tutto ciò che era in suo potere; il resto non dipende più dai piedi di Mané e compagni, ma da un intreccio di risultati che si dipanerà nelle prossime ore.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Senegal travolge l'Iraq 5-0 e tiene vive le speranze di qualificazione. La vittoria è presentata come un risultato netto e meritato, con enfasi sulla prestazione dominante della squadra africana. Il tono è celebrativo ma misurato, tipico della copertura sportiva latinoamericana che esalta le gesta delle squadre emergenti.
Il Senegal batte l'Iraq 5-0 e resta in corsa per gli ottavi. La notizia è riportata in modo sobrio, con attenzione ai numeri e alla classifica. Il tono è neutro, da cronaca sportiva, senza enfasi particolare sul significato della vittoria per il calcio africano.
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