
Mondiale 2026, Senegal nel caos: Gueye annuncia l’addio alla nazionale per protesta contro il ct Thiaw
Dopo la rimonta subita dal Belgio, il centrocampista del Villarreal ha comunicato sui social che si prenderà una pausa dalla selezione finché l’attuale staff tecnico rimarrà in carica.
Il sogno mondiale del Senegal si è infranto al Lumen Field di Seattle in un ottavo di finale che sembrava già vinto. In vantaggio per 2-0 grazie ai gol di Habib Diarra e Ismaïla Sarr, i Leoni della Teranga hanno controllato la partita fino a quando, al 66’, il ct Pape Thiaw ha richiamato in panchina il centrocampista Pape Gueye per inserire Lamine Camara. Il Belgio ha poi completato una rimonta clamorosa: Romelu Lukaku e Youri Tielemans hanno pareggiato nei minuti finali, e lo stesso Tielemans ha trasformato al 125’ il rigore decisivo concesso dopo un intervento del VAR proprio su un fallo di Camara.
Poche ore dopo l’eliminazione, Gueye ha rotto il silenzio con un messaggio sui social: 'Tornerò per parlare dell’eliminazione, ma oggi annuncio che finché questo staff tecnico resterà in carica, mi prenderò una pausa dalla nazionale'. Il giocatore del Villarreal, autore di due gol nella fase a gironi contro l’Iraq, ha poi dichiarato in zona mista di sentirsi in perfette condizioni fisiche, smentendo la versione del ct, che aveva giustificato il cambio con la stanchezza dei giocatori. La contraddizione ha alimentato le polemiche.
La presa di posizione di Gueye ha innescato una reazione a catena in Senegal. Sui media locali, una petizione online ha rapidamente superato le 30.000 firme per chiedere le dimissioni o l’esonero di Thiaw, accusato di errori tattici e di gestione. La federazione non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, mentre il tecnico ha difeso le proprie scelte parlando di 'cambi dettati dalla fatica, non da considerazioni tattiche'. La Coppa d’Africa vinta dal Senegal nel 2025 era stata successivamente riassegnata al Marocco dopo un ricorso, un precedente che aveva già sollevato critiche verso la gestione federale.
Con il ritiro temporaneo di uno dei suoi elementi più rappresentativi, il Senegal si avvia verso le qualificazioni al Mondiale 2030 e la prossima Coppa d’Africa in un clima di incertezza. La posizione di Thiaw appare sempre più fragile, mentre il gruppo dovrà ritrovare compattezza per non vanificare il potenziale di una generazione che, fino al crollo con il Belgio, sembrava destinata a superare gli ottavi di finale per la prima volta dal 2002.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il boicottaggio di Papé Gueye è l'emblema di una gestione autoritaria e fallimentare del calcio senegalese. Il giocatore, vittima di un conflitto con il tecnico, difende la propria dignità. La nazionale perde un leader in un momento cruciale.
Una normale controversia sportiva: il giocatore e l'allenatore hanno divergenze, ma la squadra andrà avanti. La notizia ha rilevanza solo per gli appassionati di calcio.
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