Accedi
Edizione delle 10:00 CETgiovedì 25 giugno 2026
307 testate · 17 lingue504 briefing oggi
Geopolitica e Politicagiovedì 25 giugno 2026

Rubio rassicura il Golfo sull’intesa con l’Iran, ma Hormuz resta il nodo

Il Segretario di Stato americano promette allineamento con gli alleati arabi, mentre Teheran rivendica il controllo dello stretto e le capitali europee osservano con apprensione i riflessi sulla sicurezza energetica.

Il tour del Segretario di Stato americano Marco Rubio nelle monarchie del Golfo – Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein – segna il primo sforzo diplomatico ad alto livello dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran. Al centro dei colloqui, che culminano oggi con la riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, c’è la promessa statunitense di non indebolire la sicurezza dei partner arabi durante i negoziati per un accordo definitivo. Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno «completamente allineati» con i paesi del Golfo e li coinvolgeranno in ogni decisione, un messaggio rivolto a capitali che durante il conflitto hanno subito attacchi missilistici e di droni iraniani e hanno visto interrompersi le esportazioni di idrocarburi a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Secondo fonti diplomatiche a Washington, l’amministrazione Trump cerca di rassicurare alleati che guardano con scetticismo a un’intesa preliminare priva di vincoli sul programma missilistico balistico di Teheran e sui suoi proxy regionali, e che prevede un fondo di ricostruzione da trecento miliardi di dollari potenzialmente a carico anche dei paesi della regione. Rubio ha escluso di chiedere contributi in questa fase, ma il testo del memorandum lascia intendere un coinvolgimento finanziario dei vicini. Dal canto suo, Teheran ha presentato l’accordo come una «dichiarazione di sconfitta americana», rivendicando il diritto, insieme all’Oman, di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz e di imporre pedaggi per servizi marittimi. Il presidente Trump ha affermato sui social che l’Iran avrebbe rinunciato a ogni tassa, senza chiarire se l’impegno sopravviva ai sessanta giorni di tregua negoziale.

Lo Stretto di Hormuz, via d’acqua da cui transita una quota sostanziale del petrolio e del gas mondiale, è il dossier più immediato anche per l’Europa. Analisti di Bruxelles sottolineano che qualsiasi restrizione alla libertà di navigazione o l’introduzione di oneri finanziari si tradurrebbe in un aumento dei prezzi dell’energia, con ripercussioni dirette su Italia e Unione Europea, già provate dalla volatilità dei mercati. Non a caso, il Qatar ha avviato in Oman consultazioni regionali a cui partecipano Iraq e Iran, mentre l’Arabia Saudita si prepara a ospitare colloqui di riconciliazione tra paesi del Golfo e Teheran. I paesi arabi del Consiglio di Cooperazione spingono per una navigazione gratuita e senza ostacoli; l’Iran, secondo fonti diplomatiche, intende negoziare una tariffa ambientale e di sicurezza.

Sullo sfondo restano le contraddizioni tra le versioni di Washington e Teheran sulle ispezioni nucleari – Trump parla di accesso «all’infinito», l’Iran smentisce – e il conflitto in Libano, dove i colloqui mediati dagli Stati Uniti puntano a rafforzare l’esercito libanese a scapito di Hezbollah, senza però una richiesta esplicita di ritiro israeliano. I prossimi passaggi tecnici, con la ripresa dei negoziati tra esperti americani e iraniani prevista nei prossimi giorni, chiariranno se l’allineamento promesso da Rubio potrà tradursi in un’architettura di sicurezza condivisa o se le capitali del Golfo continueranno a cercare garanzie autonome in un quadro regionale che la guerra ha reso ancora più instabile.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

64%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa iraniana e affini
Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeScetticismo

Gli Stati Uniti sono in preda al panico all'idea che gli Stati del Golfo possano creare un'architettura di sicurezza alternativa, minando gli Accordi di Abramo. Il tour del Segretario Rubio è un tentativo di rassicurare gli alleati, ma gli analisti lo interpretano come un segnale dell'indebolimento dell'influenza di Washington nella regione.

Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoScetticismo

L'Iran dipinge l'accordo iniziale di cessate il fuoco come una dichiarazione di sconfitta americana, e liquida le rassicurazioni di Rubio agli Stati del Golfo come semplici affermazioni. Teheran insiste sul proprio controllo dello Stretto di Hormuz e respinge qualsiasi pedaggio, mentre gli USA si affannano per prolungare la tregua e riaprire la via d'acqua alle proprie condizioni.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Furti in aumento in tre continenti: da Palmas a Canberra, l’insicurezza quotidiana·Trump a Netanyahu: «Tutti gli ebrei sono stufi di te». La frattura che ridisegna l’alleanza·Filippine, dopo la sparatoria nella scuola di Tacloban scatta il blocco del videogioco Gorebox·Stretto di Hormuz, l’Iran detta le rotte: Teheran respinge il corridoio proposto da Oman·Messico e Indonesia verso la biometria obbligatoria per le SIM: tra sicurezza e rischio disconnessione·Stretto di Hormuz, il petrolio torna a scorrere ma la normalità è un miraggio·I conti record di Micron riaccendono la corsa dei chip e trainano le Borse asiatiche·Rubio rassicura il Golfo sull’intesa con l’Iran, ma Hormuz resta il nodo·Furti in aumento in tre continenti: da Palmas a Canberra, l’insicurezza quotidiana·Trump a Netanyahu: «Tutti gli ebrei sono stufi di te». La frattura che ridisegna l’alleanza·Filippine, dopo la sparatoria nella scuola di Tacloban scatta il blocco del videogioco Gorebox·Stretto di Hormuz, l’Iran detta le rotte: Teheran respinge il corridoio proposto da Oman·Messico e Indonesia verso la biometria obbligatoria per le SIM: tra sicurezza e rischio disconnessione·Stretto di Hormuz, il petrolio torna a scorrere ma la normalità è un miraggio·I conti record di Micron riaccendono la corsa dei chip e trainano le Borse asiatiche·Rubio rassicura il Golfo sull’intesa con l’Iran, ma Hormuz resta il nodo·
Agg. 07:044 lingue · 11 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
11 testate|4 lingue|3 min lettura
giovedì 25 giugno 2026

Rubio rassicura il Golfo sull’intesa con l’Iran, ma Hormuz resta il nodo

Il Segretario di Stato americano promette allineamento con gli alleati arabi, mentre Teheran rivendica il controllo dello stretto e le capitali europee osservano con apprensione i riflessi sulla sicurezza energetica.

Il tour del Segretario di Stato americano Marco Rubio nelle monarchie del Golfo – Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein – segna il primo sforzo diplomatico ad alto livello dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran. Al centro dei colloqui, che culminano oggi con la riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, c’è la promessa statunitense di non indebolire la sicurezza dei partner arabi durante i negoziati per un accordo definitivo. Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno «completamente allineati» con i paesi del Golfo e li coinvolgeranno in ogni decisione, un messaggio rivolto a capitali che durante il conflitto hanno subito attacchi missilistici e di droni iraniani e hanno visto interrompersi le esportazioni di idrocarburi a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Secondo fonti diplomatiche a Washington, l’amministrazione Trump cerca di rassicurare alleati che guardano con scetticismo a un’intesa preliminare priva di vincoli sul programma missilistico balistico di Teheran e sui suoi proxy regionali, e che prevede un fondo di ricostruzione da trecento miliardi di dollari potenzialmente a carico anche dei paesi della regione. Rubio ha escluso di chiedere contributi in questa fase, ma il testo del memorandum lascia intendere un coinvolgimento finanziario dei vicini. Dal canto suo, Teheran ha presentato l’accordo come una «dichiarazione di sconfitta americana», rivendicando il diritto, insieme all’Oman, di mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz e di imporre pedaggi per servizi marittimi. Il presidente Trump ha affermato sui social che l’Iran avrebbe rinunciato a ogni tassa, senza chiarire se l’impegno sopravviva ai sessanta giorni di tregua negoziale.

Lo Stretto di Hormuz, via d’acqua da cui transita una quota sostanziale del petrolio e del gas mondiale, è il dossier più immediato anche per l’Europa. Analisti di Bruxelles sottolineano che qualsiasi restrizione alla libertà di navigazione o l’introduzione di oneri finanziari si tradurrebbe in un aumento dei prezzi dell’energia, con ripercussioni dirette su Italia e Unione Europea, già provate dalla volatilità dei mercati. Non a caso, il Qatar ha avviato in Oman consultazioni regionali a cui partecipano Iraq e Iran, mentre l’Arabia Saudita si prepara a ospitare colloqui di riconciliazione tra paesi del Golfo e Teheran. I paesi arabi del Consiglio di Cooperazione spingono per una navigazione gratuita e senza ostacoli; l’Iran, secondo fonti diplomatiche, intende negoziare una tariffa ambientale e di sicurezza.

Sullo sfondo restano le contraddizioni tra le versioni di Washington e Teheran sulle ispezioni nucleari – Trump parla di accesso «all’infinito», l’Iran smentisce – e il conflitto in Libano, dove i colloqui mediati dagli Stati Uniti puntano a rafforzare l’esercito libanese a scapito di Hezbollah, senza però una richiesta esplicita di ritiro israeliano. I prossimi passaggi tecnici, con la ripresa dei negoziati tra esperti americani e iraniani prevista nei prossimi giorni, chiariranno se l’allineamento promesso da Rubio potrà tradursi in un’architettura di sicurezza condivisa o se le capitali del Golfo continueranno a cercare garanzie autonome in un quadro regionale che la guerra ha reso ancora più instabile.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 11 testate · 4 lingue

64%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole40%
Neutrale40%
Critico20%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa iraniana e affini
Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeScetticismo

Gli Stati Uniti sono in preda al panico all'idea che gli Stati del Golfo possano creare un'architettura di sicurezza alternativa, minando gli Accordi di Abramo. Il tour del Segretario Rubio è un tentativo di rassicurare gli alleati, ma gli analisti lo interpretano come un segnale dell'indebolimento dell'influenza di Washington nella regione.

Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoScetticismo

L'Iran dipinge l'accordo iniziale di cessate il fuoco come una dichiarazione di sconfitta americana, e liquida le rassicurazioni di Rubio agli Stati del Golfo come semplici affermazioni. Teheran insiste sul proprio controllo dello Stretto di Hormuz e respinge qualsiasi pedaggio, mentre gli USA si affannano per prolungare la tregua e riaprire la via d'acqua alle proprie condizioni.

Questa notizia è apparsa su

11 testate · 4 lingue

Articoli correlati

Sport

Vinicius Jr. e il ritorno di Neymar: Brasile agli ottavi, Scozia in bilico

10 lingue · 37 testate

Crimini & Disastri

Giappone, terremoto di magnitudo 7.2 al largo di Iwate: nessun tsunami, lievi feriti

9 lingue · 28 testate

Sport

Sudafrica nella storia: Maseko abbatte la Corea, Bafana Bafana ai sedicesimi

8 lingue · 31 testate

Leggi di più