
Quando il principe William si presenta con una risata: il podcast dei Kelce e la giornata delle nozze
L'erede al trono britannico ospite a sorpresa di Travis e Jason Kelce, tra confidenze calcistiche e il chiacchierato matrimonio con Taylor Swift.
«Quello sì che è un intro, ragazzi, fantastico». La voce divertita del principe William arriva dopo che Jason Kelce, ex giocatore di football americano, ha snocciolato per quasi un minuto l’intera litania dei suoi titoli: duca di Cambridge, duca di Cornovaglia, Lord delle Isole, principe di Galles, presidente della Football Association inglese. Siamo nello studio del podcast “New Heights”, condotto dai fratelli Kelce, e l’episodio registrato va in onda proprio il 3 luglio, a poche ore dal giorno in cui, secondo una ridda di indiscrezioni, Travis Kelce – stella dei Kansas City Chiefs – dovrebbe sposare Taylor Swift. La coincidenza temporale trasforma la chiacchierata in un piccolo evento mediatico globale, capace di mescolare la corona britannica, il football americano e l’industria del pop in un’unica, surreale conversazione.
Nel corso dei ventotto minuti di dialogo, il principe si presta a un’insolita confessione familiare: «Mio padre odia il calcio», rivela ridendo, smentendo l’idea che la sua passione per l’Aston Villa sia un’eredità dinastica. Racconta di aver scoperto la squadra da ragazzo, portato allo stadio dagli amici, e di essere diventato un tifoso ancora più viscerale proprio negli anni della retrocessione in Championship. «Il mio fine settimana può essere il migliore del mondo se vinciamo, oppure – onestamente – il lunedì mattina non voglio vedere nessuno perché sono a terra», confessa, offrendo un ritratto di fragilità sportiva che accomuna milioni di appassionati. Il discorso scivola poi sulla Coppa del Mondo che si giocherà in Nord America: William avverte i tifosi inglesi che lo shock culturale più grande saranno le dimensioni degli stadi e il sapore della birra, «decisamente diversa».
La stampa anglosassone e i media asiatici hanno letto l’uscita del podcast come una mossa studiata per distogliere l’attenzione dal matrimonio del giorno, o forse per alimentarne il mistero. Negli Stati Uniti si rincorrono le voci di una cerimonia blindatissima al Madison Square Garden, con tanto di barricate della polizia newyorkese e tappeti viola, mentre in Europa i tabloid ricordano che lo stesso William, a maggio, aveva scherzato sulla possibilità di ricevere un invito. La presenza del principe, che nel 2013 cantò “Livin’ on a Prayer” con Taylor Swift e Jon Bon Jovi durante un evento di beneficenza a Kensington Palace, aggiunge un filo diretto tra la famiglia reale e la coppia più chiacchierata del momento.
Al di là del gossip, l’episodio restituisce l’immagine di un’istituzione millenaria che cerca un nuovo linguaggio, accettando l’invito su un podcast sportivo e lasciando che il futuro re venga preso bonariamente in giro per la sua altezza («un principe di un metro e novanta da Londra, Inghilterra») e per il suo accento. Quando Jason Kelce gli chiede quale sia stato il momento più memorabile a Wembley – se un touchdown di Travis o la sua apparizione come ballerino di riserva durante un concerto della Swift – William risponde senza esitazione: «Travis come ballerino di riserva!». La risata che segue, condivisa dai tre, è forse l’istantanea più nitida di una giornata in cui le corone, i palloni e le chitarre hanno parlato la stessa lingua.
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William rivela: Mio padre odia il calcio. Un curioso inserto nel liveblog dei Mondiali.
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William confessa: Mio padre odia il calcio. Una confessione reale alla vigilia del matrimonio di Taylor Swift.
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