
Parigi riapre ai pesticidi vietati, governo spaccato e ministra ecologista verso l’addio
L’Assemblea nazionale autorizza deroghe per due insetticidi neonicotinoidi banditi dal 2018 ma ancora consentiti in Europa, scatenando la frattura nella maggioranza e la possibile uscita della titolare dell’Ambiente.
Nella notte tra lunedì e martedì l’Assemblea nazionale francese ha adottato con 296 voti contro 224 il progetto di legge d’urgenza agricola. Il testo, atteso al voto conforme del Senato nella stessa giornata, contiene la misura più controversa: la possibilità per l’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria (Anses) di concedere deroghe temporanee all’uso di acetamipride e flupyradifurone, due insetticidi della famiglia dei neonicotinoidi proibiti in Francia dal 2018 ma autorizzati nell’Unione europea fino al 2033. Secondo le organizzazioni agricole transalpine, le sostanze rappresentano l’unica difesa efficace contro il puceron verde che colpisce barbabietole da zucchero e noccioleti, mentre le associazioni ambientaliste e una petizione che ha superato il milione di firme denunciano un arretramento sui presidi di tutela della biodiversità.
La votazione ha messo a nudo divisioni profonde all’interno del campo governativo. L’ex prima ministra Élisabeth Borne, schierata con un emendamento soppressivo della deroga, ha avuto un duro scontro in emiciclo con la ministra dell’Agricoltura Annie Genevard, la quale ha invece salutato il dispositivo come un compromesso che non abolisce il divieto ma ne affida la modulazione all’Anses in condizioni di urgenza, assenza di alternative e assenza di rischi sanitari o ambientali. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha invitato a «non strumentalizzare a fini politici» una legge utile alla sovranità alimentare, mentre la ministra della Transizione ecologica Monique Barbut si è detta personalmente contraria e, secondo il suo entourage, ha messo sul tavolo le dimissioni, poi discusse in un colloquio a Matignon. Il Rassemblement national e circa due terzi della maggioranza hanno votato a favore; la gauche si è opposta compatta.
Il provvedimento si inserisce in una strategia che l’esecutivo francese definisce di rafforzamento della sovranità alimentare e della competitività agricola dopo le manifestazioni degli agricoltori di inizio anno. Oltre alle deroghe sui fitofarmaci, la legge prevede la semplificazione delle procedure per raddoppiare le capacità di stoccaggio idrico a fini irrigui e norme più flessibili per la protezione degli allevamenti dagli attacchi dei lupi. Nell’ottica di Bruxelles, la decisione di Parigi non modifica il quadro comunitario: i due principi attivi restano autorizzati a livello europeo e la Francia sceglie, con uno strumento derogatorio, di allinearsi temporaneamente a una pratica già vigente in altri Stati membri, sebbene il ricordo della censura costituzionale della legge Duplomb nel luglio 2025 — quando il Consiglio costituzionale bocciò un analogo tentativo di reintroduzione — renda probabile un nuovo esame di legittimità.
In attesa del voto finale del Senato, il dossier resta aperto su più fronti. La possibile uscita della ministra Barbut aggraverebbe la crisi politica interna al governo, mentre le associazioni ecologiste annunciano battaglie legali e i sindacati agricoli chiedono decreti attuativi rapidi per consentire l’impiego delle deroghe già dalla prossima campagna. Il compromesso sottoposto all’Anses lascia a quest’ultima la responsabilità di valutare, caso per caso, la sussistenza delle condizioni di urgenza e l’assenza di alternative, configurando un equilibrio che, nelle letture contrapposte di Parigi, appare a chi lo difende come un ritorno della ragione scientifica nella gestione del rischio e a chi lo contesta come l’ennesimo cedimento alle pressioni di filiera.
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Il governo francese, sostenuto dal settore agricolo, afferma che la legge d'urgenza è essenziale per la sovranità alimentare nazionale e che la riautorizzazione dei pesticidi è una misura temporanea e controllata che non inverte il divieto.
Il blocco utilizza la tecnica del 'pragmatismo sovrano' – inquadra la decisione come un compromesso necessario tra obiettivi ambientali e bisogni agricoli immediati, minimizzando i rischi ambientali sottolineando la natura derogatoria e temporanea.
Il blocco omette le forti prove scientifiche che collegano i neonicotinoidi al collasso delle colonie di api e l'ampia opposizione pubblica da parte dei gruppi ambientalisti, concentrandosi invece sul processo politico e sulle giustificazioni governative.
I gruppi ambientalisti e i cittadini preoccupati denunciano la legge francese come un passo indietro sconsiderato che privilegia l'agricoltura industriale a scapito della salute delle api e degli ecosistemi.
Il blocco impiega l' 'indignazione morale' – evidenziando il danno alle api e il tradimento dei divieti precedenti per suscitare una risposta emotiva e condannare la decisione.
Il blocco omette le argomentazioni del governo sulla sovranità alimentare, la natura temporanea della deroga e il fatto che i pesticidi sono ancora autorizzati in altri paesi dell'UE, presentando la decisione come un'inversione totale del divieto.
L'osservatore politico nota la crisi interna al governo innescata dalla legge agricola, con le dimissioni della ministra dell'ecologia che segnalano la profondità della spaccatura sulla politica ambientale.
Il blocco utilizza il 'distanziamento politico' – riporta l'evento come una lotta di potere all'interno dell'esecutivo francese, senza prendere posizione sulla sostanza della questione dei pesticidi.
Il blocco omette il contesto più ampio delle proteste degli agricoltori che hanno portato alla legge, i dettagli specifici dei pesticidi coinvolti e le preoccupazioni ambientali, concentrandosi esclusivamente sulle dimissioni ministeriali e sui conflitti interni al governo.
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