
Parigi e Roma lanciano la coalizione post-Unifil per il Libano
Al vertice di Antibes, Macron e Meloni annunciano un’iniziativa congiunta per evitare un vuoto di sicurezza dopo la scadenza del mandato ONU, mentre si consolida l’asse bilaterale su difesa, energia e migrazioni.
Francia e Italia hanno concordato di promuovere una coalizione multinazionale che subentri alla missione UNIFIL nel sud del Libano, il cui mandato scade alla fine dell’anno. L’annuncio è arrivato al termine del 36° vertice intergovernativo di Antibes, dove il presidente Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno illustrato l’iniziativa come strumento per “rafforzare la sovranità libanese” e scongiurare che il territorio diventi una piattaforma per un’escalation regionale tra Hezbollah e Israele. Secondo fonti diplomatiche europee, la nuova coalizione sarà sviluppata in coordinamento con l’Unione Europea e le Nazioni Unite, e punta a garantire continuità alla presenza internazionale, evitando quello che la premier italiana ha definito “un vuoto di sicurezza estremamente pericoloso”.
Nell’impianto franco-italiano, il futuro dispositivo dovrebbe affiancare le Forze armate libanesi nel consolidare il monopolio statale dell’uso della forza, obiettivo rimasto irrealizzato dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che già nel 2006 imponeva il disarmo di Hezbollah e il suo arretramento oltre il fiume Litani. Da parte libanese, osservatori vicini a Beirut segnalano che qualsiasi meccanismo post-UNIFIL dovrà misurarsi con la persistente influenza delle milizie filo-iraniane nel sud del Paese, mentre da Israele e dagli Stati Uniti è attesa una posizione di cautela, dopo che Washington aveva premuto per la conclusione del mandato della missione ONU entro il 2026. In questo quadro, Roma e Parigi rivendicano un ruolo di primo piano: l’Italia è tra i principali contributori di UNIFIL e la Francia mantiene legami storici con il Libano.
Il vertice ha anche sancito un riavvicinamento politico tra i due esecutivi, dopo mesi di tensioni su dossier migratori e sul rapporto con l’amministrazione statunitense. Macron ha parlato di un clima “non più glaciale”, mentre Meloni ha insistito sulla solidità strutturale della relazione bilaterale, citando il Trattato del Quirinale e i numerosi accordi firmati: dalla tabella di marcia per la difesa 2026-2031, con il sistema antimissile SAMP/T, alla cooperazione spaziale e nucleare civile, fino all’impegno comune sul corridoio ferroviario Marsiglia-Nizza-Genova. Sul fronte migratorio, è stata annunciata una squadra mista italo-francese per il contrasto all’immigrazione irregolare, in attuazione del Patto europeo.
Un passaggio delicato ha riguardato le dichiarazioni del segretario generale della NATO Mark Rutte, che aveva evocato un possibile utilizzo di basi italiane per raid statunitensi contro l’Iran. Meloni ha parlato di una “ricostruzione entusiastica e confusionaria”, ribadendo che l’Italia ha concesso solo supporto logistico e tecnico, senza partecipare al conflitto. La precisazione è stata accompagnata da contatti diplomatici con Teheran per contenere le reazioni nervose, mentre fonti ministeriali italiane hanno espresso il timore che anche Roma possa essere esposta a ritorsioni. La prossima tappa sul dossier libanese sarà una conferenza internazionale a guida franco-italiana, annunciata per le prossime settimane, con l’obiettivo di definire la cornice giuridica e il mandato della coalizione.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Iranian media report the agreement between Paris and Rome to form a multinational coalition to replace UNIFIL in Lebanon, but present it as a purely Western initiative without local input. The reporting is factual but implies skepticism about the motives behind the coalition.
The Franco-Italian summit is portrayed as a diplomatic breakthrough, highlighting the renewed partnership between Macron and Meloni. The coalition is framed as a necessary step to prevent a security vacuum in Lebanon, with emphasis on European leadership and stability.
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