
Udienza preliminare per l'omicidio Kirk: il coinquilino riferisce il pentimento dell'accusato
In un video mostrato in aula, Lance Twiggs ha dichiarato che Tyler Robinson pianse e disse di rimpiangere l'attentato, mentre l'accusa presenta messaggi e una nota come prove di premeditazione.
La quarta giornata dell'udienza preliminare a carico di Tyler Robinson, il ventitreenne accusato di aver assassinato l'influencer conservatore Charlie Kirk, è stata dominata dalla deposizione registrata del suo ex coinquilino e partner sentimentale, Lance Twiggs. Nel video, parzialmente oscurato per ordine del giudice Tony Graf, Twiggs ha raccontato agli inquirenti che il giorno successivo all'omicidio Robinson, rientrato nell'appartamento che condividevano a St. George, nello Utah, «ha iniziato a piangere un po' e ha detto che avrebbe voluto non averlo fatto». La testimonianza si inserisce in una settimana di udienze durante la quale l'accusa sta cercando di dimostrare l'esistenza di elementi sufficienti per rinviare a giudizio Robinson, che deve ancora esprimere un'ammissione di colpevolezza e rischia la pena di morte.
Secondo la ricostruzione dei procuratori della contea di Utah, supportata da messaggi di testo e da una nota manoscritta mostrati in aula, Robinson avrebbe confessato a Twiggs di aver sparato a Kirk già nella notte del 10 settembre 2025, poche ore dopo l'attentato alla Utah Valley University. Nei messaggi, l'imputato avrebbe scritto di aver avuto «abbastanza del suo odio» e che «certo odio non si può negoziare». L'accusa sostiene che l'omicidio sia stato premeditato per oltre una settimana e motivato dalle posizioni politiche della vittima, fondatore di Turning Point USA e alleato di Donald Trump, noto per le sue critiche alla comunità LGBTQ+. La difesa, dal canto suo, ha messo in dubbio l'affidabilità delle analisi balistiche e del DNA, e ha ottenuto che parti del video di Twiggs venissero oscurate, sostenendo che la loro diffusione avrebbe potuto compromettere il diritto a un processo equo.
L'udienza ha attirato un'attenzione mediatica e pubblica eccezionale, con code notturne fuori dal tribunale di Provo per accaparrarsi i pochi posti disponibili. I familiari di Kirk, presenti in aula, hanno chiesto tramite i loro legali che tutte le prove fossero mostrate integralmente al pubblico, per evitare che l'opacità alimentasse teorie del complotto. Donald Trump Jr., amico di lunga data della vittima, dopo aver assistito alle udienze ha dichiarato che le prove contro Robinson sono «schiaccianti» e ha invitato a separare i fatti dalle speculazioni, attirandosi critiche da una parte della base MAGA che continua a dubitare della versione ufficiale. In Europa, il caso è seguito con apprensione dagli osservatori che vi leggono un sintomo dell'escalation della violenza politica negli Stati Uniti, in un clima già segnato da ripetuti attacchi a figure pubbliche.
L'udienza preliminare si concluderà venerdì con l'audizione di un ultimo testimone della difesa. Il giudice Graf ha tuttavia fissato al 1° settembre l'udienza per le arringhe orali, rinviando a quella data la decisione sull'eventuale rinvio a giudizio. Fino ad allora, il caso Robinson resta sospeso tra la ricostruzione dell'accusa, che delinea un omicidio politico premeditato, e i tentativi della difesa di minare la solidità del quadro probatorio, in un procedimento che continuerà a catalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica americana e internazionale.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
| Stampa israeliana | −0.40 | critical |
La lotta per il potere all'interno di Turning Point USA è il vero nodo della vicenda. Il processo è solo una scena di un dramma politico più ampio.
Si sposta l'attenzione dal crimine alle sue conseguenze politiche, trasformando un omicidio in un caso di leadership.
Le prove forensi dettagliate e la richiesta di pena di morte sono assenti, così come la prospettiva della vedova e le teorie cospirative.
La giustizia deve essere fatta per Charlie Kirk, un eroe conservatore. L'accusato deve affrontare la pena di morte per il suo atto vile.
Si personalizza la vittima come eroe e si demonizza l'accusato, creando una narrazione di bene contro male.
La lotta interna per il controllo di Turning Point USA e le analisi politiche sono assenti.
Le prove sono schiaccianti, la confessione è scritta. Il tribunale deve infliggere la pena massima: la morte per il terrorista.
Si enfatizza la certezza della colpevolezza e la necessità di una punizione esemplare, usando un linguaggio drammatico e riferimenti alla pena capitale.
Le obiezioni della difesa e le teorie cospirative sulla vedova sono omesse.
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