
Sanzioni alla Russia, 60 senatori USA spingono per dazi del 100% su India e Cina
Il disegno di legge bipartisan, intitolato al defunto Lindsey Graham, colpirebbe i cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russo con tariffe doganali punitive, ma prevede esenzioni per gli alleati europei.
Un disegno di legge che autorizzerebbe gli Stati Uniti a imporre dazi fino al 100% sui cinque principali acquirenti di petrolio e gas russo ha ottenuto il sostegno di oltre 60 senatori, una soglia sufficiente a superare l’ostruzionismo parlamentare. Il testo, intitolato al senatore repubblicano Lindsey Graham – scomparso improvvisamente il 12 luglio – e presentato dal democratico Richard Blumenthal, mira a colpire Cina, India, Slovacchia, Ungheria e Azerbaigian, identificati come i maggiori importatori di greggio e gas naturale da Mosca. La misura, che ha raccolto firme trasversali (39 repubblicani e 22 democratici), prevede anche sanzioni contro la leadership russa, le banche sistemiche, i progetti di gas naturale liquefatto nell’Artico e la cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per eludere le restrizioni internazionali.
La Casa Bianca, secondo fonti del Congresso, ha negoziato una versione edulcorata rispetto alla proposta originaria del 2025, che prefigurava tariffe del 500%. Il presidente Donald Trump, pur senza un endorsement pieno, ha dichiarato che il provvedimento ha “buone probabilità” di essere firmato, anche in omaggio all’amico Graham. Il testo concede all’esecutivo la facoltà di sospendere i dazi in nome dell’interesse nazionale, una clausola che, secondo analisti con sede a Mosca, rende improbabile un’applicazione integrale contro Pechino e Nuova Delhi, partner commerciali di primaria grandezza. Il ministero degli Esteri indiano, da parte sua, ha ribadito che il paese acquista greggio da una pluralità di fornitori in base alle proprie necessità energetiche, monitorando con attenzione l’iter legislativo.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il disegno di legge contiene una salvaguardia significativa: sono esentati i paesi le cui importazioni di gas russo rappresentano meno del 15% del totale delle esportazioni di Mosca e che stanno compiendo “sforzi sostanziali” per ridurre la dipendenza. Francia, Belgio, Giappone e la stessa Italia, che ha pressoché azzerato gli acquisti di gas via tubo dalla Russia, rientrerebbero nella deroga. Restano invece esposte Slovacchia e Ungheria, che figurano tra i primi cinque acquirenti di greggio e che, in sede europea, hanno più volte frenato sull’inasprimento delle sanzioni. Il meccanismo di revisione semestrale affidato allo Ufficio del rappresentante per il commercio statunitense (USTR) introduce un elemento di flessibilità, ma anche di incertezza per le imprese energetiche europee attive nel Mediterraneo e nel Baltico.
La spinta legislativa ha acquisito urgenza dopo la morte di Graham, che pochi giorni prima del decesso aveva visitato Kiev e concordato con il segretario al Tesoro Scott Bessent un compromesso con l’amministrazione. Il Senato potrebbe calendarizzare il voto prima della pausa estiva, ma il percorso alla Camera dei rappresentanti resta incerto, in assenza di un testo analogo. Se approvato, il provvedimento conferirebbe al presidente strumenti di pressione economica senza precedenti, trasformando la politica tariffaria in una leva di sicurezza nazionale e ridefinendo i margini di manovra dei paesi che, come l’India, considerano il petrolio russo una risorsa irrinunciabile per la stabilità dei prezzi interni.
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.70 | aligned |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.60 | critical |
Russia highlights that the bill has not yet passed and the tariff rate was reduced, downplaying the threat.
Focusing on procedural hurdles and the reduced rate creates an impression that the sanctions are less dangerous than claimed.
It omits the strong bipartisan support and the fact that the bill targets major buyers like India and China.
L'Occidente deve schiacciare l'economia di guerra di Putin imponendo dazi al 100% sugli acquirenti di petrolio russo, un passo necessario e urgente sostenuto da entrambi i partiti.
Presentare le sanzioni come un imperativo morale e un consenso bipartisan rende l'opposizione antipatriottica o debole.
Omette le preoccupazioni dei principali importatori di petrolio come India e Cina, e il fatto che la tariffa è stata ridotta dal 500% al 100%.
India faces US pressure threatening 100% tariffs on Russian oil purchases, endangering our energy security.
By portraying the US action as unilateral pressure, it casts India as a victim and rallies international sympathy.
It omits the context of Russia's invasion of Ukraine and the bipartisan support for the bill, presenting it solely as a US pressure tool.
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