
Nuovi droni iraniani sul Golfo: Kuwait e Bahrein intercettano, Teheran rivendica obiettivi USA
Le difese aeree dei due Paesi arabi respingono attacchi con droni esplosivi, mentre l'Iran dichiara di aver colpito infrastrutture militari americane nella regione.
Una nuova ondata di droni esplosivi ha attraversato nella notte di giovedì gli spazi aerei di Kuwait e Bahrein, innescando l’attivazione dei sistemi di difesa aerea e facendo risuonare sirene d’allarme in diverse aree urbane. Secondo i comandi militari dei due Paesi, le forze di difesa hanno intercettato e distrutto un numero imprecisato di velivoli senza pilota, descritti come parte di un «aggressione criminale» attribuita all’Iran. Testimoni e agenzie di stampa riferiscono di esplosioni udite nei pressi della capitale kuwaitiana e a Manama, mentre fonti non ufficiali segnalano impatti contro la base aerea di Ali Al Salem, che ospita personale statunitense, e contro installazioni petrolifere e civili.
Le dichiarazioni ufficiali di Kuwait City e Manama inquadrano gli attacchi come una violazione sistematica della sovranità nazionale. L’esercito kuwaitiano, in due comunicati distinti, ha parlato di droni «ostili» lanciati dall’Iran, aggiungendo che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono il risultato delle operazioni di abbattimento. Il Bahrein ha denunciato «aggressioni aeree proditorie» che avrebbero preso di mira anche obiettivi civili. Entrambi i governi hanno messo in guardia contro un’escalation che minaccia la stabilità dell’intera regione del Golfo. Da Abu Dhabi, il ministero degli Esteri emiratino ha condannato con forza i raid, esprimendo piena solidarietà a Kuwait, Bahrein e Giordania e definendo gli attacchi una «palese violazione della sovranità di Paesi fratelli».
Sul versante iraniano, la televisione di Stato ha rivendicato le operazioni, precisando che i droni e i missili hanno colpito sistemi radar, batterie Patriot e depositi di carburante nella base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, oltre a infrastrutture militari americane nella base di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo Teheran, si tratta di una risposta ai bombardamenti statunitensi che nei giorni scorsi hanno preso di mira siti militari iraniani, inclusi impianti legati ai missili da crociera e alle difese costiere, in un contesto di rinnovato blocco navale americano ai porti della Repubblica islamica. Analisti della sicurezza con base nel Golfo osservano che la dinamica ricalca uno schema di rappresaglia asimmetrica: l’Iran colpisce infrastrutture americane in Paesi terzi per alzare il costo politico e militare della presenza statunitense, senza innescare un conflitto diretto su larga scala.
Per l’Europa e l’Italia, l’instabilità nel Golfo si traduce in un immediato fattore di rischio per la sicurezza energetica. La chiusura precauzionale dello spazio aereo meridionale dell’Arabia Saudita e il moltiplicarsi di incidenti in prossimità dello Stretto di Hormuz – da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale – alimentano la volatilità dei mercati e riaccendono le preoccupazioni delle cancellerie europee. Fonti diplomatiche a Bruxelles sottolineano che un’interruzione prolungata dei flussi energetici aggraverebbe le pressioni inflazionistiche già in corso, con ricadute dirette sui prezzi di carburanti e materie prime. Al momento, i governi del Golfo stanno rafforzando il coordinamento difensivo con il Comando centrale statunitense, mentre il Consiglio di cooperazione del Golfo valuta una riunione d’emergenza. Non si registrano invece iniziative diplomatiche pubbliche da parte dell’Unione Europea, che segue gli sviluppi attraverso i canali dell’Alto rappresentante per la politica estera.
| Stampa iraniana e affini | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.90 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | −0.80 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
Le affermazioni del Kuwait non sono verificate; l'attivazione delle difese aeree e le esplosioni non provano un attacco iraniano. Il vero bersaglio potrebbero essere le forze statunitensi.
Etichettando costantemente i rapporti come 'affermazioni' e sottolineando la mancanza di conferma, la narrazione crea una negabilità plausibile e sposta l'attenzione sul possibile coinvolgimento statunitense.
La narrazione omette il forte linguaggio di condanna da parte del Kuwait e del Bahrein, come 'criminale' e 'aggressione peccaminosa', e qualsiasi attribuzione di responsabilità all'Iran.
Il regime iraniano ha lanciato attacchi criminali con droni contro il Kuwait; le nostre difese aeree li stanno eroicamente respingendo. La comunità internazionale deve condannare questa aggressione.
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Kuwait e Bahrein hanno respinto attacchi di droni iraniani, come annunciato. Ciò avviene dopo i raid statunitensi sull'Iran, indicando un ciclo di escalation. Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli attacchi.
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