
Norvegia-Brasile, Haaland sfida Vinicius: gli ottavi rievocano il colpo del 1998
Il centravanti norvegese, già cinque gol nel torneo, guida la squadra di Solbakken contro i verdeoro, che non battono un’europea a eliminazione diretta da vent’anni.
Un colpo di testa di Erling Haaland al minuto 88 ha regalato alla Norvegia la prima vittoria in una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, piegando la Costa d’Avorio e riportando i norvegesi agli ottavi dopo ventotto anni di assenza. Il gigante del Manchester City ha firmato il suo quinto gol in tre presenze al torneo – non era sceso in campo contro la Francia – e allungato una striscia di tredici gare consecutive in nazionale con almeno una rete, per un totale di venticinque marcature. La stampa brasiliana sottolinea che Haaland, con sessanta gol in cinquantatré partite con la maglia norvegese, rappresenta la minaccia più concreta per la Seleção, ma anche i media europei ricordano che la Norvegia non ha mai perso contro il Brasile in quattro precedenti, con due vittorie e due pareggi.
L’ultimo incrocio risale proprio alla fase a gironi del 1998, quando la Norvegia si impose 2-1 e condannò i futuri finalisti al secondo posto nel girone. Ståle Solbakken, oggi commissario tecnico, era in campo quel giorno da centrocampista. Alla vigilia ha dichiarato: «Il Brasile è favorito, ma noi giochiamo per vincere e raggiungere i quarti. È difficile, non impossibile». Il tecnico ha scherzato su un modulo “7-3-0” per fermare Vinícius Júnior, ma sa di poter contare sul «miglior goleador del mondo». Il capitano Martin Ødegaard, già tre assist nel torneo, ha aggiunto che il compito è «dargli più palloni possibile». I commentatori norvegesi, tuttavia, evidenziano una difesa lenta e perforabile: la squadra ha subito gol in tutte e quattro le uscite, compresi quattro nella sconfitta con la Francia, e la coppia centrale Ajer-Heggem ha sofferto la velocità degli ivoriani.
Dall’altra parte, Vinícius Júnior è il primo brasiliano dopo Ronaldo e Rivaldo nel 2002 a segnare in tutte e tre le gare della fase a gironi. Con quattro reti e un assist, l’attaccante del Real Madrid è il terminale offensivo più pericoloso della squadra di Carlo Ancelotti, che ha superato il Giappone solo al 92’ con Gabriel Martinelli – prima rimonta brasiliana in un knockout mondiale dal 2002. Ancelotti, descritto da Martinelli come «un uomo surreale» per la calma trasmessa nell’intervallo, deve però sciogliere un nodo tattico: il Brasile non elimina un’avversaria europea nella fase a eliminazione diretta da cinque edizioni, l’ultima sconfitta ai rigori contro la Croazia nei quarti del 2022. Gli analisti sudamericani osservano che la Seleção ha dedicato parte della preparazione a contrastare il gioco aereo norvegese, ma Matheus Cunha avverte: «Sbaglieremmo a concentrarci solo su Haaland, hanno una presenza fisica notevole in tutta la squadra».
Sul fronte degli infortunati, il Brasile perde Lucas Paquetá per un problema al bicipite femorale, mentre Raphinha è tornato ad allenarsi e potrebbe recuperare. La Norvegia si presenta al MetLife Stadium di East Rutherford con il gruppo al completo e con la consapevolezza, espressa dal portiere Ørjan Nyland, che «per quanto fatto negli ultimi due o tre anni, possiamo fermare chiunque». La posta in palio è un posto nei quarti di finale, traguardo che per i norvegesi avrebbe il sapore di un’impresa storica, mentre per i verdeoro rappresenterebbe il ritorno tra le prime otto dopo l’eliminazione del 2022.
| Stampa africana subsahariana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | +0.50 | aligned |
L'Africa parla con orgoglio ferito: celebriamo i due sopravvissuti ma non possiamo dimenticare la crudele eliminazione del Senegal, e questa partita ci ricorda solo ciò che avrebbe potuto essere.
Il blocco amplifica il contrasto emotivo giustapponendo storie di successo africane a un lamento drammatico, facendo sentire l'assenza di squadre africane nella partita in primo piano come una perdita collettiva.
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