
Nonostante la fine della tregua e i raid Usa, Teheran sfida le sanzioni: «Il petrolio continua a fluire»
Il ministro del Petrolio iraniano rivendica l’efficacia della ‘flotta ombra’ per aggirare le restrizioni americane, mentre la Cina resta il principale acquirente del greggio di Teheran.
Il 7 luglio gli Stati Uniti hanno revocato la sospensione di 60 giorni sulle sanzioni alle vendite di petrolio iraniano, concordata nell’ambito di un cessate il fuoco, e hanno contestualmente condotto una terza notte di attacchi contro obiettivi militari nel sud dell’Iran. Il ministro del Petrolio Mohsen Paknejad ha dichiarato che le esportazioni di greggio «continueranno come di consueto», perché i meccanismi per neutralizzare le sanzioni sono stati mantenuti intatti anche durante la tregua.
Il perno di questa resilienza è il cosiddetto «flotta ombra» di petroliere, che da anni consente all’Iran di aggirare le restrizioni americane. Secondo i dati della società di tracciamento TankerTrackers, a giugno Teheran ha esportato circa 50 milioni di barili di greggio, quasi interamente trasportati da queste navi non convenzionali. La Cina resta la destinazione pressoché esclusiva di questi flussi, assorbendo la maggior parte del greggio iraniano attraverso canali opachi che rendono difficile l’applicazione delle sanzioni secondarie.
La decisione di Washington è maturata dopo una serie di attacchi a navi mercantili nei pressi dello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti attribuiscono all’Iran e considerano una violazione della tregua. Il Comando centrale americano ha descritto i raid come un’operazione per «ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di colpire il trasporto marittimo commerciale». Teheran respinge le accuse e, per bocca del ministero degli Esteri, sostiene che siano stati gli Stati Uniti a violare il memorandum d’intesa, riservandosi «tutte le misure necessarie» per proteggere i propri interessi. Subito dopo la revoca della sospensione, i prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 3%.
Per l’Italia e l’Europa, la nuova fase di tensione introduce un elemento di instabilità su una rotta cruciale per gli approvvigionamenti energetici, già messa sotto pressione dalle dinamiche mediorientali. Il prossimo indicatore concreto sarà rappresentato dai dati di tracciamento satellitare delle esportazioni iraniane di luglio, che offriranno un primo riscontro sull’effettiva capacità di Teheran di mantenere i volumi dichiarati sotto il regime sanzionatorio ripristinato.
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
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| Stampa iraniana e affini | −0.30 | critical |
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Il ministro del petrolio iraniano assicura che le esportazioni proseguono, e la notizia viene riportata senza filtri.
Citando direttamente il ministro senza aggiungere voci critiche, il blocco presenta l'affermazione come autorevole e incontrastata.
Gli attacchi militari statunitensi sono omessi, il che rende la situazione meno conflittuale.
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Gli attacchi statunitensi e qualsiasi contesto di escalation sono omessi, semplificando la narrazione.
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