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Motsepe blinda Infantino: l’Africa si schiera, l’Europa critica il Mondiale a 64 squadre

Il presidente della CAF elogia il numero uno della FIFA per l’ampliamento dei posti africani, mentre in Spagna Tebas attacca: «Stanno distruggendo l’industria del calcio».

Patrice Motsepe, presidente della Confederazione Africana di Calcio, ha offerto a Johannesburg una difesa vigorosa di Gianni Infantino, dipingendolo come un servitore devoto del pallone e un alleato storico del continente. «Ammiro il suo amore profondo per il calcio, il suo impegno per il calcio nel mondo e il sostegno all’Africa», ha dichiarato Motsepe, respingendo le critiche piovute sul numero uno della FIFA dopo il Mondiale appena concluso. Le polemiche si sono addensate attorno a tre snodi: il rinvio della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, l’introduzione delle pause per idratazione – con un intervallo di ventisette minuti nella finale tra Spagna e Argentina – e la prospettiva di allargare il torneo maschile a sessantaquattro squadre già nel 2030.

La posizione africana poggia su un dato concreto: sotto la gestione Infantino, i posti diretti per le nazionali del continente sono aumentati di quattro unità, più un ulteriore slot attraverso i play-off intercontinentali. Un’espansione che ha permesso a dieci squadre africane di presentarsi al via dell’ultima edizione, un record. «Gianni ha avuto un ruolo fondamentale nell’ampliare le opportunità per le nazionali africane sul palcoscenico globale», ha sottolineato Motsepe, ricordando come Infantino «sia rimasto leale» verso l’Africa. Con cinquantaquattro federazioni affiliate, la CAF rappresenta il blocco di voto più numeroso e coeso tra le sei confederazioni, un peso politico che rende il sostegno africano decisivo in vista del congresso elettivo del 2027.

Sul fronte opposto, il malumore europeo si è fatto sentire con durezza. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che il tempo di Infantino è «finito», denunciando un «sistema marcio alla radice» che consente a un uomo solo di guidare la FIFA per un decennio. «Stanno distruggendo l’industria del calcio – che genera decine di migliaia di posti di lavoro – per un evento di quaranta giorni che coinvolge solo una minoranza di giocatori», ha attaccato Tebas, puntando il dito contro l’allargamento delle competizioni e la congestione del calendario. Negli ambienti sudamericani, invece, la CONMEBOL è stata la prima confederazione a schierarsi pubblicamente per la rielezione di Infantino, seguita a ruota dalla CAF, mentre in Europa si discute della possibile emersione di un candidato alternativo.

Motsepe ha colto l’occasione per chiudere anche le porte a una propria candidatura alla presidenza FIFA, smentendo ogni ambizione personale: «Non ho alcun desiderio di diventare presidente della FIFA, non mi entusiasma». Il suo mandato alla guida del calcio africano scade nel 2029, e il magnate sudafricano ha escluso pure un ingresso nella politica nazionale, nonostante le voci che lo indicavano come possibile successore del cognato Cyril Ramaphosa. La partita per la successione a Infantino resta così aperta, con l’asse Africa-Sudamerica già compatto e l’Europa alla ricerca di un volto da opporre al presidente uscente, in un braccio di ferro che si deciderà al voto del 18 marzo 2027.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Support vs. Critique of Infantino
55%Alta
2 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.70
Critical of InfantinoSupportive of Infantino
AFRLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana+0.70aligned
Stampa latinoamericana−0.40critical
I blocchi di stampa analizzati non rappresentano direttamente le parti della storia (Motsepe e Infantino); ne riferiscono da una prospettiva esterna.
Stampa africana subsahariana+0.70
Voce

Patrice Motsepe, voce fidata del calcio africano, ribadisce il suo sostegno a Infantino e respinge qualsiasi ambizione politica.

Meccanismoautorità dall'interno

Il blocco costruisce credibilità posizionando Motsepe come insider autorevole che parla per esperienza, sviando così le critiche come disinformate.

Omissione

Il blocco omette confutazioni dettagliate delle critiche a Infantino, presentando solo la difesa di Motsepe senza confrontarsi con le lamentele sostanziali (es. espansione del Mondiale, pause per l'idratazione).

PragmatismoPaternalismo
Stampa latinoamericana−0.40
Voce

Javier Tebas, voce del calcio commerciale europeo, chiede le dimissioni di Infantino denunciando la sua gestione, mentre Motsepe cerca di mediare.

Meccanismocontrapposizione di autorità

Il blocco crea un contrasto tra due voci potenti, usando l'autorità commerciale di Tebas per mettere in discussione le decisioni di Infantino, mentre presenta la difesa di Motsepe come una prospettiva secondaria e regionale.

Omissione

Il blocco omette la smentita di Motsepe riguardo a una candidatura presidenziale, elemento centrale nella copertura di altri blocchi, concentrandosi invece sulla critica a Infantino.

IndignazioneAllarmeVoci divise

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Motsepe blinda Infantino: l’Africa si schiera, l’Europa critica il Mondiale a 64 squadre

Il presidente della CAF elogia il numero uno della FIFA per l’ampliamento dei posti africani, mentre in Spagna Tebas attacca: «Stanno distruggendo l’industria del calcio».

Patrice Motsepe, presidente della Confederazione Africana di Calcio, ha offerto a Johannesburg una difesa vigorosa di Gianni Infantino, dipingendolo come un servitore devoto del pallone e un alleato storico del continente. «Ammiro il suo amore profondo per il calcio, il suo impegno per il calcio nel mondo e il sostegno all’Africa», ha dichiarato Motsepe, respingendo le critiche piovute sul numero uno della FIFA dopo il Mondiale appena concluso. Le polemiche si sono addensate attorno a tre snodi: il rinvio della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, l’introduzione delle pause per idratazione – con un intervallo di ventisette minuti nella finale tra Spagna e Argentina – e la prospettiva di allargare il torneo maschile a sessantaquattro squadre già nel 2030.

La posizione africana poggia su un dato concreto: sotto la gestione Infantino, i posti diretti per le nazionali del continente sono aumentati di quattro unità, più un ulteriore slot attraverso i play-off intercontinentali. Un’espansione che ha permesso a dieci squadre africane di presentarsi al via dell’ultima edizione, un record. «Gianni ha avuto un ruolo fondamentale nell’ampliare le opportunità per le nazionali africane sul palcoscenico globale», ha sottolineato Motsepe, ricordando come Infantino «sia rimasto leale» verso l’Africa. Con cinquantaquattro federazioni affiliate, la CAF rappresenta il blocco di voto più numeroso e coeso tra le sei confederazioni, un peso politico che rende il sostegno africano decisivo in vista del congresso elettivo del 2027.

Sul fronte opposto, il malumore europeo si è fatto sentire con durezza. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che il tempo di Infantino è «finito», denunciando un «sistema marcio alla radice» che consente a un uomo solo di guidare la FIFA per un decennio. «Stanno distruggendo l’industria del calcio – che genera decine di migliaia di posti di lavoro – per un evento di quaranta giorni che coinvolge solo una minoranza di giocatori», ha attaccato Tebas, puntando il dito contro l’allargamento delle competizioni e la congestione del calendario. Negli ambienti sudamericani, invece, la CONMEBOL è stata la prima confederazione a schierarsi pubblicamente per la rielezione di Infantino, seguita a ruota dalla CAF, mentre in Europa si discute della possibile emersione di un candidato alternativo.

Motsepe ha colto l’occasione per chiudere anche le porte a una propria candidatura alla presidenza FIFA, smentendo ogni ambizione personale: «Non ho alcun desiderio di diventare presidente della FIFA, non mi entusiasma». Il suo mandato alla guida del calcio africano scade nel 2029, e il magnate sudafricano ha escluso pure un ingresso nella politica nazionale, nonostante le voci che lo indicavano come possibile successore del cognato Cyril Ramaphosa. La partita per la successione a Infantino resta così aperta, con l’asse Africa-Sudamerica già compatto e l’Europa alla ricerca di un volto da opporre al presidente uscente, in un braccio di ferro che si deciderà al voto del 18 marzo 2027.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Support vs. Critique of Infantino
55%Alta
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Critical of InfantinoSupportive of Infantino
AFRLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana+0.70aligned
Stampa latinoamericana−0.40critical
I blocchi di stampa analizzati non rappresentano direttamente le parti della storia (Motsepe e Infantino); ne riferiscono da una prospettiva esterna.
Stampa africana subsahariana+0.70
Voce

Patrice Motsepe, voce fidata del calcio africano, ribadisce il suo sostegno a Infantino e respinge qualsiasi ambizione politica.

Meccanismoautorità dall'interno

Il blocco costruisce credibilità posizionando Motsepe come insider autorevole che parla per esperienza, sviando così le critiche come disinformate.

Omissione

Il blocco omette confutazioni dettagliate delle critiche a Infantino, presentando solo la difesa di Motsepe senza confrontarsi con le lamentele sostanziali (es. espansione del Mondiale, pause per l'idratazione).

PragmatismoPaternalismo
Stampa latinoamericana−0.40
Voce

Javier Tebas, voce del calcio commerciale europeo, chiede le dimissioni di Infantino denunciando la sua gestione, mentre Motsepe cerca di mediare.

Meccanismocontrapposizione di autorità

Il blocco crea un contrasto tra due voci potenti, usando l'autorità commerciale di Tebas per mettere in discussione le decisioni di Infantino, mentre presenta la difesa di Motsepe come una prospettiva secondaria e regionale.

Omissione

Il blocco omette la smentita di Motsepe riguardo a una candidatura presidenziale, elemento centrale nella copertura di altri blocchi, concentrandosi invece sulla critica a Infantino.

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