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Economia e Mercatidomenica 14 giugno 2026

Migrazioni, la stretta globale: dal Golfo all’Africa si moltiplicano espulsioni e revoche

Arabia Saudita, Kuwait e Sudafrica intensificano i controlli su residenze e cittadinanze, mentre il Marocco affronta un’impennata di violenze legate ai migranti e una crisi dei visti con l’Ue.

In Sudafrica, la gestione dei flussi migratori è diventata una polveriera sociale. Solo nell’ultimo mese le autorità hanno arrestato oltre 7.400 migranti privi di documenti, portando il totale da inizio 2026 a più di 40.000, come ha reso noto la ministra della Giustizia Mmamoloko Kubayi. L’annuncio segue settimane di proteste xenofobe e sporadici attacchi mortali, che hanno spinto il presidente Cyril Ramaphosa a dichiarare una stretta senza precedenti. L’inasprimento dei controlli si inserisce in un continente dove la mobilità umana è sempre più spesso criminalizzata, mentre le disuguaglianze economiche alimentano tensioni.

Nel Golfo Persico la tendenza è altrettanto marcata. In Arabia Saudita, in una sola settimana di giugno, sono state deportate quasi 8.000 persone e ne sono state arrestate oltre 10.700 nell’ambito di una campagna di ispezioni su residenza e lavoro. Il Kuwait, dal canto suo, ha revocato la cittadinanza a 2.193 individui e, in un decreto separato, ad altri 120 per violazione del divieto di doppia nazionalità, in base a una legge del 1959. Ma la strategia del piccolo emirato ha anche un volto selettivo: un nuovo programma di residenza per investitori offre permessi fino a 15 anni a chi immette almeno 5 milioni di dinari kuwaitiani (circa 15 milioni di euro) in attività economiche autorizzate. Una logica che distingue nettamente tra migranti «indesiderati» e capitali da attrarre.

Il Marocco incarna le contraddizioni di questa geografia mobile. Il paese è ormai stabilmente divenuto una meta di insediamento per i migranti dell’Africa subsahariana, una transizione che ha portato con sé episodi di violenza e un acceso dibattito pubblico sull’integrazione e la sicurezza. Al contempo, le imprese di trasporto marocchine sono alle prese con una crescente difficoltà nell’ottenere visti professionali per gli autisti diretti in Europa, circostanza che sta erodendo la competitività delle esportazioni verso il continente. L’intreccio mostra come la regolazione della mobilità tocchi ormai ogni snodo delle relazioni euromediterranee.

Anche il traffico di specie animali rivela la porosità dei confini, come dimostra il recente sequestro di scorpioni velenosi all’aeroporto di Johannesburg, nascosti tra gli abiti di un passeggero. L’episodio, ricondotto a un’operazione di intelligence, ricorda che la repressione dei flussi umani rischia di spostare l’attenzione da altre forme di criminalità transnazionale. Per l’Italia e l’Europa, osservatori privilegiati di queste dinamiche, la sfida è costruire politiche di cooperazione che non si limitino a blindare le frontiere, ma che affrontino le cause strutturali delle migrazioni e garantiscano canali legali, evitando di alimentare ulteriori tensioni sociali sia nei paesi di origine che in quelli di destinazione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

38%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa indiana e sudasiatica
Stampa del Golfo arabo/ saudita
pragmatismodistacco

Il Regno sta portando avanti una campagna sistematica contro le violazioni di residenza e lavoro, con numeri settimanali che dimostrano l'efficacia dei controlli. La misura è presentata come un normale atto di applicazione delle leggi, finalizzato a regolarizzare il mercato del lavoro. Non emergono toni critici né trionfali, solo una cronaca tecnica dei risultati.

Stampa indiana e sudasiatica
allarmescetticismo

L'ondata di arresti di migranti irregolari in Sudafrica viene raccontata sullo sfondo di proteste violente contro gli stranieri, alimentate da disoccupazione e criminalità. Il governo appare sotto pressione e la repressione è vista come una risposta contingente piuttosto che una strategia risolutiva. Il tono è misurato ma lascia trasparire preoccupazione per le tensioni sociali.

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domenica 14 giugno 2026

Migrazioni, la stretta globale: dal Golfo all’Africa si moltiplicano espulsioni e revoche

Arabia Saudita, Kuwait e Sudafrica intensificano i controlli su residenze e cittadinanze, mentre il Marocco affronta un’impennata di violenze legate ai migranti e una crisi dei visti con l’Ue.

In Sudafrica, la gestione dei flussi migratori è diventata una polveriera sociale. Solo nell’ultimo mese le autorità hanno arrestato oltre 7.400 migranti privi di documenti, portando il totale da inizio 2026 a più di 40.000, come ha reso noto la ministra della Giustizia Mmamoloko Kubayi. L’annuncio segue settimane di proteste xenofobe e sporadici attacchi mortali, che hanno spinto il presidente Cyril Ramaphosa a dichiarare una stretta senza precedenti. L’inasprimento dei controlli si inserisce in un continente dove la mobilità umana è sempre più spesso criminalizzata, mentre le disuguaglianze economiche alimentano tensioni.

Nel Golfo Persico la tendenza è altrettanto marcata. In Arabia Saudita, in una sola settimana di giugno, sono state deportate quasi 8.000 persone e ne sono state arrestate oltre 10.700 nell’ambito di una campagna di ispezioni su residenza e lavoro. Il Kuwait, dal canto suo, ha revocato la cittadinanza a 2.193 individui e, in un decreto separato, ad altri 120 per violazione del divieto di doppia nazionalità, in base a una legge del 1959. Ma la strategia del piccolo emirato ha anche un volto selettivo: un nuovo programma di residenza per investitori offre permessi fino a 15 anni a chi immette almeno 5 milioni di dinari kuwaitiani (circa 15 milioni di euro) in attività economiche autorizzate. Una logica che distingue nettamente tra migranti «indesiderati» e capitali da attrarre.

Il Marocco incarna le contraddizioni di questa geografia mobile. Il paese è ormai stabilmente divenuto una meta di insediamento per i migranti dell’Africa subsahariana, una transizione che ha portato con sé episodi di violenza e un acceso dibattito pubblico sull’integrazione e la sicurezza. Al contempo, le imprese di trasporto marocchine sono alle prese con una crescente difficoltà nell’ottenere visti professionali per gli autisti diretti in Europa, circostanza che sta erodendo la competitività delle esportazioni verso il continente. L’intreccio mostra come la regolazione della mobilità tocchi ormai ogni snodo delle relazioni euromediterranee.

Anche il traffico di specie animali rivela la porosità dei confini, come dimostra il recente sequestro di scorpioni velenosi all’aeroporto di Johannesburg, nascosti tra gli abiti di un passeggero. L’episodio, ricondotto a un’operazione di intelligence, ricorda che la repressione dei flussi umani rischia di spostare l’attenzione da altre forme di criminalità transnazionale. Per l’Italia e l’Europa, osservatori privilegiati di queste dinamiche, la sfida è costruire politiche di cooperazione che non si limitino a blindare le frontiere, ma che affrontino le cause strutturali delle migrazioni e garantiscano canali legali, evitando di alimentare ulteriori tensioni sociali sia nei paesi di origine che in quelli di destinazione.

Divergenza delle fonti

Economia e Mercati · 5 testate · 2 lingue

38%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale75%
Critico25%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa indiana e sudasiatica
Stampa del Golfo arabo/ saudita
pragmatismodistacco

Il Regno sta portando avanti una campagna sistematica contro le violazioni di residenza e lavoro, con numeri settimanali che dimostrano l'efficacia dei controlli. La misura è presentata come un normale atto di applicazione delle leggi, finalizzato a regolarizzare il mercato del lavoro. Non emergono toni critici né trionfali, solo una cronaca tecnica dei risultati.

Stampa indiana e sudasiatica
allarmescetticismo

L'ondata di arresti di migranti irregolari in Sudafrica viene raccontata sullo sfondo di proteste violente contro gli stranieri, alimentate da disoccupazione e criminalità. Il governo appare sotto pressione e la repressione è vista come una risposta contingente piuttosto che una strategia risolutiva. Il tono è misurato ma lascia trasparire preoccupazione per le tensioni sociali.

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