
Messico, dieci corpi in tre comuni di Zacatecas: tra le vittime un ex sindaco e funzionari
Il ritrovamento del 18 luglio scorso ha scosso lo Stato centro-settentrionale, mentre la Defensoría colombiana lancia un allarme per l’escalation di violenza in cinque dipartimenti.
I corpi di dieci uomini sono stati rinvenuti sabato 18 luglio nei municipi di Morelos, Pánuco e Sain Alto, nello Stato messicano di Zacatecas. Secondo le autorità locali, otto vittime presentavano segni di asfissia da strangolamento, due ferite da arma da fuoco; cinque corpi erano stati sospesi a un ponte veicolare sulla carretera federal 54. Tra i deceduti figurano Ignacio Castrejón Valdez, ex sindaco di Sombrerete per il Partito Azione Nazionale, Fidel Alvarado de la Torre, segretario allo Sviluppo sociale di Fresnillo iscritto al PRI, e Jesús Gerardo Muñetón Hernández, vigile del fuoco dello stesso municipio. Le famiglie, ha precisato la procura, non avevano sporto denuncia di scomparsa, pur avendo perso i contatti con le vittime già dal 16 luglio.
L’inchiesta, condotta dalla Fiscalía General dello Stato con il supporto della procura federale, segue due piste principali: una rete di estorsione e la possibile collusione di funzionari pubblici. Il governatore David Monreal ha dichiarato che «chi ha ordinato e compiuto questa barbarie pagherà», mentre il segretario alla Sicurezza, generale Mayoral, ha definito i responsabili «vili e dementi», annunciando l’arrivo di oltre 400 elementi tra Esercito e Guardia Nacional. Le autorità hanno riconosciuto la presenza nel territorio del Cartello Jalisco Nueva Generación e del Cartello di Sinaloa, e stanno accertando quale dei due gruppi sia dietro l’eccidio. Non si esclude che le vittime siano state attirate in un unico luogo prima dell’esecuzione.
L’episodio si inserisce in un quadro regionale di tensione crescente. In Colombia, la Defensoría del Pueblo ha lanciato un appello urgente al governo per rafforzare la protezione in cinque dipartimenti – Cauca, Chocó, Vichada, Arauca e Norte de Santander – dopo una serie di attacchi tra il 14 e il 17 luglio attribuiti all’ELN, alle dissidenze delle FARC e ad altri gruppi armati, con vittime tra civili e forze di sicurezza. Nello stesso fine settimana, a Mazatlán, Sinaloa, un motociclista è stato ucciso e militari hanno sequestrato esplosivi e fucili dopo un’aggressione armata.
Sullo sfondo, il legame tra la violenza messicana e il traffico di armi dagli Stati Uniti resta al centro del dibattito transnazionale. Organizzazioni come Global Exchange hanno portato a Washington una delegazione di familiari di vittime messicane, chiedendo un freno all’export di armamenti che, secondo i dati ufficiali, alimenta i cartelli. Le indagini a Zacatecas sono in corso e le forze federali hanno avviato un’operazione di rastrellamento lungo il corridoio che da Betagrande e Pánuco conduce a Sombrerete, senza escludere sconfinamenti negli Stati limitrofi.
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La società messicana condanna l'impunità e la violenza dei cartelli, chiedendo giustizia per le vittime.
Nominando e profilando ogni vittima, la stampa personalizza la tragedia, rendendo concreta la violenza astratta e suscitando empatia e indignazione.
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