
Messi incanta, le grandi d’Europa avvertono: il Mondiale 2026 si apre tra gol e gerarchie incrinate
La prima giornata del torneo a 48 squadre regala 75 reti, il record eguagliato di Messi e passi falsi di Spagna e Portogallo, mentre l’Italia osserva da lontano.
Il dato che attraversa l’Atlantico e unifica le letture della prima giornata del Mondiale 2026 ha il volto di un trentottenne che non smette di riscrivere la storia. Lionel Messi, a pochi giorni dal suo trentanovesimo compleanno, ha incenerito l’Algeria con una tripletta nel 3-0 dell’Argentina, agganciando Miroslav Klose a quota 16 gol nella classifica marcatori di tutte le edizioni. La stampa sudamericana parla di «risposta definitiva a chi lo dava finito», mentre i commentatori del Golfo sottolineano la durezza del colpo per una selezione algerina apparsa fragile. Erling Haaland, autore a sua volta di una doppietta nel successo norvegese sull’Iraq, ha definito «folle» l’impresa del capitano albiceleste, sintetizzando lo stupore di un’intera generazione di attaccanti che pure, con Mbappé e Kane, ha già iscritto due gol a testa in questa rassegna.
L’abbondanza offensiva è il secondo grande tema. In ventiquattro partite sono state realizzate 75 reti, una media superiore a tre gol a incontro, con un solo pareggio a reti inviolate – lo 0-0 tra Spagna e Capo Verde che ha gelato le Furie Rosse. La Germania ha travolto Curaçao 7-1, la Svezia ha inflitto un 5-1 alla Tunisia, l’Inghilterra ha regolato 4-2 una Croazia ancora competitiva e gli Stati Uniti, trascinati da un Balogun da doppietta, hanno liquidato il Paraguay 4-1. Gli osservatori di Bruxelles leggono in questa pioggia di gol l’effetto di un format allargato che, anziché diluire lo spettacolo, ha per ora amplificato il divario tra le potenze organizzate e le debuttanti, ma anche offerto ribalte inattese.
Perché le sorprese non sono mancate. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo, apparso opaco, è stato fermato sull’1-1 dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre il Brasile ha ceduto punti contro un avversario modesto, confermando le perplessità della vigilia. L’eco più forte arriva però dal già citato pari iberico e dall’1-1 strappato dal Qatar alla Svizzera grazie a un’autorete al novantaquattresimo minuto: un risultato che, letto da Doha, assume i contorni dell’impresa, e che da Zurigo suona come un campanello d’allarme per una nazionale elvetica data in ascesa. L’ottica di Pechino, attenta a ogni segnale di multipolarismo sportivo, registra con interesse la tenuta di selezioni asiatiche e africane capaci di imbrigliare corazzate europee.
Per il lettore italiano, questo avvio di torneo è un osservatorio agrodolce. L’assenza degli Azzurri, rimasti fuori per la seconda volta consecutiva, priva la penisola di un coinvolgimento diretto, ma non impedisce di misurare la distanza che separa le contendenti. La Colombia, vittoriosa 3-1 sull’Uzbekistan con gol di Luis Díaz, viene indicata dagli analisti di Bogotá come una possibile rivelazione, mentre la Francia di Mbappé e la Norvegia di Haaland appaiono già proiettate verso la fase a eliminazione. L’Europa, pur tra passi falsi, resta il baricentro tecnico, ma il nuovo format – dodici gironi, qualificazione estesa ai migliori otto terzi – concede margini di errore che rendono ogni pronostico prematuro.
La seconda giornata diventa così uno spartiacque. Messi guida la classifica cannonieri, ma la concorrenza è affollata e il record di Just Fontaine (tredici gol in una singola edizione) inizia a tremare. Le gerarchie tradizionali sono state incrinate quel tanto che basta per alimentare la narrazione di un Mondiale aperto, in cui la geografia del potere calcistico potrebbe ridisegnarsi partita dopo partita. Dal Nord America al Medio Oriente, la sensazione condivisa è che il torneo abbia appena cominciato a parlare.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il primo turno del Mondiale 2026 ha scosso l'ordine costituito, con diverse potenze tradizionali in difficoltà contro avversari sulla carta inferiori. La tripletta record di Messi è stata il momento clou individuale, ma la vera storia sono i risultati a sorpresa che mettono in discussione la vecchia gerarchia. Il nuovo formato a 48 squadre sembra produrre una competizione più imprevedibile ed equilibrata.
Lionel Messi ha rubato la scena nella prima giornata con una tripletta spettacolare che ha eguagliato il record di gol ai Mondiali, mentre Cristiano Ronaldo ha deluso in modo umiliante. Il fuoriclasse argentino ha dimostrato che l'età è solo un numero, suscitando l'ammirazione di stelle come Erling Haaland. Il turno d'apertura è stato narrato come la storia di due superstar: una in ascesa, l'altra in caduta.
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