
Marocco e Argentina trainano la ripresa del traffico aereo globale, mentre l'India corteggia i dollari della diaspora
Nei primi sei mesi del 2026 gli aeroporti marocchini sfiorano i 19 milioni di passeggeri, l'Argentina tocca un nuovo record semestrale e il traffico latinoamericano cresce del 2,7%, in un quadro di mobilità che si intreccia con le strategie finanziarie per attrarre i risparmi degli emigrati.
Il semestre appena concluso ridisegna la mappa della connettività aerea globale, con il Marocco che si afferma come hub di transito tra Europa e Africa e l'Argentina che consolida il proprio record storico. Secondo i dati diffusi dall'Office national des aéroports (ONDA), gli scali del Regno hanno accolto 18,83 milioni di viaggiatori, con un incremento dell'8,83% su base annua. A trainare la crescita è il mercato europeo, che da solo genera oltre 14 milioni di passeggeri (+9%), mentre le rotte con il Sud America segnano un balzo del 34,3%, seppur su volumi ancora contenuti. Casablanca Mohammed V e Marrakech-Menara, con oltre 5,7 e 5,6 milioni di transiti ciascuna, si confermano i poli di un sistema che vede nell'aeroporto di Agadir-Al Massira e in quello di Tangeri-Ibn Batouta i terminali di una penetrazione turistica sempre più capillare.
Sull'altra sponda dell'Atlantico, l'Argentina ha registrato 24,56 milioni di passeggeri nel primo semestre, superando dell'1% il precedente primato del 2025. L'impulso, spiegano gli analisti di Buenos Aires, viene dalla politica di Cielos Abiertos promossa dall'amministrazione Milei, che ha favorito l'ingresso di vettori low-cost e l'apertura di rotte dirette dall'interno verso destinazioni internazionali, con un incremento del 4% dei voli point-to-point che bypassano la capitale. Il fenomeno si inserisce in un contesto regionale fotografato dall'Associazione latinoamericana e caraibica del trasporto aereo (ALTA): a maggio il traffico continentale è salito del 2,7%, con punte del 15,7% a Panama e una ripresa del 5,5% in Colombia, mentre il mercato domestico brasiliano mostra segni di stabilizzazione.
In Brasile, un caso particolare è rappresentato dall'aeroporto di Maricá, nello Stato di Rio de Janeiro, che ha visto crescere del 396% in due anni il trasporto di lavoratori offshore, passando da 14mila a 69mila unità. La piattaforma, rileva il Programma macroregionale di caratterizzazione del traffico aereo, sta drenando flussi prima concentrati su Macaé, a conferma di come la logistica del pre-sal stia ridisegnando la gerarchia degli scali. Parallelamente, l'India ha lanciato un programma che consente alle banche di offrire fino al 7,5% sui depositi in dollari destinati ai non residenti, con la banca centrale che si fa carico dei costi di copertura valutaria. L'iniziativa, accolta con interesse negli Emirati Arabi Uniti, dove risiede una folta comunità indiana, mira a rafforzare le riserve valutarie in un momento di pressione sulla rupia.
Per il Marocco, il prossimo banco di prova sarà la stagione estiva, con l'auspicio che il ritmo di crescita si mantenga sostenuto; per l'Argentina, l'ingresso di nuovi operatori come Arajet e il ritorno di rotte stagionali verso la Patagonia potrebbero ulteriormente dilatare i volumi. Sul fronte indiano, la finestra per i depositi agevolati resta aperta, mentre il traffico aereo globale continua a mostrare una domanda che, pur con ritmi disomogenei, appare ormai strutturalmente superiore ai livelli pre-pandemici.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
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| Stampa latinoamericana | +0.70 | aligned |
Il Marocco celebra il record del traffico aereo nazionale, con quasi 19 milioni di passeggeri in sei mesi, trainato dagli aeroporti di Casablanca e Marrakech.
Il blocco costruisce la credibilità concentrandosi esclusivamente sui dati nazionali, presentando la crescita come un successo isolato senza confronti internazionali.
Non menziona i dati dell'Argentina, che superano quelli marocchini, per mantenere l'enfasi sul successo nazionale.
L'Argentina rivendica il record di 24,5 milioni di passeggeri nel primo semestre, mentre l'America Latina mostra una ripresa del 2,7% a maggio.
Il blocco legittima la sua narrazione combinando il record nazionale argentino con i dati regionali, creando un quadro di leadership continentale.
Non cita il Marocco, l'altro paese indicato come punta di lancia, per concentrarsi sul primato argentino e regionale.
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