
Maldini e Leonardo alla guida tecnica dell’Italia: la FIGC sceglie il prestigio per uscire dal baratro
Dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, la Federazione affida a Paolo Maldini e al brasiliano Leonardo un progetto di ricostruzione che dovrà portare gli Azzurri fino all’Europeo 2028 e al Mondiale 2030.
L’annuncio è arrivato a sorpresa in un sabato di luglio, mentre il Mondiale 2026 scorreva sugli schermi senza l’Italia per la terza volta di fila. Il neo presidente della FIGC Giovanni Malagò, insediatosi a fine giugno dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, ha strappato il sì di Paolo Maldini, che assume l’inedito incarico di Direttore Tecnico della Federazione e la presidenza del Club Italia, con pieni poteri su tutte le nazionali, dalla maggiore alle giovanili. Con lui, nel ruolo di advisor, torna a sorpresa il brasiliano Leonardo, ex compagno al Milan e poi dirigente di caratura internazionale. «Ho sempre pensato che Maldini fosse la persona giusta per sovrintendere al settore tecnico», ha spiegato Malagò, sottolineando come l’accordo quadriennale – a condizioni economiche vantaggiose per la FIGC – sia il primo tassello di un percorso che punta dritto al Mondiale del 2030.
La missione è ciclopica. L’Italia ha mancato l’appuntamento iridato nel 2018, nel 2022 e ora nel 2026: l’ultima partecipazione risale al 2014, chiusa mestamente ai gironi. Il trionfo all’Europeo del 2021 è l’unica luce in un decennio di declino tecnico e progettuale. Secondo gli analisti di tutta Europa, la scelta di figure dal prestigio planetario come Maldini e Leonardo prova a ricucire lo strappo tra il movimento e la sua storia gloriosa. Maldini, 58 anni, 126 presenze in azzurro e sette scudetti con il Milan, dopo il ritiro aveva già contribuito alla rinascita rossonera tra il 2018 e il 2023, vincendo uno scudetto prima del controverso licenziamento da parte della proprietà americana. Leonardo, campione del mondo nel 1994 con il Brasile, vanta esperienze dirigenziali al Psg, dove ha gestito colpi come Messi e il rinnovo di Mbappé, e un solido rapporto di fiducia con l’ex capitano.
Il primo atto concreto sarà la nomina del successore di Gennaro Gattuso, dimessosi dopo la drammatica eliminazione nel play-off contro la Bosnia-Erzegovina. I nomi che circolano con insistenza, secondo la stampa sportiva italiana, sono quelli di Antonio Conte, già ct tra il 2014 e il 2016 e attualmente senza panchina dopo l’addio al Napoli, e di Roberto Mancini, artefice dell’Europeo vinto ma poi partito polemicamente per l’Arabia Saudita nell’agosto 2023. La suggestione di un traghettatore di lusso in attesa di Pep Guardiola, libero da gennaio dopo l’addio al Manchester City, non è esclusa, anche se la priorità resta costruire uno staff stabile in vista della Nations League di settembre.
La stampa brasiliana ha accolto con favore la nomina di Leonardo, sottolineandone la capacità di tessere relazioni internazionali, mentre i commentatori italiani avvertono che la coppia dovrà subito restituire credibilità al sistema delle nazionali giovanili, vero nodo irrisolto del calcio tricolore. L’incarico di presidente del Club Italia, che coordina tutte le rappresentative maschili e femminili, dà a Maldini un’autorità senza precedenti, segno che la crisi ha convinto la Federazione a rimettere in discussione l’intera filiera.
La strada è irta: l’Italia è inserita in un girone di qualificazione europea con Slovacchia, Germania e Belgio, e il primo impegno ufficiale è già a novembre. La scommessa di Malagò è che il carisma dei due ex campioni possa ricompattare un ambiente frastornato e restituire agli Azzurri una fisionomia riconoscibile. Il verdetto, per paradosso, arriverà soltanto tra quattro anni, quando il Mondiale a trentadue squadre potrebbe riaprire le porte all’Italia, a patto che il cantiere aperto oggi produca una generazione all’altezza della maglia che fu di Meazza, Riva e dello stesso Maldini.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.50 | aligned |
La ricostruzione della nazionale italiana inizia con la coppia Maldini-Leonardo, due ex compagni del Milan.
Presenta la notizia come un fatto compiuto, basandosi sull'autorità di Fabrizio Romano e sulla crisi storica dell'Italia per dare credibilità.
La FIGC ha scelto Maldini come direttore tecnico e Leonardo come advisor per rilanciare la Nazionale dopo il fallimento mondiale.
Utilizza il comunicato ufficiale della FIGC e le dichiarazioni di Malagò per legittimare la decisione, presentandola come una svolta pianificata.
Paolo Maldini assume la missione di riportare l'Italia in prima linea nel calcio dopo tre fallimenti consecutivi.
Usa un linguaggio emotivo e ambizioso per trasformare la nomina in un'epopea nazionale, concentrandosi sullo status leggendario di Maldini.
Non menziona che Maldini sarà anche presidente del Club Italia, riducendo la portata del suo incarico.
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