
Mahrez, l'ultimo ballo: la Svizzera spegne il sogno algerino e vola agli ottavi
Il capitano delle Volpi del Deserto annuncia il ritiro internazionale dopo la sconfitta per 2-0 contro la Svizzera a Vancouver, chiudendo un'epoca d'oro del calcio algerino.
A Vancouver, sul prato del BC Place, la notte del 3 luglio 2026 ha consegnato al calcio mondiale l'addio di una delle sue figure più rappresentative. La sconfitta per 2-0 contro la Svizzera nel turno a eliminazione diretta dei trentaduesimi di finale ha segnato non solo l'uscita di scena dell'Algeria, ma anche l'ultimo atto in nazionale di Riyad Mahrez. Il capitano, trentacinquenne, ha confermato a fine partita la decisione di appendere la maglia delle Volpi del Deserto al chiodo, chiudendo un ciclo iniziato oltre un decennio fa e culminato con il trionfo nella Coppa d'Africa del 2019.
La partita si è decisa in due lampi, entrambi figli di una precisione chirurgica elvetica e di errori individuali algerini. Al decimo minuto, un'azione travolgente di Johan Manzambi ha mandato in tilt la difesa nordafricana, permettendo a Breel Embolo di insaccare da distanza ravvicinata. Il raddoppio è arrivato a inizio ripresa, quando Dan Ndoye ha capitalizzato un rinvio impreciso con un tiro dalla distanza che non ha lasciato scampo al portiere. L'Algeria, pur spingendo con Mahrez, Ibrahim Maza e Farès Chaibi, non è mai riuscita a scardinare l'organizzazione difensiva svizzera, che ha sfiorato il tris con Fabian Rieder nel finale. Per la Nati si tratta di un successo storico: è la prima vittoria in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale dal 1938 e la terza affermazione consecutiva nel torneo, un primato assoluto.
Mahrez lascia la nazionale con 119 presenze, 40 gol e 45 assist, avendo superato proprio in questa rassegna iridata Aissa Mandi come primatista di apparizioni. Eroe della generazione d'oro algerina, capace di portare il paese sul tetto d'Africa, il suo percorso internazionale si chiude con la consapevolezza di un traguardo sfiorato: «Il nostro obiettivo era passare il turno, pensavo potessimo vincere questa partita – ha dichiarato a caldo – ma abbiamo subito due gol per errori nostri, e a questi livelli non te lo puoi permettere. Siamo usciti dal girone, ma abbiamo incassato troppe reti per ambire a qualcosa di più». Le sue parole, riprese dai media di tutto il mondo arabo e nordafricano, segnano la fine di un'epoca e aprono un vuoto tecnico e carismatico difficile da colmare.
Secondo gli analisti europei, la Svizzera ha fatto valere una solidità difensiva e una concretezza sotto porta che sono mancate agli avversari. I commentatori algerini, dal canto loro, hanno sottolineato come la fragilità del reparto arretrato sia stata una costante di tutto il torneo, vanificando la qualità offensiva della squadra di Vladimir Petkovic. La Nati, invece, si gode un momento di grazia: attende ora la vincente di Colombia-Ghana, in programma nella stessa giornata, per giocarsi l'accesso ai quarti di finale sempre a Vancouver. Per una squadra che non raggiunge i quarti dal 1954, l'occasione è di quelle che possono riscrivere la storia.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'Algeria viene eliminata dalla Svizzera nel Mondiale 2026, e Riyad Mahrez annuncia il ritiro dalla nazionale. La copertura atlantica si concentra sul momento storico per la Svizzera e rende omaggio alla carriera di Mahrez, con un tono malinconico ma rispettoso.
La stampa indiana celebra il record di Harry Kane, che supera Pelé nella classifica dei gol ai Mondiali, evidenziando la gloria dell'Inghilterra e il trionfo personale di Kane, ignorando completamente la storia di Mahrez.
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