
Londra inserisce i Pasdaran tra le minacce statali: fino a 14 anni di carcere
Il governo britannico ha attivato un nuovo strumento giuridico contro il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, punendo il supporto all'organizzazione con pene severe, mentre Teheran denuncia una violazione del diritto internazionale e minaccia ritorsioni.
Venerdì il ministero dell'Interno britannico ha formalmente inserito il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) nell'elenco delle organizzazioni soggette alla nuova Legge sulla sicurezza nazionale (minacce statali) del 2026, approvata in via accelerata dal Parlamento uscente. La designazione, che riguarda anche il Movimento islamico dei compagni della destra e il Corpo volontari del Gru, rende reato nel Regno Unito qualsiasi forma di sostegno, assistenza o beneficio materiale a favore di queste entità, con pene fino a quattordici anni di reclusione. Gli atti di sabotaggio compiuti per conto di tali gruppi potranno essere puniti con l'ergastolo. La mossa non equivale a una proscrizione come organizzazione terroristica ai sensi della legge antiterrorismo del 2000, ma istituisce un regime parallelo che, secondo fonti governative britanniche, consente alle forze di sicurezza di perseguire attività di spionaggio, sabotaggio e interferenza straniera senza dover dimostrare in ogni singolo caso il legame con uno Stato estero.
La decisione, annunciata dal premier laburista uscente Keir Starmer durante un incontro con la comunità ebraica, giunge dopo una serie di episodi di sicurezza che hanno colpito obiettivi legati alla comunità israelitica in Gran Bretagna e dopo l'accoltellamento, nel marzo 2024, del giornalista anglo-iraniano Pouria Zeraati, conduttore dell'emittente Iran International. Zeraati, che ha accolto la misura come 'il giorno più felice da quando sono stato accoltellato', ha indicato nell'Irgc la radice della minaccia, non nei meri esecutori materiali. Nell'ottica di Londra, l'Irgc e i suoi proxy rappresentano un vettore di operazioni ostili sul suolo britannico, condotte attraverso reti criminali e intermediari. La nuova legge, inoltre, colloca l'Irgc nel livello più alto del Registro dell'influenza straniera, imponendo restrizioni stringenti a qualsiasi attività o associazione con il gruppo.
Teheran ha reagito con durezza. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito la designazione 'ingiustificata, irresponsabile e contraria ai principi fondamentali del diritto internazionale', convocando l'ambasciatore britannico a Teheran per una protesta formale. Secondo la prospettiva iraniana, l'Irgc è parte integrante delle forze armate ufficiali della Repubblica Islamica e svolge un ruolo centrale nella difesa dell'integrità territoriale e nella lotta al terrorismo. La Repubblica Islamica ha denunciato la mossa come una violazione del principio di uguaglianza sovrana degli Stati e di non ingerenza, riservandosi il diritto di adottare contromisure e attribuendo a Londra la responsabilità delle conseguenze politiche, giuridiche e diplomatiche.
Per l'Italia e l'Unione Europea, la decisione britannica introduce un precedente giuridico significativo nel contrasto alle attività ibride condotte da attori statali attraverso canali non ufficiali. Sebbene l'Ue abbia già sanzionato singoli individui e entità legate all'Irgc per violazioni dei diritti umani e sostegno al terrorismo, nessuno Stato membro ha finora adottato un quadro normativo che criminalizzi in modo generalizzato il supporto all'intera organizzazione. Secondo analisti della sicurezza europei, la mossa di Londra potrebbe alimentare il dibattito in sede di Consiglio Affari Esteri sull'opportunità di estendere misure analoghe a livello comunitario, in un contesto in cui diversi Paesi europei hanno registrato tentativi di intimidazione e operazioni di influenza attribuite a reti vicine a Teheran. La legge britannica è già in vigore, mentre l'Iran ha annunciato che ogni legislazione ostile nei confronti delle sue componenti istituzionali incontrerà una 'reazione reciproca e decisa'.
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'Iran denuncia la decisione britannica come un atto ostile e illegittimo, difendendo il Corpo delle Guardie come istituzione legale.
Presentando l'azione del Regno Unito come un attacco ingiusto a un'istituzione legittima di uno Stato sovrano, la narrazione inverte la colpa e pone l'Iran come vittima dell'aggressione occidentale.
La narrazione omette le preoccupazioni di sicurezza nazionale dichiarate dal Regno Unito, l'attacco al giornalista Pouria Zeraati e il fatto che l'IRGC è designato come organizzazione terroristica da diversi altri paesi.
Il governo britannico agisce per proteggere la sicurezza nazionale, penalizzando il sostegno a entità straniere ostili.
Presentando la misura come un aggiornamento legale di routine all'interno di un quadro di sicurezza più ampio, la narrazione normalizza la repressione come una procedura giudiziaria standard.
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La vittima dell'Iran celebra la decisione britannica come un atto di giustizia, chiedendo che i responsabili siano puniti.
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La narrazione omette la prospettiva del regime iraniano e la sfumatura legale che la designazione non è una proscrizione terroristica ma una minaccia alla sicurezza nazionale.
Il governo britannico chiarisce la portata della nuova legge, distinguendo tra minaccia alla sicurezza e designazione terroristica.
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La narrazione omette la storia personale del giornalista e la reazione del regime iraniano, concentrandosi esclusivamente sui tecnicismi legali.
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