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Economiamartedì 16 giugno 2026

Londra e Ottawa colpiscono la flotta fantasma russa al vertice G7 di Evian

Il Regno Unito vara sanzioni senza precedenti contro le navi del gas liquefatto, mentre il Canada annuncia un pacchetto di 162 tra individui, entità e vascelli legati alla macchina bellica di Mosca.

Nel corso della sessione speciale del G7 dedicata all’Ucraina, che si è aperta martedì a Evian-les-Bains, il Regno Unito ha impresso una svolta significativa alla strategia sanzionatoria occidentale. Il primo ministro Keir Starmer ha annunciato un pacchetto di 70 nuove misure restrittive che, per la prima volta, colpiscono direttamente le navi metaniere impiegate nel trasporto di gas naturale liquefatto russo. Tra i vascelli finiti nel mirino di Londra figurano le unità «Luch» e «Cosmos», oltre alla petroliera «Merkuriy», tutte accusate di contribuire alla destabilizzazione dell’Ucraina. Con questa mossa, il governo britannico porta a oltre 600 il numero di imbarcazioni legate al Cremlino sottoposte a restrizioni, vietando loro l’accesso ai porti, i servizi di assicurazione e le transazioni finanziarie, e minacciando la cancellazione dal registro navale nazionale.

Parallelamente, il Canada ha svelato un proprio pacchetto di sanzioni, annunciato dal premier Mark Carney durante un incontro bilaterale con Volodymyr Zelenskyy a margine del summit. Le misure colpiscono 162 tra individui, entità e vascelli considerati ingranaggi della macchina bellica russa. Il presidente ucraino ha ringraziato gli alleati, ribadendo la necessità di sistemi di difesa aerea e missili Patriot, e ha sottolineato che «la Russia non sta vincendo, ma dobbiamo spingere Putin a porre fine alla guerra». L’iniziativa canadese si inserisce in un quadro di cooperazione rafforzata, che include lo sviluppo congiunto di droni e il sostegno al pacchetto energetico richiesto da Kyiv.

Dal punto di vista europeo, la decisione britannica di colpire le navi gasiere rappresenta un salto qualitativo. Fino a oggi le sanzioni energetiche si erano concentrate sul petrolio e sul carbone, mentre il gas liquefatto russo continuava a fluire in quantità rilevanti verso i terminali del continente, Italia compresa. Secondo analisti di Bruxelles, l’estensione delle misure al trasporto di LNG mira a erodere una fonte di entrate che Mosca ha utilizzato per compensare il calo delle esportazioni via gasdotto. L’Italia, che ha ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo ma importa ancora carichi di GNL attraverso i rigassificatori di Panigaglia e Rovigo, potrebbe risentire di una maggiore volatilità dei prezzi, anche se le forniture nazionali non sono direttamente a rischio grazie alla diversificazione operata negli ultimi due anni.

Da Mosca, la reazione è stata di prevedibile condanna. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha bollato le nuove restrizioni come «illegittime», ribadendo la narrativa secondo cui le sanzioni non piegheranno l’economia russa ma anzi rafforzeranno la sua autonomia. Tuttavia, il pacchetto britannico si distingue per la volontà di smantellare le reti finanziarie occulte che consentono alla Russia di aggirare i divieti esistenti e di procurarsi tecnologie occidentali a uso militare. Colpire il «doppio binario» – navi e intermediari – è, secondo fonti londinesi, il modo più efficace per strangolare la macchina bellica del Cremlino.

Il vertice di Evian conferma la determinazione del G7 a mantenere la pressione su Putin, ma solleva anche interrogativi sulla tenuta di un fronte sanzionatorio sempre più articolato. Mentre Stati Uniti e Unione Europea discutono il prossimo pacchetto, l’efficacia delle misure dipenderà dalla capacità di monitorare un’economia sommersa in continua evoluzione. Per l’Italia e per l’Europa, la sfida è duplice: sostenere Kyiv senza infliggere danni collaterali alla propria sicurezza energetica, in un equilibrio che il nuovo corso delle sanzioni rende ogni giorno più delicato.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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Stampa africana subsaharianaStampa indiana e sudasiatica
Stampa africana subsahariana/ anglofona
distaccopragmatismo

Il Regno Unito ha annunciato 70 nuove sanzioni contro la Russia, comprese quelle sulle navi metaniere, durante il vertice G7 in Francia. Le misure mirano a fare pressione su Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina.

Stampa indiana e sudasiatica
urgenzapragmatismo

Il Regno Unito sta aumentando le sanzioni contro la Russia, prendendo di mira le navi metaniere per fermare la sua macchina da guerra, ha annunciato il premier Starmer al vertice G7. Gli alleati stanno intensificando la pressione su Mosca dopo oltre quattro anni di conflitto.

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martedì 16 giugno 2026

Londra e Ottawa colpiscono la flotta fantasma russa al vertice G7 di Evian

Il Regno Unito vara sanzioni senza precedenti contro le navi del gas liquefatto, mentre il Canada annuncia un pacchetto di 162 tra individui, entità e vascelli legati alla macchina bellica di Mosca.

Nel corso della sessione speciale del G7 dedicata all’Ucraina, che si è aperta martedì a Evian-les-Bains, il Regno Unito ha impresso una svolta significativa alla strategia sanzionatoria occidentale. Il primo ministro Keir Starmer ha annunciato un pacchetto di 70 nuove misure restrittive che, per la prima volta, colpiscono direttamente le navi metaniere impiegate nel trasporto di gas naturale liquefatto russo. Tra i vascelli finiti nel mirino di Londra figurano le unità «Luch» e «Cosmos», oltre alla petroliera «Merkuriy», tutte accusate di contribuire alla destabilizzazione dell’Ucraina. Con questa mossa, il governo britannico porta a oltre 600 il numero di imbarcazioni legate al Cremlino sottoposte a restrizioni, vietando loro l’accesso ai porti, i servizi di assicurazione e le transazioni finanziarie, e minacciando la cancellazione dal registro navale nazionale.

Parallelamente, il Canada ha svelato un proprio pacchetto di sanzioni, annunciato dal premier Mark Carney durante un incontro bilaterale con Volodymyr Zelenskyy a margine del summit. Le misure colpiscono 162 tra individui, entità e vascelli considerati ingranaggi della macchina bellica russa. Il presidente ucraino ha ringraziato gli alleati, ribadendo la necessità di sistemi di difesa aerea e missili Patriot, e ha sottolineato che «la Russia non sta vincendo, ma dobbiamo spingere Putin a porre fine alla guerra». L’iniziativa canadese si inserisce in un quadro di cooperazione rafforzata, che include lo sviluppo congiunto di droni e il sostegno al pacchetto energetico richiesto da Kyiv.

Dal punto di vista europeo, la decisione britannica di colpire le navi gasiere rappresenta un salto qualitativo. Fino a oggi le sanzioni energetiche si erano concentrate sul petrolio e sul carbone, mentre il gas liquefatto russo continuava a fluire in quantità rilevanti verso i terminali del continente, Italia compresa. Secondo analisti di Bruxelles, l’estensione delle misure al trasporto di LNG mira a erodere una fonte di entrate che Mosca ha utilizzato per compensare il calo delle esportazioni via gasdotto. L’Italia, che ha ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo ma importa ancora carichi di GNL attraverso i rigassificatori di Panigaglia e Rovigo, potrebbe risentire di una maggiore volatilità dei prezzi, anche se le forniture nazionali non sono direttamente a rischio grazie alla diversificazione operata negli ultimi due anni.

Da Mosca, la reazione è stata di prevedibile condanna. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha bollato le nuove restrizioni come «illegittime», ribadendo la narrativa secondo cui le sanzioni non piegheranno l’economia russa ma anzi rafforzeranno la sua autonomia. Tuttavia, il pacchetto britannico si distingue per la volontà di smantellare le reti finanziarie occulte che consentono alla Russia di aggirare i divieti esistenti e di procurarsi tecnologie occidentali a uso militare. Colpire il «doppio binario» – navi e intermediari – è, secondo fonti londinesi, il modo più efficace per strangolare la macchina bellica del Cremlino.

Il vertice di Evian conferma la determinazione del G7 a mantenere la pressione su Putin, ma solleva anche interrogativi sulla tenuta di un fronte sanzionatorio sempre più articolato. Mentre Stati Uniti e Unione Europea discutono il prossimo pacchetto, l’efficacia delle misure dipenderà dalla capacità di monitorare un’economia sommersa in continua evoluzione. Per l’Italia e per l’Europa, la sfida è duplice: sostenere Kyiv senza infliggere danni collaterali alla propria sicurezza energetica, in un equilibrio che il nuovo corso delle sanzioni rende ogni giorno più delicato.

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Il Regno Unito ha annunciato 70 nuove sanzioni contro la Russia, comprese quelle sulle navi metaniere, durante il vertice G7 in Francia. Le misure mirano a fare pressione su Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina.

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Il Regno Unito sta aumentando le sanzioni contro la Russia, prendendo di mira le navi metaniere per fermare la sua macchina da guerra, ha annunciato il premier Starmer al vertice G7. Gli alleati stanno intensificando la pressione su Mosca dopo oltre quattro anni di conflitto.

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