
L’ombra di Mosca sugli incendi a Londra: condannati i due esecutori, il mandante è figlio di un diplomatico russo
Due giovani dell’Est Europa condannati per gli attentati a proprietà del premier britannico; le indagini rivelano il ruolo di un handler russo legato al ministero degli Esteri, in una campagna di sabotaggio che allarma l’Europa.
La condanna a Londra di due uomini per gli incendi dolosi contro abitazioni e un’auto legate al primo ministro Keir Starmer ha svelato un ingranaggio che conduce direttamente allo Stato russo. Il ventiduenne ucraino Roman Lavrynovych e il ventisettenne romeno Stanislav Carpiuc sono stati riconosciuti colpevoli di cospirazione per danneggiare proprietà con il fuoco; un terzo imputato ucraino è stato assolto. A guidarli, tramite Telegram, era un misterioso interlocutore di lingua russa noto come “El Money”, che offriva denaro in criptovaluta e la cittadinanza russa in cambio di attacchi filmati e finiti sui notiziari. Le inchieste giornalistiche britanniche hanno identificato quel handler in Evgeny Lukin, ventitreenne figlio di un alto funzionario del Dipartimento per le crisi del ministero degli Esteri di Mosca, collegato a una rete di hacker vicina al Cremlino.
Il modus operandi rivela una strategia ormai collaudata: il reclutamento sui social media di giovani vulnerabili, spesso provenienti dall’Europa orientale, trasformati in sabotatori a basso costo. Lavrynovych, operaio edile, agì senza sapere di aver colpito la casa dell’ex residenza di Starmer e l’abitazione della cognata, mettendo a rischio vite innocenti. Secondo fonti londinesi, gli attentati della primavera 2025 rientrano in una più ampia campagna di sabotaggi, provocazioni e disinformazione attribuita alla Russia, con analogie agli attacchi incendiari in altri Paesi europei. Da Canberra, i servizi australiani avevano già denunciato un modello simile a “pagamento a prestazione” usato da agenti iraniani per arruolare criminali locali, confermando come il ricorso a proxy sia diventato uno strumento privilegiato delle guerre ibride.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il caso londinese rappresenta un campanello d’allarme. Analisti di Bruxelles sottolineano che l’escalation contro un capo di governo in carica segna un salto di qualità nella pressione asimmetrica sul continente. L’Italia, che negli ultimi anni ha espulso diplomatici russi sospettati di attività ostili e ha rafforzato la vigilanza sulle infrastrutture critiche, osserva con preoccupazione l’uso di piattaforme cifrate e valute digitali per orchestrare attacchi difficili da attribuire in tempo reale. La vicenda mostra quanto sia sottile il confine tra criminalità comune e operazioni statali, e quanto sia urgente una cooperazione investigativa transnazionale.
La condanna dei due esecutori materiali è un successo per la giustizia britannica, ma il mandante resta al riparo in Russia, protetto dall’assenza di estradizione e da una narrazione ufficiale che nega ogni coinvolgimento. Il futuro vedrà probabilmente un moltiplicarsi di simili attentati a bassa intensità, perché il costo per gli Stati ostili è minimo e la negabilità massima. La risposta occidentale dovrà combinare deterrenza legale, intelligence condivisa e una maggiore resilienza sociale, senza cedere alla tentazione di misure che erodano le libertà civili. La sfida, per Londra come per Roma, è smascherare la mano nascosta prima che il prossimo incendio divampi.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un tribunale di Londra ha condannato due uomini per aver appiccato il fuoco a proprietà collegate al premier Starmer, in un complotto che gli investigatori ritengono orchestrato da un individuo di lingua russa noto come 'El Money', che offriva denaro via Telegram. Gli incendi hanno danneggiato la vecchia abitazione del premier e distrutto la sua auto, senza feriti. Il verdetto porta sollievo ma solleva inquietanti interrogativi sull'ingerenza straniera nel Regno Unito.
Un tribunale di Londra ha condannato un ucraino e un romeno per gli incendi dolosi contro le proprietà del premier Starmer; un terzo sospettato ucraino è stato assolto. Gli incendi del 12 maggio hanno danneggiato la casa che Starmer aveva lasciato dopo essere diventato primo ministro, un condominio di sua precedente proprietà e il suo vecchio SUV Toyota. Il procedimento non ha preso in considerazione alcun contesto politico più ampio.
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