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Geopoliticadomenica 14 giugno 2026

Le quattro potenze europee aprono alla revoca delle sanzioni sull’Iran

Dopo l’intesa tra Washington e Teheran, Londra, Parigi, Berlino e Roma si dicono pronte a rimuovere le misure restrittive in cambio di passi verificabili sul nucleare.

Un comunicato congiunto di Regno Unito, Francia, Germania e Italia ha segnato un punto di svolta nella crisi mediorientale: le quattro potenze europee hanno accolto con favore l’accordo di pace annunciato da Stati Uniti e Iran e si sono dichiarate disposte a revocare le sanzioni economiche contro Teheran. La nota, diffusa nella notte di domenica e ripresa dalle agenzie di tutto il mondo, arriva dopo che il presidente Donald Trump e la televisione di Stato iraniana hanno confermato la fine delle ostilità. L’E4 – come viene chiamato il quartetto – ha espresso «caloroso benvenuto» all’intesa, sottolineando la volontà di lavorare insieme a Washington, Teheran e all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) per garantire che l’Iran non sviluppi mai un’arma nucleare.

La dichiarazione europea non si limita a un sostegno politico: per la prima volta dopo anni di tensioni, le quattro capitali legano esplicitamente la rimozione delle sanzioni a «passi chiari e verificabili» di Teheran sul programma atomico. È un’apertura condizionata, che riecheggia la logica del JCPOA – l’accordo nucleare del 2015 – ma in un quadro bilaterale tra Washington e Teheran, con l’Europa pronta a svolgere un ruolo di garanzia e accompagnamento. Fonti diplomatiche a Bruxelles sottolineano che il riferimento alla «revoca delle sanzioni pertinenti» segnala la disponibilità a smantellare progressivamente le misure europee, in coordinamento con eventuali passi americani. Il comunicato include anche un appello alla riapertura urgente dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale, con libertà di navigazione «incondizionata e illimitata».

La stampa iraniana ha interpretato la mossa europea come un «semaforo verde» immediato alla rimozione delle sanzioni. I media di Teheran insistono sulla natura pacifica del programma nucleare nazionale e descrivono l’accordo come una resa americana alla fine della guerra. Secondo analisti mediorientali, l’annuncio congiunto dell’E4 serve a rassicurare Israele e i Paesi del Golfo, ribadendo la linea rossa dell’atomica, ma al tempo stesso offre a Teheran un incentivo concreto per rispettare gli impegni. L’Italia, unico membro mediterraneo del quartetto, vede nell’intesa una possibile stabilizzazione del fianco sud dell’Europa e una riduzione dei rischi per le forniture energetiche, in un momento in cui la diversificazione resta prioritaria.

L’intesa lascia aperti interrogativi sulla verifica: l’AIEA dovrà tornare ad avere accesso pieno ai siti iraniani, e la definizione di «passi verificabili» sarà oggetto di negoziati tecnici complessi. Tuttavia, la convergenza tra l’iniziativa diplomatica americana e la disponibilità europea a rimuovere sanzioni disegna uno scenario in cui la pressione economica potrebbe allentarsi rapidamente, con effetti sui mercati petroliferi e sulle imprese europee che guardano al mercato iraniano. Resta da vedere se il Congresso americano e le cancellerie europee riusciranno a tradurre l’annuncio in un percorso giuridico stabile, capace di resistere a cicli elettorali e a crisi regionali.

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Stampa iraniana e affiniStampa russa e CSI
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Il quartetto europeo ha dato il via libera alla revoca delle sanzioni anti-iraniane dopo l'intesa tra Teheran e Washington. La guerra e il blocco navale sono terminati immediatamente e in modo permanente. Il programma nucleare pacifico dell'Iran è riconosciuto e si apre la strada per l'alleggerimento delle sanzioni.

Stampa russa e CSI/ stato
pragmatismodistacco

I leader di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia hanno annunciato la disponibilità a revocare le sanzioni contro l'Iran in risposta a concessioni sul suo programma nucleare. Hanno sottolineato che l'Iran non deve mai dotarsi di armi nucleari e si sono detti pronti a collaborare con USA, Iran e AIEA. La dichiarazione è arrivata dopo un accordo tra USA e Iran.

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