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Geopoliticadomenica 14 giugno 2026

Cattedrale Unesco in fiamme a Kiev: nove morti, pace ancora lontana

Mentre Trump e Putin dialogano alla vigilia del G7, un massiccio attacco missilistico russo colpisce il patrimonio ucraino e uccide soccorritori a Kharkiv; tre vittime anche in Russia, a Tula.

La notte tra domenica e lunedì un attacco russo su vasta scala – settanta missili e oltre seicento droni, stando alle forze armate ucraine – ha colpito l’intero paese, ma è l’incendio della Cattedrale della Dormizione, cuore del monastero delle Grotte di Kiev (Pečerska Lavra), patrimonio Unesco dal 1990, a segnare una nuova ferita simbolica. Il tetto della chiesa dell’Assunzione è stato divorato dalle fiamme dopo un impatto diretto, mentre nella capitale si contano quattro morti e più di venti feriti, con edifici residenziali e un mercato gravemente danneggiati. A Kharkiv, cinque soccorritori sono stati uccisi da un secondo missile giunto mentre combattevano un incendio precedente – la tattica del «double tap» che criminalizza le operazioni di salvataggio. In totale, almeno nove vittime ucraine.

Sul fronte opposto, un raid di droni ucraini ha provocato tre morti a Tula, a sud di Mosca, e forze di Kiev hanno colpito due ponti verso la Crimea, sospendendo i collegamenti. L’escalation incrociata irrompe proprio mentre si moltiplicano i segnali diplomatici: Donald Trump ha telefonato a Vladimir Putin per ribadire il desiderio di chiudere il conflitto, e Volodymyr Zelensky aveva appena discusso con il presidente americano possibili vie d’uscita, alla vigilia del G7 in Francia. Il contrasto tra la retorica di pace e la realtà dei bombardamenti più intensi da settimane non potrebbe essere più stridente, specie in una guerra che ha già superato i quattro anni e la durata del primo conflitto mondiale.

Da Bruxelles, l’attacco al sito Unesco viene interpretato come un deliberato oltraggio all’identità ucraina, destinato a rafforzare la determinazione europea: non a caso l’Unione ha appena sbloccato i negoziati formali di adesione con Kiev e Chișinău. Gli analisti americani sottolineano l’amara coincidenza con l’accordo tra Stati Uniti e Iran che lascia intravedere una via diplomatica in Medio Oriente, mentre l’Europa orientale resta il principale focolaio di instabilità. La Cina, dal canto suo, invoca moderazione senza mai condannare apertamente Mosca, continuando a fornire sostegno economico e componenti dual-use che alimentano la macchina bellica russa.

Per l’Italia e il Mediterraneo allargato, l’ennesima fiammata aggrava l’insicurezza energetica e allontana la normalizzazione dei rapporti con la Russia, essenziale per la piena ripresa post-crisi. Roma, che presiede una delle principali diaspore ucraine in Europa e ha confermato il proprio sostegno militare a Kiev, osserva con crescente inquietudine il logoramento delle norme internazionali sulla protezione dei civili e dei beni culturali. La cupola in fiamme della Dormizione è un avvertimento: senza meccanismi capaci di imporre il cessate il fuoco, gli appelli dei leader mondiali resteranno lettera morta, lasciando campo a una guerra di attrito senza fine.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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L'attacco russo su Kyiv e Kharkiv è descritto come un assalto deliberato al cuore culturale e spirituale dell'Ucraina. L'incendio della storica Cattedrale della Dormizione viene paragonato a quello di Notre-Dame, a dimostrazione della 'crudeltà' del Cremlino e del disprezzo per il patrimonio. Le capitali occidentali condannano il raid come un'escalation 'barbara' che ha ucciso almeno nove persone tra civili e soccorritori.

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pragmatismodistacco

La copertura si apre con un attacco di droni ucraini sulla città russa di Tula, che ha ucciso tre residenti tra cui un bambino, per poi accennare sinteticamente agli attacchi russi su Kiev che hanno ferito 13 persone. Il conflitto viene inquadrato come una reciproca 'guerra dei droni' con vittime da ambo le parti, minimizzando il colpo al monastero di Lavra e la distruzione più ampia. Non viene espressa alcuna condanna esplicita verso la Russia, privilegiando una prospettiva bilaterale e distensiva.

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